25 febbraio 2016

Segnalazione. I RACCONTI DELL'OCCULTISMO, Vasco Mariotti [Cliquot]

Buongiorno lettori!

Mentre fervono i preparativi per la trasferta emiliana per il terzo premio Hypnos, vi segnalo l'ultimo nato nel catalogo Generi della Cliquot, casa editrice di cui vi ho parlato qualche tempo fa, e che ha come scopo principale quello di riportare in vita autori e/o storie semisconosciute. 
Operazioni che per la sottoscritta meriterebbero sempre encomi solenni e la maggiore diffusione possibile.  

come le altre stupende cover del catalogo Cliquot,
anche questa è opera di Riccardo Fabiani
I racconti dell'occultismo, questo il titolo dell'opera, è una raccolta di quattro racconti di Vasco Mariotti, autore che Cliquot ha già pubblicato in passato (l'inedito "La legge di Manu", i gialli "L'uomo dai piedi di fauno" e "La catena spezzata") e che qui torna nella sua veste meno nota, ma non per questo meno apprezzabile, di scrittore di storie dell'orrore.

I racconti che Cliquot propone furono pubblicati per la prima volta nel 1949 dall'editore fiorentino Nerbini, e sono considerati un tassello importante, ancorché dimenticato, del gotico italiano.

Sinossi. Dal classico castello inglese in cui si consumano malvagi esperimenti, ad apparizioni prodigiose nelle terre delle Mille e una notte, per arrivare a scenari più insoliti come le fredde terre norvegesi teatro di rivolte operaie o i boschi incantati dell’assolata Spagna. Quattro scenari per altrettante storie del sovrannaturale in cui si fondono la tradizione ottocentesca, il gusto per il macabro delle riviste pulp e la spiccata fantasia di uno dei più grandi maestri dimenticati del racconto italiano dell’orrore.


Ho avuto il piacere di leggere la raccolta in anteprima e ve ne parlerò la prossima settimana. Nel frattempo, sappiate che I racconti dell'occultismo sarà disponibile nel formato digitale a partire da domani, venerdì 26 febbraio al prezzo di 3,99€

Un pensierino lo farei ;)

Buone letture ♥

Restiamo in contatto? InstagramTwitterGoodreadsFacebook

24 febbraio 2016

ROSEMARY'S BABY, Ira Levin - Recensione

"Ma...", obiettò Rosemary, "ogni tanto di cose orrende forse ne capitano un po' dappertutto, in ogni palazzo."
"Ogni tanto", replicò Hutch. "Il punto, però, è che al Bramford di cose orrende ne capitano molto più spesso che 'ogni tanto'" [Rosemary's Baby, Ira Levin, Attilio Verardi, Edizioni SUR, 2015, p.22]
Se c'è una cosa che ho imparato, col tempo, è che so riconoscere quasi sempre un colpo di fulmine letterario. Quel "sì, lo voglio (leggere)" che diventerà un imperativo categorico una volta letta un'opera qualsiasi di questo autore e che mi porterà ad annegare tra le pagine scritte e da scrivere, accumulando compulsivamente tutto ciò che avrà prodotto, frenando a stento questa fame di lettere. 
Sapevo che con Ira Levin sarebbe stato colpo di fulmine. 


La prima volta che misurai tra le mani La donna perfetta avevo tutti i sintomi classici dell'infatuazione: desiderio di lettura e timore di iniziarlo perché sarebbe finito troppo presto. E così è stato. Il dramma, una volta chiuso il romanzo, fu scoprire con orrore che, oltre al fatto di aver pubblicato pochissimo, nessuno dei suoi romanzi (a parte quello che avevo appena letto) erano più in commercio.
Le maledizioni...

Ira Levin, mi resi conto con orrore, faceva parte di quegli autori che scompaiono dalla circolazione senza motivo. E questa cosa andrebbe anche fatta presente agli editori sempre affamati di "voci nuove", perché le "vecchie" non hanno meno da offrire ma certo, se nessuno li pubblica, se le biblioteche non li possiedono, quelle voci chi vuoi che le senta? Fanno l'eco nella polvere delle librerie dimenticate. 
E questo è un male.

Poi, mentre maceravo nel dolore e spulciavo sui siti di vendita di libri usati alla ricerca dell'innamorato perduto, ecco che Edizioni SUR se ne viene fuori con un recupero proprio di quell'Ira Levin scacciato ai margini dell'editoria contemporanea e ripubblica in una bella-bella veste grafica il suo romanzo più noto: Rosemary's Baby.
Voi non mi avete sentita, ma quando ho letto la notizia ho lanciato un urlo di gioia che neanche la Morrigan su un campo di battaglia.

19 febbraio 2016

I CANNIBALI DI CANDYLAND, Carlton Mellick III - Recensione

"Non posso mangiare bambini," dice lui. "È terribile." "No, questi sono davvero buoni," dice lei, cercando un pezzo buono nel sacco. "Prova almeno a dargli un morso." [I cannibali di Candyland, Carlton Mellick III, Vaporteppa, 2015]
Finalmente, dopo ere geologiche, riesco a racimolare il tempo necessario a parlarvi di questo breve ma gustoso romanzo di Carlon Mellick III, autore che chi frequenta letture under-underground già dovrebbe conoscere. Così come altri romanzi del nostro, anche I cannibali di Candyland è tradotto in italiano dai fucinieri di Vaporteppa, collana specializzata in steampunk e fantasy "spinto" della Antonio Tombolini editore.

E dopo lo spot, veniamo alle cose serie.

13 febbraio 2016

Il cilindro. Racconto

Avevo scritto questo racconto per un concorso letterario (questo), che poi però mi è passato di mente. Visto che un po' mi dispiace lasciarlo nel computer a soffocare nella polvere, ho pensato di fargli prendere aria, appeso a questa finestra che è il blog.
Il protagonista della storia è... oh, credo sia abbastanza facile da immaginare :)
Buona lettura!


11 febbraio 2016

ITALIAN WAY OF COOKING - Marco Cardone. Recensione

"Pensava che un piatto così antico andasse preparato secondo tradizione" [ p. 29, IWOC, Marco Cardone, Acheron Books, 2015]
Titolo. Italian way of cooking
Autore. Marco Cardone
Editore. Acheron Books
Genere. urban fantasy
Anno. 2015
4,50 € (ebook. Tra breve disponibile in cartaceo)
Nero Bonelli, cuoco e proprietario del Gallo Nero, ristorante-cascinale adagiato tra le colline del Chianti, ha un problema. Non la moglie stronza, dalla quale ha divorziato da poco; non i figli che sì, saranno anche delle catene che ti tengono legato, ma sono delle catene senza le quali sarebbe già finito a terra a sostituire lo straccio; e neanche Marica, la sua fidanzata fuori di testa.
Il problema di Nero non è neanche il serial killer che imperversa nella provincia, definito il "killer enalotto" (sì, lo so) da una stampa lungimirante e piena di ironia per l'estrema casualità con cui colpisce le sue vittime.
No, il problema di Nero è un altro e si riassume nella dicitura stampigliata sulla carta d'identità, che lo colloca in uno Stato nel quale la burocrazia, il servilismo e il nepotismo la fanno da padroni. A Nero manca pochissimo per finire in ginocchio, sotto il peso di duecentomila euro che gli vengono chiesti urgentemente dal fisco, e non perché sia un evasore conclamato, anzi, proprio per l'esatto contrario. Ligio alle regole, la crisi di Nero è provocata da una legge scritta e rimangiata (o dimenticata, e valle a ripigliare le norme in quel buco nero supermassiccio che è la burocrazia italiana) nel lasso di pochi mesi. 
In parole povere: Nero Bonelli è un imprenditore con le pezze al culo (pàrdon).
In questa situazione di estrema italianità,- e mentre comincia a sospettare di aver sviluppato una forma piuttosto acuta di schizofrenia - una sera Nero Bonelli si trova ad affrontare un mostro. Un mostro vero, una specie di uomo-cinghiale che si è intrufolato nel cascinale e ha provato a mangiarsi i suoi figli. 
E dall'ammazzare la bestia ad assaggiarne la carne è un attimo...

Prima di leggere i ringraziamenti ero sicura che Cardone avesse lavorato nella cucina di un ristorante o fosse egli stesso un cuoco, tanto accuratamente sono descritti non solo i passaggi di preparazione di pietanze tipiche, ma gli stessi odori, le consistenze e i sapori tanto che IWOC è, prima che un bel urban fantasy, un attentato alla bilancia. Dietro Italian way of cooking, invece, c'è un vero e proprio lavoro di ricerca e di raccolta informazioni, il che dovrebbe già da solo essere un incentivo all'acquisto e alla lettura, perché Cardone lavora con competenza fin da subito, documentandosi prima e scrivendone poi, dando in sostanza il buon esempio a chi vuole scrivere, perché non basta una buona idea a fare una buona storia.

9 febbraio 2016

MOBY DICK E ALTRI RACCONTI BREVI - Alessandro Sesto. Recensione

Ci sono libri e autori che ti capitano sotto gli occhi per caso. Tu non fai niente, ti limiti a leggere un racconto in un'antologia Aa.Vv. [nello specifico, QUESTA] e pensi: ehi, chissà se ha scritto altro. E scopri che sì, ha scritto altro e che quest'altro, per motivi che hai voglia a cercarne una spiegazione, si impasta con gusto con te, con quello che è il tuo stato d'animo abituale (nel mio caso: esistenzialista andante).

Titolo. Moby Dick e altri racconti brevi
Autore. Alessandro Sesto
Editore. Gorilla Sapiens Edizioni
Anno. 2013
165 pg
12,90 €

Perché è vero quello che ho letto nelle recensioni di Moby Dick e altri racconti brevi di Alessandro Sesto (Gorilla Sapiens Edizioni), è cioè che leggendo questa raccolta (che proprio tale non è, ma ci arriviamo tra poco) si ride di gusto, ma limitare la lettura alla risata è, scusate la ripetizione, limitante.

Magari leggendo quello che sto per scrivere l'autore strabuzzerà gli occhi e borbotterà: ma io mica... Però vale la regola che chi legge scrive per metà un libro. 
E in un libro che parla di libri...

8 febbraio 2016

Pagine nuove #2 [Panesi edizioni, Hypnos, Zona42]

Trovo che il lunedì sia il giorno perfetto per anticiparvi qualche nuova uscita letteraria da tenere in considerazione, casomai la vostra lista di libri da leggere dovesse drammaticamente restringersi.

Titolo. Le anime bianche [The white people]
Autore. F.H. Burnett
Trad. Annarita Tranfici
Editore. Panesi [collana Eris]
79 pagine
1,99 €

Si parte da Panesi edizioni che ha da poco riproposto, in una nuovissima traduzione fatta da Annarita Tranfici, il romanzo gotico Le anime bianche una delle opere meno conosciute di Frances Hodgson Burnett, autrice il cui nome non dovrebbe esservi oscuro se avete letto o anche solo sentito parlare di Il giardino segreto o Il piccolo Lord. 

Le anime bianche è un romanzo breve che ritengo particolarmente interessante non soltanto per la sua relativa rarità (e sapete quanto ami le opere che rispuntano dall'oblio come zombie da una tomba), quanto per il tema trattato, che è quello della perdita e della vita dopo la morte. Un romanzo in parte autobiografico, dato che lo stimolo a scriverlo fu dato alla Burnett da un episodio doloroso della sua vita: la morte per tubercolosi del figlio appena quindicenne.
Qualora non vi avessi convinti, e in attesa della recensione che arriverà il prima possibile, vi invito a leggere la scheda di approfondimento dell'opera che è disponibile in formato digitale in qualunque store online al prezzo di 1,99€.

Sinossi. Ysobel è una ragazzina timida e minuta che non ha mai conosciuto i genitori e vive, assieme ai tutori Jean Braidfute e Angus Macayre, in un castello dall’aspetto austero immerso nella desolata brughiera scozzese. Fin dall’infanzia, la bambina mostra di essere dotata di un particolare “dono” che la rende diversa da tutti gli altri bambini; ella ha il “potere di vedere oltre le cose” e di entrare in contatto con le anime dei defunti, ormai libere dalle sofferenze e dalle paure dell’esistenza. “Le anime bianche” (“The White People” nella versione originale) è un romanzo breve in cui la celebre autrice dei ben più conosciuti “Il piccolo Lord” (1886) e “Il giardino segreto” (1911) presenta, attraverso gli occhi della propria protagonista, le sue personali considerazioni circa ciò che attende l’uomo dopo la morte. Si tratta di un racconto carico di motivi gotici, di verità e saggezza, in cui emergono non soltanto il talento narrativo dell’autrice ma anche alcuni dettagli che rimandano al personale rapporto con il suo primogenito e con la religione.

Titolo. L'angelo e il vampiro
Autore. Luca Bonatesta
Editore. Hypnos [collana Spiraglitalia]
1,99€

5 febbraio 2016

Italian Book Challenge, NON È la solita sfida di lettura

Chi segue la mia pagina su Facebook già ne è stato informato, ma siccome gli antichi, che erano saggi, ci hanno tramandato il motto "repetita iuvant" oggi vi rubo qualche minuto per parlarvi di una sfida di lettura davvero interessante che esce dal solito circuito dei blog (:P) e si sposta, udite udite, in libreria.



Sì, avete letto bene e non sto dando i numeri; l'iniziativa in questione si chiama Italian Book Challenge e se siete animali sociali vi suggerisco di seguirla anche su Facebook

Ma vediamo un po' di cosa si tratta e come partecipare.

4 febbraio 2016

Robe da piccoli lettori - CAREZZALIBRI Usborne

Se c'è una cosa che la nascita di SamSam mi ha permesso di fare è stata quella di immergermi nel reparto "per infanti" delle librerie.
Non che prima non lo facessi, ma allora restavano delle escursioni senza trofeo, dato che gli unici bimbi che potevo omaggiare di un libro erano figli di amici e di cugini e pertanto i regali erano limitati alle ricorrenze "canoniche" dei compleanni e del Natale.

Così, nel momento stesso in cui mio figlio è entrato in casa, con lui si sono presentati libri e librini di varia forma, materiale e natura.
Carezzalibri Usborne
Testi di Fiona Watt
Illustrazioni di Rachel Wells
Prezzo: 9,00 €

Tra questi, i Carezzalibri della Usborne si sono rivelati i preferiti dal nanetto. 

3 febbraio 2016

MiniRecensione. IL FIGLIO - Lois Lowry

Quarto e ultimo volume della tetralogia della Lowry ambientata in una distopia dove nulla ha colore e ogni cosa è prestabilita alla nascita, Il figlio è un romanzo che, se da un lato permette al lettore di dare finalmente una risposta alle domande lasciate aperte dalla conclusione di The Giver - Il Donatore, dall'altra non soddisfa pienamente e apre un gigantesco what-the-fuck narrativo quando, alla distopia "meccanica" della città si sovrappone una deriva fantasy che proprio non avrebbe dovuto esserci.
Titolo: IL FIGLIO
Autore: Lois Lowry
Traduttore: Sara Congregati
Editore: Giunti Y
Anno: 2012

Ma procediamo con ordine.
Claire ha solo dodici anni quando le viene assegnato il ruolo di Anfora: porterà in grembo i "prodotti", i nuovi cittadini che, dopo il primo anno di vita, verranno assegnati alle Coppie che se ne prenderanno cura fino ai dodici anni. Ha sempre funzionato così nella città. Ma qualcosa non va durante la nascita del primo figlio, il primo prodotto, e Claire, bendata e legata al lettino come da prassi, subisce senza preavviso un'operazione che comprometterà per sempre il suo ruolo all'interno della comunità. Dimenticata e con un profondo senso di colpa per aver fallito il suo ruolo, Claire viene riciclata come operaia nell'allevamento ittico. Ma il pensiero di suo figlio, il desiderio per quel bambino che aveva dentro di sé e del quale non sa nulla continuerà a tormentarla finché un'infermiera non le rivelerà per errore il numero assegnato al piccolo appena nato...

2 febbraio 2016

Poco prima dell'alba - racconto


Buondì.

Visto che è da un po' che non ne posto uno, oggi vi lascio la prima parte di un mio racconto appena pubblicato nell'arena LPV per il gioco di scrittura dedicato agli yokai, i demoni giapponesi (anche se detta così è un bel po' riduttiva come spiegazione, ma ce la faremo bastare).


Si tratta di un racconto che, nonostante alcune cose andrebbero risistemate, mi è piuttosto caro perché ha per protagonista un personaggio che troverete nel prossimo romanzo sul quale sto lavorando in questi giorni.

Intanto, beccatevi il racconto :)
POCO PRIMA DELL'ALBA


La ragazza strisciò accanto alla veste che il comandante le aveva strappato di dosso prima di trascinarla sulla branda. Si strofinò le braccia tumefatte e sottili, come sottile era il suo corpo. Esile quanto quello di un uccellino, brunito come la terra limacciosa del fiume quando il sole del mattino leccava i suoi argini. E con un nome di uccello, “pettirosso”, la chiamavano nell'accampamento. Un nome che aveva sostituito il suo e il cui suono aveva imparato a riconoscere, senza capirne il significato: un marchio, come la targa attorno al collo, come il tatuaggio che le era stato impresso nella carne con polvere di piombo. Anche il suo cuore era ormai marchiato. Il cuore che temeva Ammit avrebbe divorato perché irrimediabilmente più pesante della piuma di Maat. Ma forse, pensò in quel momento – e il pensiero la spaventò – il suo ba non avrebbe incontrato nessun dio alla sua morte. Nessuno le avrebbe aperto le porte del Duat perché non ci sarebbero state porte da aprire e gli occhi della sua anima si sarebbero dischiusi su nient'altro che tenebre, nella buia oscurità della notte senza fine. Subito scacciò il pensiero e si rannicchiò accanto alla veste di stoffa leggera. L'unica cosa che fosse sua. Così come la fede negli dei della terra da cui era stata strappata era tutto ciò che le restava. Tutto quello che le faceva sopportare le ossa rotte e i denti scheggiati e il ventre in fiamme e lo zigomo spaccato che gocciolava piano piano sangue che, alla luce delle lucerne, appariva ora più viola che rosso.

1 febbraio 2016

Pagine nuove - 1/2 di 366 [Edizioni Sur, Lapis e Lapiccolavolante]

Primo!
Oggi è il primo giorno del secondo mese dell'anno. Ed è un lunedì.
Non so se ho mai palesato la mia insofferenza verso "febbraio", mese che non ha mai riscosso le mie simpatie, ma credo anche che ve ne importi relativamente, per cui...

Se c'è una cosa che mi piacerebbe non trascurare è quel momento (della settimana o del mese) in cui vi parlo di cose belle appena spuntate nel catalogo degli editori

Oggi, per esempio, che è il primo giorno di febbraio e, coincidenza, è anche il primo giorno della settimana, pensavo proprio di scrivere questa cosa qui: un po' di sana pubblicità parlandovi di titoli che mi sembrano un bel po' interessanti, freschi freschi di stampa.

Nessuno scompare davvero
Catherine Lacey
trad. Teresa Ciuffoletti
BigSur
243 pg
16,50 €
Uno di questi titoli, che mi ha colpita da subito per la copertina ME-RA-VI-GLI-O-SA è Nessuno scompare davvero di Catherine Lacey e pubblicato in Italia da Edizioni SUR. Davvero, non è bella questa cover? Ora, il titolo sarà disponibile solo fra qualche giorno, ma intanto voi prendete appunti, non si sa mai :P
Sinossi. Elyria, 28 anni, ha un lavoro stabile e un marito a New York: ma un giorno, senza dare spiegazioni, molla tutto e parte con un volo di sola andata per la Nuova Zelanda. Passerà mesi a vagare in autostop fra le campagne di quel paese sconosciuto, incrociando le vite di altre persone e tentando di dare un po’ di pace alla sua. Scopriamo che Elyria ha un passato difficile (una madre alcolizzata, una sorella adottiva suicida, allieva del professore che è poi diventato suo marito), ma la fuga non è causata da crimini o violenze: nasce da un malessere esistenziale tanto profondo quanto difficile da definire; e il romanzo è, di fatto, un viaggio nella mente della narratrice, capace di osservazioni acutissime sul mondo, ma anche preda di improvvisi squilibri; dentro di lei, dice, si muove un bufalo riottoso che non riesce a placare. Elogiato dalla critica come uno dei migliori esordi dell’anno, sostenuto da una scrittura incalzante e quasi ipnotica, Nessuno scompare davvero è una sorta di road movie introspettivo che spiazza e appassiona il lettore.
Quando soffia il vento delle streghe
Vanna Cercenà
Lapis
120 pg
10,00 €

Follow by Email