31 ottobre 2015

Scritti da me - Momo in IL CUORE DELLE STORIE - racconto per Halloween

Buongiorno! Buon sabato e buon Halloween, cacciatori di storie da brividi!
State intagliando zucche o, come me, ne avete fatto un ciambellone di quelli da attentato a bilance e coronarie? 

c'era un tempo in cui m'ero messa in testa di saper disegnare XD

In attesa che Il signor W. sia finalmente disponibile e si possa dare il via al giveaway che vi avevo promesso (e che avrei tanto voluto inaugurare questa settimana), oggi vi lascio con un racconto horror weird scritto qualche tempo fa e che con il mio romanzo ha qualche piccola attinenza.

La protagonista del racconto è Momo, fata che vi ho presentato circa un anno fa (potete leggere QUI la sua prima storia) e che è, tra i personaggi che mi hanno morso le dita, quello a cui tengo di più.

Buona (si spera) lettura!

30 ottobre 2015

Segnalazioni. VAPORE NERO, LOVECRAFT'S INNSMOUTH, THE JUNKIE QUATRAIN - Dunwich edizioni


Buongiorno cacciatori di storie morte e sepolte!

Fra poco meno di ventiquattr'ore i morti torneranno a camminare sulla terra; per ventiquattr'ore la linea di separazione tra il regno del tangibile e quello dell'occulto sarà rotta. Halloween, signori, o Samhain se preferite, è quel periodo dell'anno in cui la tenebra e la luce sono intercambiabili, simmetriche, identiche; è quel periodo dell'anno in cui la vita e la morte hanno la stessa faccia, e mordono allo stesso modo.

Per questo, ho deciso di chiudere la settimana con la segnalazione di tre romanzi che con la notte delle streghe si sposano magnificamente e che trovo tutti, per diversi motivi, interessanti.
Questo post inaugura, inoltre, l'avvio della collaborazione con la casa editrice Dunwich, che ringrazio per l'opportunità che mi ha concesso.

E adesso, sotto con i titoli!


29 ottobre 2015

Recensione. STORIE NATURALI - Primo Levi


Quando le acque si ritirarono, la terra rimase coperta di uno strato profondo di fango caldo. Ora questo fango, che albergava nella sua putredine tutti i fermenti di quanto nel diluvio era perito, era straordinariamente fertile: non appena il sole lo toccò, si coprì di germogli, da cui scaturirono erbe e piante di ogni genere; ed ancora, ospitò nel suo seno cedevole e umido le nozze di tutte le specie salvate nell'arca. Fu un tempo mai più ripetuto di fecondità delirante, furibonda, in cui l'universo intero sentì amore, tanto che per poco non ritornò in caos. [Quaestio de centauris, Primo Levi, Storie Naturali, Einaudi, p. 168]

IL peggior torto che si possa fare a un autore è non riconoscerne i meriti, limitandone l'attività a questo o quello specifico (e selettivo) ambito letterario.
Sembra che sia un reato punibile con la gogna, permettere che un grande letterato venga tacciato di aver scritto (Orrore! Orrore!) anche opere di narrativa popolare.
E così facendo, limitando il discorso alla "opere alte", mettendo in sordina "tutte le altre", la critica finisce per svilire sia l'autore che la sua poetica: la mutila, la rattrappisce in un nucleo stretto e rinseccolito di scritti "di valore".

Tutta questa pappardella introduttiva ha un senso, perché sì, io di Primo Levi conoscevo solo le opere del lager e sì, non avevo idea che avesse invece anche scritto puri racconti di fantascienza.

E no, perché un'opera sia ascrivibile al genere fantascientifico, non è necessario ci siano astronavi o mostri verdi o donnine in tute brillantinate. Basta, perché un'opera sia science-fiction che la scienza si mescoli al possibile e fantastico (il caro e vecchio buon "What if..."). Inoltre, proprio perché si tratta sì di un genere di pura evasione, ma che è pur sempre scritto da uomini e donne, che nelle cose che scrivono inseriranno proprie visioni del mondo, la fantascienza ha in sé tutte quelle cosine (satira, introspezione, umanesimo, utopia...) che il compilatore della quarta di copertina di questa copia Einaudi riteneva troppo distanti dal genere per farvi rientrare le Storie Naturali di Primo Levi.

Oh.
Scusate, ma inizio a trovare ridicolo questo voler a tutti i costi sminuire un autore e le sue opere solo perché sono pura narrativa e non si impongono di trattare filosoficamente la deriva sociale dell'uomo moderno. E trovo altrettanto insopportabile vedere segnalate e promosse opere che rientrerebbero a pieno titolo nel genere fantascientifico, con il non-genere della "narrativa contemporanea" solo perché non è lecito accostare quel grande autore a una cosa così frivola come la sci-fi (che frivola non è, ma soprassediamo).

Ditemi: ma la fantascienza, il fantasy, l'horror... li considerate davvero generi letterari "minori"?

Io, per tutta risposta, ho questa vignetta di Tom Gauld che riassume a meraviglia tutto questo wall-of-text qui sopra.



Ma ecco, avrei dovuto recensire Storie Naturali.

28 ottobre 2015

La metà esatta (11) - AMABILI RESTI, Alice Sebold

Buon mercoledì cacciatori di libri!
Ci sono libri che ti finiscono tra le mani per caso e altri che lo fanno al momento opportuno. È successa una cosa del genere per il romanzo che andremo a "sezionare" oggi, e sezionare è davvero il termine più adatto a introdurre Amabili resti di Alice Sebold.

Il film, immagino, lo conosciate tutti.
Ed è proprio dal film che l'idea di leggere il romanzo mi ha sfiorata parecchie volte, senza mai arrivare a una vera concretizzazione. Troppo pigra, forse, o forse non ero convinta al cento per cento che la storia di Susie fosse adatta a me, chissà. Fatto sta che non ho mai davvero avuto l'intenzione di comprarlo, se ne stava lì, tra i romanzi da "possibile Wishlist". Finché, lo scorso fine settimana, avevo cominciato Battle Royale di Koushun Takami, ma non era il momento adatto, arrancavo nella lettura e, quando succede, so che al 99% dei casi il problema è mio: non sono nello spirito adatto.
Così, torno a posarlo sul ripiano alto della libreria, quello dei "romanzi da leggere".
Solo che, degli altri titoli a disposizione, nessuno mi attirava. Vi è mai capitato? Avete una piccola libreria in casa ma niente, non c'è nulla che vi ispiri.

Poi, il miracolo (va be', non voglio esagerare, ma più o meno, in piccolo...) vado in edicola e scopro che l'edicolante ha messo in vetrina il suo personale angoletto dei libri usati a metà prezzo. E lì, tra le pagine ingiallite dal sole e gli angoli piegati, stava il romanzo della Sebold.


Mirabile coincidenza tra opportunità e stato d'animo.
L'ho preso, perché sapevo che non avrei potuto fare altrimenti, perché il mio umore in questo periodo è quello che si definisce melancholia e Amabili resti è un romanzo che ti costringe a piangere e a leggere e a stare male, tirando fuori tutto il malessere che senti esploderti dentro, tutta la tristezza che ti avviluppa, e tutta la solitudine che ti sta accoccolata in braccio come un grosso e peloso gatto persiano.

Ma del romanzo ve ne parlerò presto. Qui e adesso, vi lascio alla lettura della sua metà, e precisamente a pagina 208.

Buona lettura!





Li guardò, scrutandoli negli occhi. Tutti e due lo stavano seguendo. Volevano seguirlo. Non avevano piste, né un cadavere, né indizi. E forse quell'uomo strano aveva una teoria su cui si poteva lavorare. "Beh, chiunque sia stato, ho dedotto, doveva aver costruito qualcosa sottoterra, una specie di tana, e confesso che mi ci sono arrovellato e l'ho immaginata nei dettagli come faccio con le case di bambola, l'ho disegnata con un caminetto e gli scaffali, insomma, io sono abituato così". Dopo un silenzio, aggiunse: "Io ho molto tempo a disposizione".
"E ha funzionato?" chiese uno dei due agenti.
"Sono sempre stato convinto di averci visto giusto".
"Ma perché non ci ha chiamati?"
"Non sarebbe servito a restituirgli la figlia. Quando l'agente investigativo Fenerman è venuto a farmi qualche domanda, gli ho accennato ai miei sospetti sul figlio degli Ellis e alla fine sie è visto che mi sbagliavo. Non mi andava di intromettermi con un'altra delle mie teorie da dilettante".
Gli agenti si scusarono per il fatto che Fenerman gli avrebbe fatto visita anche lui l'indomani, probabilmente per esaminare le stesse cose: per vedere l'album da disegno, per sentire le sue ipotesi sul campo di granturco. Il signor Harvey accettò tutto come un cittadino ligio al dovere, nonostante fosse lui la vittima. [Amabili resti, Alice Sebold, p. 208, Edizioni e/o, trad. Chiara Belliti]

Sono curiosa di leggere i vostri commenti! E, come sempre, Buone letture ♥

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27 ottobre 2015

Top ten Halloween. I libri dell'orrore per una notte delle streghe da brividi.

Benvenuti, cacciatori di storie!

In ossequio alla notte delle streghe ormai imminente, ho deciso di preparare, per voi che passerete Halloween sul divano, e magari non avrete voglia di rivedere la replica di quel film dell'orrore che "anche va bene dopo una certa basta", la mia personale top ten dei libri di paura (risata malefica preregistrata).

Scorrete la lista a vostro rischio e pericolo, signori e signore.

26 ottobre 2015

Un gatto in libreria...(5) CANDYLAND, Carlton Mellick III - TEATRO GROTTESCO, Thomas Ligotti

Buon lunedì!

Cominciamo la settimana all'insegna della dolcezza (siamo pure in zonaHalloween, no?) e della bizzarria. Il gatto stavolta è saltato sugli scaffali della Vaporteppa, collana dedicata allo steampunk e alle sue bizzarre declinazioni della quale vi avevo parlato qualche tempo fa.

I CANNIBALI DI CANDYLAND 
[T. Or. The Cannibals of Candyland]
Carlton Mellick III [trad. Andrea Dioguardi]
Antonio Tombolini Editore, 148 pg, 2015 (prima ed. 2009)
3,99 €
Ebook vari formati - link per l'acquisto


SINOSSI. Franklin ha pochi soldi, una moglie che lo tradisce e viene tiranneggiato dai bambini del vicinato che gli estorcono soldi. Nulla di questo però gli importa davvero: per lui contano solo gli uomini caramella, mostri che divorano i bambini e che la maggior parte delle persone non crede nemmeno esistano.
Da quando una donna caramella gli ha ucciso e divorato le sorelline davanti agli occhi, Franklin vive per dimostrare al mondo che gli uomini caramella sono reali e che vanno sterminati. Il giorno in cui Franklin sorprende un uomo caramella che sta divorando un bambino, trova la forza per agire: decide di pedinarlo, ucciderlo e mostrarne al mondo il cadavere.
Quello che lo aspetta nel mondo sotterraneo degli uomini caramella supera i suoi incubi e Franklin cadrà prigioniero di Giuggy, la donna caramella che molti anni prima aveva ucciso le sue sorelline. Una storia di amore perverso, caramelle e cannibalismo.


Sempre in tema "leggiamolo strano" si prosegue con Il Saggiatore e la nuova raccolta di racconti di Thomas Ligotti Teatro grottesco


TEATRO GROTTESCO
Thomas Ligotti[trad. Fusari]
Il Saggiatore, 281 pg, 2015 
19,00 € // cartaceo
9,00 € // ebook


SINOSSI. Autore di culto della letteratura americana contemporanea, restio alle attenzioni dei media ma autenticamente seminale - suoi gli incubi che hanno ispirato la prima stagione di True Detective -, Thomas Ligotti è considerato l'unico successore di Edgar Allan Poe e H.P. Lovecraft. Lontano dalle atmosfere urbane e quotidiane che caratterizzano l'opera di Stephen King, Ligotti fa sua la lezione dei maestri del passato e mette il lettore di fronte a un orrore che non ha forma né volto né contorno, un orrore che non si può dire, a stento pensare, e che ha nell'indeterminatezza la radice della presa angosciante che esercita sulla nostra immaginazione. In "Teatro grottesco" l'orrore nasce da seminterrati in cui il buio e l'umido hanno prodotto una vita brulicante che aspetta di insinuarsi nel nostro mondo; da isolate fabbriche nelle cui viscere si producono artefatti meccanici dagli scopi imperscrutabili; da catene di montaggio in cui la presenza di misteriosi supervisori è così schiacciante da trasformare l'uomo in ingranaggio; da cittadine in cui la vita è una messinscena e solo quanto accade sui palcoscenici di una fiera itinerante è reale. Gli abitanti di questo mondo dalla mente impazzita e il cuore selvaggio si muovono in retrobottega fiocamente illuminati, in gallerie d'arte dall'aspetto sinistro, al centro di paludi dove sopravvivono culti antichi e innominabili, tutti alla ricerca disperata di un senso che sembra alla loro portata e che, pure, è preclusa.



E per oggi è tutto.
Quale tra queste novità vi attira di più?
Ma, soprattutto, quant'è bella la cover di Candyland? *_*

Sono curiosa di leggere i vostri commenti!
E, come sempre, Buone letture ♥

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23 ottobre 2015

Autopubblicati (1) - DRALON, MC Willems - APOPTOSIS, Renato Mite

Buon venerdì, cacciatori di belle letture!

Oggi prende il via una rubrica che un po' mancava. Il titolo... oh, io coi titoli ho sempre taaaanti problemi T_T Ma Autopubblicati rende bene l'idea di ciò di cui voglio parlare, no? *assecondatemi*
Insomma, la rubrica che verrà postata ogni tot venerdì (non sempre e solo quando avrò raggiunto un numero sufficiente *barra* interessante di segnalazioni) ha come oggetto i self-publisher, quelli che hanno avuto una buona storia e hanno deciso non solo di scriverla, ma anche di mettersi in gioco in prima persona, occupandosi di tutto, dall'editing alla cover alla distribuzione.

E cominciamo con due titoli molto diversi tra loro per tematiche, genere e pubblico di riferimento, ma entrambi sinceramente interessanti. Uno, Apoptosis di Renato Mite è un romanzo di fantascienza, l'altro, Dralon di M.C. Willems è il primo romanzo di una trilogia fantasy per ragazzi.
Curiosi?

22 ottobre 2015

Recensione. FIGHT CLUB - Chuck Palahniuk

Ovvero: del mal di testa che ne seguì.

Buongiorno!
Recensione veloce per quello che è stato, di fatto, il romanzo-conferma della mia incompatibilità con Chuck Palanhuik.

Sono una di quelle persone cui capita di arrivare al romanzo dopo aver visto il film da cui è stato tratto. Mi è accaduto con Memorie di una geisha, con Angel Heart, con Confessione e, appunto, con Fight Club. Dopo un disastroso primo approccio a Palahniuk con Cavie, romanzo che attualmente è nella libreria solo per ricordarmi da cosa stare alla larga, mi sono detta: se il film è bello, il romanzo sarà fantastico se partiamo dal presupposto che, solitamente, i film sono in media un gradino al di sotto delle opere da cui sono tratte.

Oh, come mi sbagliavo.

21 ottobre 2015

La metà esatta (10) - LA MORTE DELL'ERBA, John Christopher



Buongiorno!
Avrei dovuto cominciare la lettura di Aiuto! Un orso mi sta mangiando! invece, come sempre succede quando preparo una scaletta di libri da leggere, ho iniziato La morte dell'erba di John Christopher.
E quello che segue è un estratto alla sua esatta metà, un po' del cuore della storia, in quello che è l'appuntamento quasi settimanale del blog.
Buona lettura!




John indicò il campo. "E quelli?"
Attraverso lo squarcio si vedevano i corpi di tre uomini su cui si stava addensando uno sciame di mosche.
Roger lo guardò sorpreso. "Cosa vorresti dire?"
"Non li seppelliamo?"
Pirrie scoppiò in una risata secca. "Temo che non ci sia tempo per le opere di carità."
Quando li raggiunse, Olivia scese dalla macchina e andò subito accanto ad Ann e Mary. Pirrie si mise al volante della Ford.
"È inutile seppellirli" disse Roger. "Sarebbe una perdita di tempo. Cerchiamo di superare in fretta Tadcaster."
John fece un cenno affermativo.
"Io rimango in coda" disse Pirrie.
"Benissimo" rispoose Roger. "Muoviamoci" [La morte dell'erba, John Cristopher, Superbeat, M. Galli, p. 104]



Sono curiosa di leggere i vostri commenti!
E, come sempre, Buone letture!

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20 ottobre 2015

Segnalazione. IL SIGNOR W. - LaPiccolaVolante

Prima o poi doveva (ri)accadere e torno a utilizzare il blog per qualcosa di personale che, però, spero sia per voi altrettanto interessante. 
Dopo sette stesure e revisioni, e riscritture... il mio primo romanzo è finalmente nato. Ancora pochi giorni, e Il signor W., un horror dalle decise sfumature weird, sarà materialmente disponibile. Ma io già ve ne parlo con l'emozione di una madre che ha appena visto suo figlio fare i primi passi.

E in fondo è proprio così che percepisco ogni cosa che scrivo, che sia un racconto o una storia più lunga: sono piccoli figli di carta e inchiostro, di parole tatuate su pagine fisiche o virtuali e contengono sempre una parte di me, delle mie speranze o (come in questo caso) delle mie più profonde paure.

E allora, ecco W., un romanzo nato per caso, da un racconto scritto per uno dei giochi di scrittura indetti da LaPiccolaVolante. Una storia che ha subito una serie notevole di metamorfosi in corso di scrittura e rilettura fino ad arrivare a questa imago.

IL SIGNOR W.
Federica Leonardi
LaPiccolaVolante
394 pg
14,00 €
Ebook a breve disponibile
Link per il preordine

La bella cover è un'opera
di Laura Saddi
SINOSSI. Un uomo senza attrattiva e senza vita sociale, il signor W. trascina le sue giornate nella monotonia di una vita fatta di abitudini e gesti sempre uguali, rintanato nell'immenso appartamento che occupa l'intero quarto piano del Whateley, uno dei palazzi più antichi della città. La sua unica amica è Samia, la figlia del titolare del minimarket che bazzica ogni pomeriggio, per acquistare la solita spesa. La sua ossessione, le falene. Abbandonato da entrambi i genitori, W. coltiva il suo piccolo hobby da collezionista nello studio in fondo al corridoio. È sempre stato un tipo strano, il signor W., lo sa bene Giorgio Kaminski, il suo insopportabile vicino di casa. Un uomo taciturno, schivo, che forse nasconde un segreto.
Finché, nei tre giorni che precedono il suo trentesimo compleanno, accade qualcosa che muta il percorso perfettamente lineare della sua esistenza. Qualcosa, nascosta nel palazzo, si risveglia affamata di vendetta nel giorno della Luna di Sangue.

W. inaugura la nuova collana horror di LaPiccolaVolante e, come dicevo all'inizio del post, è nato come scommessa, senza preavviso. 

È un horror-weird, ovvero una storia dell'orrore che mescola al suo interno tematiche che lo avvicinano più alla narrativa fantastica fatta di suggestioni, terrori che provengono da spazi limitrofi, creature mostruose e aliene che attendono, nascoste, il momento del trionfo. 

Il romanzo è, anche ma non soltanto, un omaggio a quegli autori che hanno contribuito a costruire il mio universo immaginario, che mi hanno regalato ore di puro piacere nei pomeriggi passati a leggere le loro storie. In Il signor W.  Lovecraft si mescola a Poe, ma sono l'entomologia (e l'entomofobia) e la ricerca disperata dell'amore, gli assi portanti dell'intera vicenda.
Una storia in cui il terrore striscia e schiocca in una città dal volto antico, in un incedere ora lento, ora rapido come il battito d'ali di una falena. Un racconto originale in cui horror, thriller e fantascienza generano una storia in cui i punti di riferimento si fanno fluidi e oscuri proprio come il liquido nero che invade la città di W.[Dal comunicato stampa]
Una menzione speciale la merita Laura Saddi, autrice della cover del romanzo, che è riuscita, leggendo solo la bozza di una delle primissime stesure, a rendere al meglio W., la sua doppia anima e quel suo essere creatura al tempo stesso affascinante e inquietante. In questa cover, tra falene, il protagonista in primo piano, quell'edificio che si vede in lontananza e la desolazione che riempie gli spazi c'è metà romanzo.

Nei prossimi giorni ve ne parlerò (anche perché Il signor W. sarà l'oggetto del prossimo giveaway del blog) cercando di non rubare spazio alle segnalazioni e alle recensioni e alle altre rubrichette che sono il motore del blog.

In ogni caso, spero che vi sia venuta una discreta curiosità sul mio W.

Se volete parlarne, sapete dove trovarmi ;)

 E, come sempre, Buone letture.

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16 ottobre 2015

Nobel...issime letture (1) - Sully Prudhomme

Ed eccoci qua. Come se fosse ottobre, ci apprestiamo a introdurre una nuova rubrica di quelle che vanno sotto la voce "mirabilia".

Dopo l'assegnazione del Nobel per la letteratura di quest'anno a Svjatlana Aleksievic, ho sentito e letto ruggiti di protesta e ghigni di sarcasmo, e lamentele, soprattutto lamentele, sul fatto che neanche stavolta gli accademici di Stoccolma abbiano assegnato il Nobel a uno scrittore popolare.
Che, intendiamoci, ho l'impressione si faccia un po' di confusione tra Nobel e Premio letterario vattelappesca.

Fermo restando che, fino a ieri, neanch'io ero a conoscenza dell'esistenza della Aleksievic (e nemmeno lei della mia, quindi siamo pari), ma siamo davvero convinti di 1) sapere quali sono i criteri che portano all'assegnazione del Nobel che, -tanto per ribadire l'ovvio-, non è un premio letterario tout-court e, 2) quanti premi Nobel per la letteratura ricordiamo (senza spulciare Wikipedia)?

Da queste considerazioni personalissime è nata l'idea di questa rubrichetta qui Nobel...issime letture (che magari poi il titolo lo cambiamo): una serie di articoli dedicati ai vari Nobel per la letteratura, dal primissimo all'ultimissima (se non muoio prima, beninteso). E risponderemo anche ad alcune curiosità tipo: quanti Nobel sono morti suicida? Quante donne hanno ricevuto il premio? Quanti sono finiti in prigione? Quanti hanno rifiutato e perché?

Di fatto, una rubrica che è un po' un museo delle stranezze, una wundercamera, per dirla alla tedesca.

Spero che l'iniziativa vi piaccia.

E dopo questa luuunga premessa, passiamo alla rubrica vera e propria.

15 ottobre 2015

Recensione. CRONACHE DI MONDO9 - Dario Tonani


L'idea di casa era tutta lì, un po' poco per considerarla un dono del cielo, ma abbastanza per ritornarci ogni volta.
[Dario Tonani, Cronache di Mondo9, Urania Mondadori, p. 145]
Oggi vi parlo di Cronache di Mondo9 romanzo a racconti di Dario Tonani pubblicato da Urania Mondadori. Suddiviso in due parti: Mondo9 e Mechardionica, raccontato con un linguaggio vivido e poetico, ricco di similitudini che si infilzano nella mente del lettore come schegge di metallo, Cronache è un'opera nella quale l'anatomia si fonde alla meccanica in un connubio perfetto che ricorda le ossessioni e visioni di Cronenberg.

Cronache di Mondo9
Dario Tonani
Urania Mondadori, 378 p. ,2015
7,90 €
Ebook disponibile


RECENSIONE.

Sulle vicende che mi hanno portata a leggere le Cronache di Tonani ho già parlato e non mi soffermerò oltre, se non per dire che, al netto delle polemiche, a chiusura del collage di storie (perché di romanzo vero e proprio non credo si possa parlare) ho avuto l'impressione di aver letto un bel lavoro di fantascienza. Non steampunk, perché di steampunk ha solo vaghi richiami a una tecnologia a vapore senza lo scenario vittoriano a fargli da sostegno.

Ad ogni modo, e a mio modestissimo parere, Cronache di mondo9 è un'opera di fantascienza. Sul sottogenere, magari, potremmo stare qui a sorseggiare caffè e ad accapigliarci sulla classificazione e sottoclassificazione e non so cos'altro: vogliamo definirla "fantascienza a vapore"? O magari "fantascienza metafisica"? 
Ecco, non accapigliamoci.
E veniamo alle cose serie.

In un mondo che ricorda l'Australia, dove deserti sconfinati e tossici si alternano a giungle umide e gonfie di vegetazione, si muovono enormi navi a vapore. Si tratta di mezzi mastodontici, vere e proprie città di metallo e ruggine. Ma le navi sono anche, in parte, creature vive, in grado di generare autonomamente i pezzi di ricambio e di assemblarsi spontaneamente e, in caso di necessità, di usare uomini e animali come carburante.

Alle navi si accompagna il morbo, una malattia dal contagio misterioso che lentamente, e inesorabilmente, trasforma gli uomini in macchine, in sagome umane e assolutamente vuote che, per continuare a vivere, devono fare incetta di cuori pulsanti strappati dai corpi degli uomini ancora sani. Mechardionici, li chiamano.

In questo scenario si intrecciano le storie di vari personaggi assieme ai quali seguiamo l'evoluzione delle navi, il loro passare da mezzi di locomozione dalla tecnologia comunque speciale a vere e proprie forme di vita intelligente che degli uomini hanno bisogno come nutrimento e timonieri.
Ogni cronaca in Mondo9 è un tassello, un pezzo che si aggiunge sul percorso di sviluppo delle navi. Ogni uomo che finisce nella pancia della Robredo o delle navi che seguono sono i testimoni e gli attivatori di un ulteriore scatto evolutivo delle macchine.

Una pecca di Cronache è una certa ripetitività di alcune situazioni, dovuta probabilmente al suo nascere non come romanzo ma, appunto, come una serie di racconti che solo successivamente sono stati assemblati per dar vita a questo volume.
A parte questo difetto, facilmente sormontabile, le Cronache riescono a trascinare il lettore nel mondo immaginato da Tonani senza sforzo, senza interrompere mai per un istante la sospensione della realtà.


Pioggia.
Un tempestare arrembante. Una cacofonia liquida che infuriava da ore. Senza respiro.
Accovacciato contro il tronco dell'albero, Testa d'ottone aveva gli occhi ciechi rivolti alla cima, tra le fronde impazzite. L'acqua là sotto arrivava a scrosci. A sberle.
Testa d'ottone sentiva ogni singola goccia urlare. Esplodere. Precipitare più in basso, fondendosi col vapore che si alzava dalla terra.
[Dario Tonani, Cronache di Mondo9, Urania Mondadori, p. 225]

L'assenza di dettagli troppo tecnici, a parte qualche accenno a tonnellaggi o piccole nozioni di meccanica, consente anche ai non assidui frequentatori della fantascienza di addentrarsi piacevolmente tra i deserti e le giungle seguendo le storie dei nomadi del deserto e dei mechardionici, sui quali si concentra la seconda parte delle cronache intitolata, appunto, Mechardionica.

Rispetto a Mondo9, ho trovato Mechardionica un po' meno coinvolgente, nonostante la presenza degli strappacuori e nonostante la storia fosse più omogenea in termini di personaggi e di trame. Il fatto è che, fino all'epilogo di Mondo9, avevo immaginato una determinata natura degli Interni che nella seconda parte viene del tutto ribaltata. Problema che evidentemente non è di Tonani quanto della mia immaginazione.

Per quanto riguarda lo stile, Tonani ha indubbiamente padronanza della lingua e la usa con maestria; fa un largo di similitudini che riescono a rendere molto bene l'ambiente che circonda i suoi personaggi con poche frasi di notevole forza descrittiva


Ricordo il caldo, la puzza, lo sgocciolio del sangue, i rumori, la paura. E soprattutto l'idea che mi era frullata in testa nell'eterno dormiveglia: che da quell'oscurità non mi sarei più risvegliato, che le paratie mobili non si sarebbero più aperte. E che ogni macchinario intorno a me avesse un unico, insensato obiettivo: produrre la notte. [Dario Tonani, Cronache di Mondo9, Urania Mondadori, p. 66]

Sangue e metallo, olii e carne, nell'opera di Tonani macchine e uomini si fondono e mescolano, dando vita a forme completamente nuove, inusuali e che oscillano tra l'immaterialità delle creature chiamate Interni alla solidità pesante e cattiva di una nave come la Robredo.

Una fantascienza metafisica, fatta di carne e ingranaggi, un romanzo corale che vale la pena leggere anche se dalla fantascienza vi tenete debitamente alla larga.

Sono curiosa di leggere i vostri commenti!
E, come sempre, Buone letture

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14 ottobre 2015

Chi ben comincia (5) - Aiuto! Un orso mi sta mangiando!, Mykle Hansen

Buongiorno! Buongiorno signori e signore!

Niente romanzi tagliati in due oggi, perché ieri ho iniziato a leggiucchiare il romanzo di Mykle Hansen Aiuto! Un orso mi sta mangiando! e mi son detta: cavoli!, qua bisogna ripescare la rubrichetta degli incipit! 

[Per chi non lo sapesse: Chi ben comincia è una rubrica ideata da Alessia de Il profumo dei libri e consiste nel riportare sul blog l'incipit di un romanzo in lettura o da leggere ♥]

Vediamo cosa ne pensate? :)




Voi pensate di avere dei problemi? Be', qui c'è un orso che mi sta mangiando! Oooh, mi dispiace, scusatemi tanto, no, no, avete ragione, parliamo dei vostri, di problemi. Mmm-hmm, ma non mi dite! Il capo vi tratta male? L'auto è da cambiare? E siete anche preoccupati per l'ambiente? Be', sapete che c'è? A me, il vostro ambiente ha appena mangiato un piede! Ci sto sanguinando, sul vostro ambiente!
Ed è una magra consolazione, considerando la paura e il dolore - che senza dubbio sentirei se non fossi così ben preparato per ogni avversità e non mi stessi imbottendo di pasticche portentose - una ben magra consolazione, dicevo, poter affermare a gran voce, senza tema di smentite, che i miei problemi sono in-fi-ni-ta-men-te più seri dei vostri. Per cui, fatemi un favore: dei vostri guai evitate di parlarmene ora, okay? [Mykle Hansen, Aiuto! Un orso mi sta mangiando! Meridiano zero, trad. Francesco Francis, p. 9]

Che ve ne pare?
Io mi son dovuta fermare o lo avrei già in lettura XD
Sono curiosa di leggere i vostri commenti!
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13 ottobre 2015

Unboxing... (1) da Aiuto! Un orso mi sta mangiando! a Lo Zoo

Buongiorno!
Ieri è stata una giornata niente male (no, davvero, ad un certo punto ho vissuto una specie di esperienza extracorporea: è stato più o meno quando ho affrontato una salita con il passeggino di mio figlio, una serie di kg di spesa varia, borsa a tracolla e gli stivalotti imbottiti perché sembrava fosse arrivato l'autunno e invece a mezzogiorno c'era gente in canottiera che mi guardava col sorrisetto storto in faccia u_u")

Poi torno a casa, e ad accogliermi ci sono i libracci (ho deciso di chiamare così i miei acquisti su Libraccio :3 [sì, lo so: grande sfoggio di fantasia])



Quindi il mio lunedì si è concluso al 50% tra contentezza e voglia di stendermi in un letto e tornare tra i vivi più o meno tra cent'anni XD

Ad ogni modo, tralasciando i miei problemucci, è dei libracci che oggi vi parlo. Ché magari vi viene voglia di aggiungere qualcosa alla Wishlist (sia mai si accorci troppo).
Si va?

12 ottobre 2015

Un gatto in libreria... (4) VOLTAIRE LIGHT: Il nuovo dizionario filosofico. Aa.Vv.

Buongiorno!
Come (quasi) ogni lunedì, il gatto di casa ha fatto una breve visita in libreria alla ricerca di qualche novità interessante. 
Il titolo di oggi è una nuovissima pubblicazione Gorilla Sapiens Edizioni che, personalmente, vi consiglio di non farvi scappare. (Per quanto mi riguarda, l'ho già messo in Wishlist).

10 ottobre 2015

Il sabato del fumetto (2) - LE STRADE DI SABBIA, Paco Roca. RECENSIONE

Salve a tutti!
Secondo appuntamento con [*musichetta di sottofondo* Peperèpepé] Il sabato del fumetto, rubrica che vi spiega un po' di cose sulla narrativa fatta con i disegnini :)

Oggi vi parlo di Le strade di sabbia, una graphic novel targata Tunué il cui autore, Paco Roca magari vi sarà noto per un altro suo lavoro -che, personalmente, ancora non ho letto- Rughe

E visto che siamo in tema, prima di passare alla recensione, vi invito a leggere questo mio breve articolo, scritto per Rivista fra le righe sui rapporti non sospetti tra letteratura e fumetti ;)



LE STRADE DI SABBIA
Paco Roca [trad. Alessandra Papa]
Tunué, 96 pg, 2009
9,90€
Ebook non disponibile


RECENSIONE.

UN po' come il protagonista di questa storia, è il caso che mi ha portata a leggere Le strade di sabbia. 
Sapete quei periodi, quando la vita ti si mette in mezzo alla strada e sceglie per te? Destino, lo chiamano.
Io avrei voluto prendere "Rughe", ma la mano ha puntato altro allo stand della Tunuè presente a Libri da scoprire. Perciò, eccoci qui.

In effetti, è stata la trama a convincermi, trascinandomi tra i vicoli e gli anfratti di una città senza nome, popolata da uomini e donne che sembrano uscire direttamente da un film di Lynch. Creature intrappolate nelle loro manie, in dialoghi che si ripetono con minime, impercettibili variazioni; uomini che attendono la morte da anni, già pronti nella bara che è tutto ciò che desideravano comprare nella vita; cartografi che disegnano mappe in scala 1:1 e postine mute, che scrivono e consegnano lettere che sono loro stesse a scrivere ogni notte.

Ogni personaggio di questa storia è un prigioniero confortato dalla prigionia. Gli abitanti della città dalla quale è impossibile fuggire una volta che ci si è messo piede, hanno creato attorno a loro un bozzolo, un cuscinetto di abitudini che li protegge dal dolore e dalle delusioni.
Le azioni ripetitive e senza senso, le inutili schermagli e i mutismi non sono che riproduzioni, con mezzi diversi, di uno stesso schema difensivo.

In questa città, -che è poi un angolo sconosciuto di una città più grande - finisce il nostro protagonista, un ragazzo inaffidabile già dalle prime vignette. Se fosse una ragazzina la definiremmo con l'abusatissima frase fatta: "la testa tra le nuvole". 
Il nostro uomo, del quale non sapremo mai il nome, ha un appuntamento. Un appuntamento importante dal quale, ci pare di capire, dipenderà il suo futuro. E lui, nonostante sia in ritardo, agisce in maniera sconclusionata, aumentando ancora di più il ritardo accumulato finché, ormai del tutto perso, non deciderà di prendere una scorciatoia. E la scorciatoia lo porterà nella città dalle strade di sabbia.

Le tavole di Roca sono una morbida e fluida continuità di linee e colori; i suoi tratti hanno un curioso effetto lenitivo sulla psiche del lettore, hanno un che di gommoso: ti avvolgono e ti trascinano piano piano dentro e attraverso la storia.

Roca usa il cambio di colore nelle tavole per creare stacchi tra una sequenza e l'altra, tra le azioni compiute nella realtà e i passaggi nel sogno.

Ogni elemento, in ciascuna vignetta, è reso nel minimo dettaglio così che ogni tavola risulta colma di minuziose informazioni che riempiono la vista del lettore, senza che nessuna risulti fuori posto. Stessa cosa avviene per i personaggi che sembrano figurine d'argilla per quanto sono vividi: dei micro-golem d'inchiostro.

La quarta di copertina ci avvisa che Le strade di sabbia è un "racconto che non lascia dormire".
L'impressione che ne ho ricavata, invece, è di un racconto che invita a sognare.



Buon fine settimana!
E, come sempre, Buone letture.



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7 ottobre 2015

Baltimora, 7 ottobre 1849


And so, all the night-tide, I lie down by the side
Of my darling - my darling - mi life and my bride,
In her sepulchre there by the sea -
In her tomb by the sounding sea.
[ANNABEL LEE, Edgar Allan Poe, 1849]
Un passo avanti l'altro, usando i muri delle case come stampella; i vicoli si snodano come serpenti e la strada è così liquida, sembra vino denso, un rivolo di Amontillado colato da un bicchiere. E come se fosse liquore la strada si allunga, si tende, cambia direzione quando provo a seguirla. 
Ma avanti. Avanti.
Mi scusi, permesso. 
Caracollare addosso a uno messo peggio di me, le gambe buttate in mezzo alla strada come ossa vecchie. Non se ne accorge che gli sono finito addosso. Forse neanche respira più o magari, se aspetto un po', salterà in piedi, gridando "Sei stato tu!" E poi mi chiederà un dollaro per comprarsi altro liquore.
Potrei sedermi qui con lui, con il mio nuovo vecchio amico. Così familiare, dopotutto. Quanti ne ho incontrati come lui oggi? E ieri? E prima ancora? Lo potrei chiamare William Wilson: con un nome così, sarebbe facile fare amicizia per chiunque.
Oddio, ancora loro.
No. 
Basta bere, basta per oggi. 
Divertente sentirmelo dire.
Quante schede avrò firmato da questo pomeriggio?
Quanti dei miei autografi ho lasciato svolazzar nei seggi elettorali di questa latrina piena di demoni della perversità e di angeli del bizzarro chiamata Baltimora?
Devo rialzarmi. Perdonami, amico. Ma non posso restare. 
Se dovessimo rincontrarci, uomo della folla, se volessi fare due chiacchiere, ti lascio il mio nuovo recapito. Ma tienilo a mente, bada, perché non ho più un pezzo di carta con me. Un foglio. Una penna. Un documento. Gli occhiali... Mi hanno tolto tutto per riempirmi di alcol. E no che non lo volessi. Almeno all'inizio. Non avrei dovuto scommettere la testa con il diavolo. 
Ad ogni modo, basta con le frottole. Mia cara mummia, è stato un piacere scambiare quattro chiacchiere con te. Se mai volessi unire ai tuoi i miei deliri, cercami alla Rue Morgue. Bada, il padrone è uno scimmione, ma basterà poco per ammansirlo: una maschera, una lettera rubata; bob-bon o un ritratto, purché sia ovale. Se te ne capitasse tra le mani uno, andrebbe bene anche uno scarabeo d'oro.
E adesso scusami, ma vado. Per stasera ne ho abbastanza di discese nel Maelstrom. 
E ho bisogno di un dottore, temo. Chissà se il dottor Catrame e il professor Piuma esercitano ancora. Non che mi fidi di quei due pazzoidi, ma a chi altri potrei rivolgermi? Potrei provare a chiedere aiuto a Mister Valdemar, se non fosse un uomo così viscido che il solo pensiero di accostarmici mi ripugna.
Addio, addio, amico mio.
Ci rivedremo. 
Se la falce del tempo non arriverà prima, lasciandoci senza fiato.

La metà esatta (9) - QUESTA SONO IO, Federico Guerri

Per leggere i vecchi post e gli altri spezzatini di romanzo, cliccate QUI

Buongiorno e bentornati!
Non vorrei dirlo, ma sembra che La metà esatta sia proprio una rubrica che mi piace tenere viva, qui sul blog.

Il romanzo che andiamo a leggere quest'oggi è una delle opere che avevo in wishlist da eoni, e che sono riuscita a fare mia solo quest'estate, divorandolo in una manciata di ore. 
Ve ne ho parlato già in questo post, durante il riassunto delle letture di settembre.

Oggi vorrei che ne assaggiaste un pezzettino, così poi, magari, vi viene voglia di gustarvelo per intero, chissà.

Addentriamoci quindi a pagina 107 di Questa sono io, romanzo di Federico Guerri edito da Edizioni Il Foglio letterario.

6 ottobre 2015

Recensione. FIABA IL MAGO, Emiliano Billai

Buongiorno a tutti e bentornati!

Causa connessione farlocca mi sono assentata più del dovuto. Che ne diciamo di rimediare con una recensione bella di un libro bello?


FIABA IL MAGO
Emiliano Billai
LaPiccolaVolante, 224 p, 2014, illustrato
13,00€
Ebook disponibile (pdf)


RECENSIONE.

IN un mondo che è quello della concretezza, il mondo dove è possibile tutto ciò che è facile da credere, vivono Fabio Ferno e la sua famiglia, composta da un padre, una madre, un nonno e un gatto senza un occhio, di nome Perfetto.

La famiglia Ferno è una famiglia strana, "particolare".
Una famiglia di fate: "demoni" che riescono a dar vita alla realtà mutandola attraverso i racconti, le parole scritte e le forme disegnate. E poi c'è quel gatto, bianco e cieco da un occhio. Una bestia oscena, per il mondo che permette solo ciò che sia pari e parallelamente simmetrico. Un animale che qualcuno, un giorno, decide di uccidere.
Da qui parte la storia di Fabio Ferno, l'ultimo delle fate, il primo dei maghi che si spoglia del nome da creatura comune e diventa, per tutti: Fiaba il Mago.


...qualcuno mi chiamava Fabio Ferno, Figlio di Arcam Ferno e figlio di Giosfine Cassia Ferno. Oggi applaudano Fiaba il Mago. Fiaba. Perché è un dono delizioso, il mio. Merita il nome dolce, amabile della maraviglia d'un racconto. Mago. Sì, il Mago. Forse non lo sono? Io disegno e decido se debba essere vero, prendere vita.
[FIABA IL MAGO, Emiliano Billai, LaPiccolaVolante, p. 32]

Sangue d'inchiostro cola dai palmi delle mani fasciati da bende che presto se ne inzuppano; ali dalle piume nere che non usa per volare, ma per scuotere le coscienze assuefatte alla mediocrità di una perfezione perfettamente omologata, Fiaba ha un desiderio anzi, tre: dar vita a tre capolavori.
Tre prodigi, che portino il resto del mondo a dire: "eppure può accadere".


Ah, la sera. Quell'andito accogliente che ci porta dalla luce al buio. Aspetto il mio colore preferito steso sulle tegole, su morbide penne nere. E non chiedetemi di volare. Non insozzerei tanta meraviglia con una cosa così banale. A volar si risolve tutto troppo in fretta, bello a vedersi, ma appena atterri tutto è passato. E i nasi rimangono per aria ad attendere il prossimo prodigio volante.
[FIABA IL MAGO, Emiliano Billai, LaPiccolaVolante, p. 67]


Nella sua impresa lo seguiranno una prostituta, un vecchio obeso e un barista gay.
Attorno a questo primo nucleo di uomini e donne emarginati, ignorati o costretti a una vita di menzogne dal resto della gente, si aggregherà presto una piccola corte dei miracoli, un groviglio di reietti felici perché liberi di essere sé stessi.

E se da un lato della realtà una pioggia eterna porterà morte e disperazione nei "normali", e un bisogno straziante di amore e affetto, di possibilità di credere di essere stati felici e amati, almeno una volta, almeno per un istante accompagnata dalla paura di aver vissuto per niente; nell'altro lato del foglio, di quell'ipotetica pagina che è la realtà, il Potrebbessere, Fiaba disegnerà e darà vita al suo mondo perfetto di uomini e donne liberi, pacifici.


Dimmi una sola cosa, mi chiede, ma tu hai disegnato solo noi? O no, le sorrido, ho disegnato tanto altro ancora. Di più bello? No, di molto peggiore. Allora va bene.
[FIABA IL MAGO, Emiliano Billai, LaPiccolaVolante, p. 202]


Fiaba il Mago è un fantasy dalle tinte scure, inchiostro nero su tela nera, e si sviluppa come un
lungo monologo nel quale non c'è una vera distinzione tra i dialoghi e la narrazione. Un monologo nel quale si alternano le voci di Fiaba, di Elaide la prostituta e di Niche, la bambina, l'unica persona che Fiaba non uccide durante il suo primo capolavoro, nella chiesa del paese, una domenica mattina.

Emiliano Billai usa un linguaggio teatrale per il suo romanzo e Fiaba stesso si comporta da attore; un attore attento all'estetica dei gesti e delle pose, delle azioni e delle loro conseguenze.

Per entrare nella storia è necessario, quindi, abituarsi un attimo agli stili (quello dell'autore e quello del personaggio) e al linguaggio stesso, prima di mollare gli ormeggi e lasciarsi trasportare da quello che è quasi un flusso di coscienza, fluido come inchiostro raccolto in un calamaio.
E il finale è da applausi a scena aperta.


E presto ho imparato che il va tutto bene non è una formula accettabile per la gente, che preferisce decidere e scegliere come stai tu, per lei. [...] Intrappolata nel vischio dei modi dabbene delle persone dabbene di una società dabbene e rispettosa del senso comune, delle interpretazioni dei testi sacri, sono cresciuta, passando ogni mattina e ogni sera di fronte a quello che per me era un paradiso, ma che per gli altri era un luogo di perdizione, perché sotto la pioggia, dicono oggi, ridere e divertirsi è proprio del diavolo.
[FIABA IL MAGO, Emiliano Billai, LaPiccolaVolante, p. 178]


Il romanzo è ulteriormente arricchito da ventisette illustrazioni dell'autore, una per ogni capitolo del volume, alcune delle quali sono riprodotte in questo post.




Sono curiosa di leggere i vostri commenti!
E, come sempre, Buone letture ♥
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3 ottobre 2015

Le cose che mi avete insegnato - Festa dei nonni, 2015

Ieri è stata la festa dei nonni, una ricorrenza che in Italia ha una storia piuttosto recente. 
Ma non è della festa in sé che voglio parlare oggi, non sono una persona che ami particolarmente le "feste comandate", quelle che bisogna sorridere sempre, essere "carini e coccolosi", giocare d'ipocrisia e di false strette di mano.
Questa festa per me è un pretesto per parlare di nonni, dei miei nonni. 
Di quelli che ci sono ancora (i genitori di mia madre) e di quelli che non ci sono più (i genitori di mio padre).

2 ottobre 2015

I Libri del mese - SETTEMBRE

Buongiorno lettori!

Com'è il tempo lì da voi?
Qui siamo deliziosamente avvolti da maglioncini di cotone, il pargolo sonnecchia e la mamma può dedicare qualche minuto al blog...
per scrivere un post che avrebbe dovuto pubblicare ieri, ma tant'è XD

Ecco a voi ciò che ho letto a settembre, e relativo gradimento di lettura.


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