25 marzo 2017

Scrivere è un mestiere pericoloso. Terza parte: SCRITTORI CHE LA FANNO FINITA

Dopo la pausa Ewersiana, torniamo a occuparci di cose serie, e cioè del perché l'OMS dovrebbe impegnarsi per fare campagne di dissuasione dalla scrittura.

Ora. Nella casistica delle cause di morte tra gli scrittori, pare che il suicidio sia secondo solo all'infarto. E non è, probabilmente, un caso.

Posate per un istante la penna.

Date retta ad alcuni di coloro che non sono riusciti a fermarsi in tempo.

Quello che fluisce dalla stilografica non è inchiostro: è il nostro sangue.

21 marzo 2017

DINOSAURIA, Aa. Vv. - Recensione e Intervista agli autori


A chi non piacciono i dinosauri?
Creature gigantesche, per certi aspetti ancora misteriose, che si portano appresso un nome sbagliatissimo, ora che sappiamo con ragionevole certezza che con le lucertole c'entrano ben poco.

"Ve l'avevo detto."

Il mio primo incontro con un dinosauro è al cinema. Me ne sto tranquilla a ingozzarmi di dolci quando vedo, nella tenda alle spalle di mio fratello, profilarsi la sagoma di un velociraptor. E, all'improvviso, divento tutt'uno con la gelatina che sto mangiando. Be', forse non ero proprio io...

Pur con le sue falle scientifiche, Jurassic Park è quel film che ha cresciuto orde di ragazzini nel sogno di diventare paleontologo (con la segreta speranza di ritrovarsi, un giorno, faccia a faccia con un raptor), salvo poi scontrarsi con realtà che, come suo solito, mentre viaggiate spensierati sulla strada dei desideri vi ci costruisce a tradimento un bel muro di mattoni belli pesanti, e si mette di lato osservando come i vostri sogni vanno in frantumi.

Succede quindi che i ragazzini di allora, ora ben al di là della maggiore età, si ritrovino a vagare smarriti e contusi per il mondo, alla ricerca di un modo per colmare il vuoto e la scontentezza.
E che c'è di meglio, per riempire il vuoto di cui sopra, che spiaggiarsi su un divano, a leggere di dinosauri?

Dinosauria nasce da un'esigenza del genere, come scrive il curatore Lorenzo Crescentini nell'introduzione alla raccolta: 
“Un bel giorno mi sono svegliato con la voglia di leggere un libro di storie sui dinosauri. Più tardi, sempre lo stesso giorno, mi sono scontrato con la dura realtà: ce ne sono davvero pochi.”

Se il materiale manca non è però detto che si debba ricominciare a vagare come polli in un pollaio: si può decidere di crearlo. Tanto più che, in questo caso, creazione è il termine decisamente adatto: si radunano degli scrittori valevoli, che come plus amano i dinosauri, e gli si dà carta bianca, chiedendo loro di scrivere la loro versione di Il mondo perduto.


Ed è così che si arriva a questo agile volume che, in poco meno di centosessanta pagine, mette insieme sei diversi “what if” che hanno per tema i “grandi rettili”.

18 marzo 2017

Scrittori dimenticati. HANNS HEINZ EWERS. Ragni, Mandragore e Femmes fatales

I suoi modi erano melliflui, insinuanti, formalmente educati ma provocanti, di una salace indecenza
ritratto di Ewers di Martha Dodd, da Richard Mills, "Cavern of the Soul", in Nyctalops 10, così come riportato da Pietro Guarriello, in Hanns Heinz Ewers. Il mago del terrore, Hypnos anno III vol 5

Ritratto di H. H. Ewers di Gino Andrea Carosini

Tralasciamo per questo sabato la black list della scrittura per dedicarci a un autentico black writer; un autore che, se non fosse stato per certe sue discutibili scelte politiche, oggi troneggerebbe senza problemi nell'empireo dei mostri sacri del fantastico, assieme a Poe, Lovecraft, C.A.S. e Co.

O forse no.

Perché ciò che è certo è che Hanns Heinz Ewers non fu mai un uomo facile: un sorriso sardonico perennemente stampato in faccia, edonista, curioso osservatore della realtà e incessante sperimentatore di quanto la vita aveva da offrirgli, che fossero droghe o rituali voodoo, Ewers fu un autore degli eccessi, di opere di una sensualità straripante e maligna, velenosa come una droga. 

Ma ecco che vi vedo, con la classica espressione da Don Abbondio, a fissare nel vuoto domandandovi: «H.H.Ewers! Chi era costui?»

Vediamo allora di colmare la lacuna.

11 marzo 2017

Scrivere è un mestiere pericoloso, seconda parte: SCRITTORI CHE MUOIONO MALE

Secondo appuntamento con la rubrica che vede il buon gusto e ci gira al largo.
Se nell'articolo precedente abbiamo parlato di quegli scrittori che, a un certo punto della loro vita, scompaiono senza dare spiegazioni (dimenticando un personaggio come Villon, che imperdonabile mancanza), da questo momento in poi viriamo decisamente al tetro.
Ora, vi avverto prima ancora che leggiate: non proseguite oltre.
Date fuoco a computer, tablet, macchine da scrivere e calamai.
Scrivere fa male alla salute.
Davvero.

Da ora in poi, ogni storia che leggerete si concluderà malamente
con
la 
Morte.

9 marzo 2017

INTERVISTA A VITO DI DOMENICO. PARTE SECONDA. L'EDITOR E LO SCRITTORE


Come promesso, proseguiamo la nostra chiacchierata con Vito Di Domenico, curatore di Altrisogni vol. 3 nonché testa che sta dietro al polposo (nel senso di bestia marina) progetto Altrisogni. Che messa così fa molto Hydra. 

Ma non tergiversiamo.

Se ieri Vito ci ha spiegato come è nato Altrisogni, e come si arriva a comporre un'antologia di Aa.Vv. in modo che il bouquet di storie sia bello a leggersi, oggi approfondiamo quella parte del lavoro che molti sembrano ignorare (quando non apertamente esecrare) che va dietro il nome di editing. 
E vi vedo, lì, che fremete e limate le punte delle stilografiche (che poi non scrivono più, v'avverto). Ma prima di armarvi leggete, ok?

Dopo un approfondito excursus sul suo lavoro di editor, proseguiremo parlando di cosa devono fare gli autori che vogliono emergere davvero, del fantastico in Italia (e già mi fa male una costola) e chiuderemo con un titolo da leggere prima di morire, da ficcare subito in wishlist (io già ce l'ho, eheh).

Curiosi?
Ecco che si va. 
Buona lettura!

8 marzo 2017

INTERVISTA A VITO DI DOMENICO. PRIMA PARTE. ALTRISOGNI E IL RUOLO DEL CURATORE DI ANTOLOGIA

Dopo aver partecipato alla realizzazione e al lancio di Altrisogni vol. 3, antologia digitale edita da dbooks.it (e che vedete nella colonnina a destra del blog), ho più volte pensato che sarebbe stato interessante fare quattro chiacchiere con Vito Di Domenico, che dell'antologia è il curatore, sui suoi molteplici ruoli in Altrisogni.


Poi le cose si sa come vanno, e le quattro chiacchiere si sono trasformate in un bel discorso sull'editoria, dalla nascita di un progetto tentacolare come Altrisogni, al ruolo di curatore di antologia a quello di editor, passando poi per lo stato della narrativa fantastica italiana per arrivare a ciò che può rendere uno scrittore wannabe uno scrittore senza aggettivi a fargli da coda. 

Mi è sembrato quindi necessario, considerate la densità delle risposte, suddividere l'intervista in due parti. Ché qui vi si vuole coinvolgere, non far fuggire. 

E, credetemi, di cose interessanti da leggere subito dopo il mio vano sproloquio, ce ne sono parecchie. 

Vi lascio all'intervista. Buona lettura!