CINQUE LIBRI DAVVERO STRANI

dal Codex Seraphinianus


Qualche giorno fa, la 66thand2nd edizioni ha annunciato che entro quest'anno riporterà in Italia Casa di foglie, il surreale e "maledetto" meta-romanzo di Mark Z. Danielewski. Una notizia che forse non avrà fatto granché piacere ai collezionisti, ma che pone fine ai tormenti dei bibliofili che da anni rovistavano nei mercatini alla ricerca di una copia che non fosse venduta a un organo a pagina.

Del perché, al di là della leggenda sorta attorno a questo titolo, Casa di foglie sia un romanzo che varrebbe la pena leggere almeno una volta nella vita ne ho parlato profusamente due anni fa (ma se per caso vi siete persi il post, eccolo qui). Di certo è che il romanzo di Danielewski è sì un libro strano, ma probabilmente non il più strano tra quelli mai scritti a memoria d'uomo.


5 . RIPLEY SCROLL


Più curiosa che strana, la Pergamena Ripley viene citata con una certa frequenza da Alucard in Hellsing:

The bird of Hermes is my name
eating my wings to make me tame

Il Ripley Scroll è forse il più famoso manoscritto alchemico in circolazione, sicuramente il più lungo (cinque metri è la lunghezza totale dell'opera). Comunemente attribuito all'alchimista George Ripley, anche se non vi sono prove certe della paternità dell'opera, è scritto in versi che celerebbero la formula della pietra filosofale. Le ventuno copie che sono arrivate fino a noi sono riproduzioni della pergamena originale, andata perduta.

Se volete cimentarvi con l'alchimia, trovate la versione completa del Ripley qui.


4. JAP HERRON: A NOVEL WRITTEN FROM THE OUIJA BOARD

Mark Twain doveva essere così affezionato al mestiere dello scrittore che neppure la morte gli impedì di comporre un'ultima opera. Jap Herron è infatti quello che si potrebbe definire un romanzo ultrapostumo. Sicuramente è il miglior romanzo scritto da un morto che vi capiterà di leggere.
A buttare l'inchiostro sulla carta, mentre Twain dettava dalla tavola ouija, fu Emily Grant Hutchings, una medium non del tutto nuova a pratiche di scrittura ultraterrena.
La Hutchings impiegò due anni a comporre l'opera, che venne pubblicata nel 1917 attirando subito le attenzioni dei patiti di Twain e degli spiritisti. Nonché quelle degli eredi legittimi dell'autore che, nell'impossibilità di affermare con certezza che quell'opera non fosse dello scrittore, si rivolsero al giudice. 
Messa di fronte a un severo aut-aut, la Hutchings ritirò le copie invendute di Jap Herron e le distrusse.

Avreste voluto leggerlo? Potete farlo



3. ALPHABETICAL AFRICA

Opera sperimentale forse meno audace di Finnegans Wake, Alphabetical Africa di Walter Abish merita il terzo posto se non altro per l'impegno profuso
Perché questo, si sarà intuito dal titolo, è un romanzo scritto in ordine alfabetico. Nel primo capitolo, infatti, si trovano solo da parole che cominciano per A, il secondo ammette anche quelle che cominciano per B, il terzo introduce la C... fino ad arrivare alla lettera Z, che permette a tutti di tirare un sospiro di sollievo. 
Ma se il capitolo venticinque rende Alphabetical Africa un libro quasi normale, dal ventisei le cose tornano a farsi strane e le lettere a sparire una alla volta, finché non si arriva a un'unica A, solitaria protagonista del capitolo conclusivo.

Avreste ambito averne anteprima? Accomodatevi amici!



2. CODEX SERAPHINIANUS

Chissà che il Codex Seraphinianus non sia la sola e unica chiave per decifrare opere come il Manoscritto Voynich o il Codice Rohonc. 
Che il manoscritto di Luigi Serafini sia intraducibile lo sappiamo perché ce lo dice l'autore. La scrittura impossibile che riempie fittamente le pagine non ha nulla a che vedere con la comunicazione ma con l'estetica: nasce come elemento architettonico che fa da sostegno alle magnifiche illustrazioni di ibridazioni, metamorfosi, creature e mondi che sembrano provenire da un universo del tutto alieno. Eppure sono pronta a scommettere che tra cinquecento anni ci sarà chi si lambiccherà il cervello su quell'assurdo linguaggio, nella speranza di trovare il modo di decifrarlo. Best joke ever.

The realm of the unreal

1. THE STORY OF THE VIVIAN GIRLS, IN WHAT IS KNOWN AS THE REALMS OF THE UNREAL, OF THE GLANDECO-ANGELINIAN WAR STORM, CAUSED BY THE CHILD SLAVE REBELLION

Siete appena reduci dalla visione di Velvet Buzzsaw? Bene. Questo è il libro che fa per voi.
La storia delle Vivian girls nel regno dell'irreale è l'impossibile romanzo di una vita. A scriverlo è Henry Darger, un uomo che fino alla morte nessuno aveva mai tenuto in gran conto. Orfano in giovane età, rinchiuso fino ai sedici anni in un ospedale psichiatrico, Darger finisce per lavorare come custode in un ospedale cattolico fino alla morte, avvenuta nel 1973.
Ed è allora che le vivian girls vengono fuori.
Un'opera monumentale (stiamo parlando di 15000 pagine, roba che neanche King), un racconto ambientato nell'ultra cattolico regno di Abbienna sconvolto da una guerra civile che vede contrapporsi i bambini, capeggiati dalle principesse Vivian, contro gli spietatissimi e atei Glandeliniani. Al racconto di queste battaglie e agonie, Darger unisce un centinaio di illustrazioni che farebbero felici uno Suehiro Maruo tra impiccagioni, sbudellamenti, crocifissioni e violenze assortite.
Considerato il maggiore esempio di art Brut o Outsider art, la storia delle Vivian girl è destinata a non essere mai pubblicata ma, se volete approfondire la faccenda, sappiate che nel 2004 la regista Jessica Yu ne ha tratto un documentario. Nell'attesa che Netflix ne acquisti i diritti, potete visionarlo su YouTube


6 commenti

  1. Più che strano "Jap Herron" mi pare un libro parac#lo. Stasera mi sa provo a evocare HPL e domani divento milionario. "Alphabetical Africa" invece mi sembra geniale.. non pensavo fosse possibile scrivere un primo capitolo più lungo di tre parole, ma mi sbagliavo (in italiano sarebbe stato un pelo più difficile)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E infatti mi sa che Alphabetical Africa è uno di quei romanzi intraducibili che non vedremo mai in Italia. Il Jap Herron è davvero un libro curioso, anche per la sua storia giudiziaria (la figlia di Twain, non potendo dimostrare che a scrivere il romanzo non fosse stato il padre defunto, ottenne che la Hutchings o dichiarasse platealmente la truffa o devolvesse i diritti d'autore agli eredi. La medium a quel punto preferì distruggere tutto). Del resto la stenografa ultraterrena di Twain non era nuova a pratiche del genere.

      Elimina
  2. Finalmente vedranno fine quei prezzi improponibili che circolavano tempo fa su Ebay riguardo una singola copia di Casa Di Foglie.
    Un altro libro stranissimo come concezione dovrebbe essere La Nave Di Teseo di J.J.Abrams e Doug Dorst che ho sempre bypassato per timore di una lettura troppo sconnessa e scorbutica ( ed anche un po' per il prezzo ).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti, per Casa di Foglie sono contentissima (e spero che la 66thand2nd rispetti anche l'originale composizione cromatica delle pagine), anche se tempo che potrebbero presentarlo a un prezzo comunque fuori mercato. Ma staremo a vedere. La nave di Teseo io vorrei davvero leggerla, ma il prezzo...

      Elimina
  3. Fantastico davvero il particolare su Mark Twain,ti giuro che non lo conoscevo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non è molto noto, in effetti. Io mi ci sono imbattuta perché stavo facendo ricerca su un'altro opera ultraterrena della Hutchings, sulla quale sto scrivendo un post.

      Elimina

I commenti sono sempre ben graditi. Se avete suggerimenti, opinioni o domande da farmi, scrivetemi! Cercherò di rispondervi nel più breve tempo possibile.