CHRISTMAS IN WEIRD. ITALIAN WAY OF COOKING di Marco CARDONE

“Sì, ma i' mostro l'è un prodotto esclusivo, vedrai. Se c'è gente che paga cinquecent'euro per una bottiglia di Sassicaia, quanto tu pensi sborserebbe i' cliente giusto, per una cena a base di mostro?”
[Italian way of cookig, Marco Cardone, Acheron books, 2015]


Italian way of cooking romanzo acheron

A proposito di mangiate colossali, e prima che cominciate a lucidare le forchette, c'è giusto il tempo per consigliarvi un libro che l'appetito ve lo farà montare come panna ben frustata.

Mi ero già sperticata in lodi per Italian way of cooking di Marco Cardone un paio di anni fa. 
È giunto perciò il momento di un rinfresco.

Ci troviamo in Toscana, nel Chianti, e il nostro protagonista è un cuoco nerboruto di nome Nero. Nero non lo sa, non ancora, ma lui è in grado di vedere i mostri.
Quando scoprirà questo suo straordinario potere, il nostro si troverà a dover rispondere alla domanda che ha accompagnato l'uomo fin dalla sua comparsa: mangiare o essere mangiato? Va da sé che la seconda opzione offre al personaggio e all'autore – nonché al lettore – maggiori possibilità di sviluppo della trama. 
Comincia così una carneficina mostruosa, con conseguente cottura delle creature, ciascuna delle quali ha un suo particolare effetto. Non sempre piacevole. Ma esilarante, quello sì.

Tra citazioni di film, ricette da far sbavare un dottor Nowzaradan, minacce di esproprio e sesso q.b., Cardone realizza un romanzo toscano d.o.p., con dialoghi in dialetto che donano al tutto ritmo e stile, e descrizioni di paesaggi da perderci la testa.

Cardone è un vero perfezionista del raccontare e Italian way of cooking non è solo una buona idea presentata su un bel piatto, con un po' di rucola a fare da contorno
È, al contrario, una storia scritta con mestiere, sfruttando con competenza e consapevolezza gli strumenti dello scrittore. Nulla è lasciato al caso, non ci sono sbrodolamenti, lo stile è asciutto e tagliente come un coltello da macellaio. E per questo gli si perdona anche il finale, per me – so' gusti – un po' troppo spiegato.

Da regalare alla mamma, al posto dei classici manuali di cucina.

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