CARO BABBO NATALE... I libri che vorrei. Una breve lista.



Caro Babbo Natale, so che non ci sentiamo più molto spesso, ormai.

Su di me non ho molto da dirti, visto che sei il patrono dei lurker e sai già tutto perché vedi tutto. So di aver trattato il blog malamente, di averlo abbandonato nel momento del bisogno, ma ti assicuro che abbiamo fatto pace e non potrebbe andare meglio di così.

Perciò veniamo a noi, caro Babbo Natale.

Non che io non abbia cose da leggere (ne ho, a essere sinceri, fino alla fine dei tempi), ma non sarà mica colpa mia se le case editrici continuano a far uscire storie che mi stuzzicano il cervelletto, no?
Quindi, in nome del sacro spirito del consumismo, ecco qui qualche titolo che mi piacerebbe leggere il prossimo anno.
Tu sai cosa fare.


Pellegrini del sole, Jenni Fagan, Carbonio Editore.
Devo ringraziare il corso per traduttori per avermi fatto conoscere la Fagan. Di lei ho letto solo Panopticon, e tanto mi è bastato per convincermi a comprare ogni cosa sua a occhi serrati. Se è un post-apocalittico, ancora meglio.

La gabbia di vetro, Colin Wilson, Carbonio Editore.
Che vuoi farci. A me, i titoli che pubblica la Carbonio, piacciono tutti. Questo in particolar modo: serial killer, William Blake, cose che richiamano la Nona Porta. Come potrei non volerlo leggere.

Il potere, Alessandro Vietti, Zona 42.
Un supereroe dal potere bizzarro, un'Italia che è a metà via tra il nostro oggi e un futuro-realisticamente-prossimo. Un libro che devo sbrigarmi a leggere prima che si trasformi da fantascienza a romanzo d'attualità.

Ascesa e caduta dei dinosauri, Steve Brusatte, UTET.
Un po' fuori tema con il blog, o forse no. Brusatte è tipo la versione di me che da piccola aveva due sogni: diventare paleontologa e sposare Sam Neill. Sappiamo tutti com'è andata a finire. Perciò lasciatemi almeno consolare con un saggio (e che saggio!) sui dinosauri.

Dissipatio H.G., Guido Morselli, Adelphi.
Tanto per tirarmi su di morale. Non regalatemi fiori ma storie di apocalissi e umanità estinta. Soprattutto se a scriverle è stato un uomo che aveva l'estinzione dentro.

Lizzie, Shirley Jackson, Adelphi.
È il fatto che sia Adelphi a pubblicarla ad aver reso la Jackson tanto popolare, o c'è chi la legge anche per quello che ha scritto? Nel dubbio, io racimolo le sue storie una alla volta, come una formichina industriosa.

Il racconto dell'ancella, Margaret Atwood, Ponte alle Grazie.
Sì, non l'ho ancora letto. Shame on me.

Vox, Christina Dalcher, Nord.
Potere del battage su Instagram. Ne parlano in così tanti che un po' di curiosità addosso me l'hanno messa pure a me.

. . .

Gente, grazie per essere arrivati fino a qui.

Il blog si prende una - direi meritata – pausa.

Ci risentiamo a gennaio, con nuove recensioni di libri che non interessano a nessuno e nuovi misteri, raccontati al solito modo.

Passate delle Buone Feste.
E non abbuffatevi troppo!

2 commenti

  1. Vox, credimi sulla fiducia, puoi pure depennarlo dalla lista: bellissima idea, ma rovinata da un pessimo finale.

    Buon Natale!

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    1. Ecco. Ma sai che ho letto altri che la pensano così. Diciamo che non sarà una priorità di lettura dell'anno, se capita, magari in biblioteca, gli darò una chance.

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