28 marzo 2017

IL GUSTO DELLA LETTURA



In mancanza di recensioni, si pubblicano racconti.



Ferdinando Malabresca si sistemò il nodo alla cravatta, che gli veniva sempre un po' storto, e si sorrise, ricevendo dal suo sé riflesso nello specchio un identico ghigno che, a seconda dello stato d'animo dell'interlocutore, avrebbe potuto essere scambiato per una smorfia di disprezzo o un lieve accenno di simpatia.


Annuì, lasciando che il ciuffo appena ingrassato dal gel si piegasse verso il confine tra pelle e capelli, e si voltò, arrotolandosi nelle narici l'odore del caffè. Alle sue spalle, Vera, una tazzina di porcellana con il solito caffè ristretto, nero e bollente in mano, lo osservava soppesando con muliebre orgoglio quel pezzo d'uomo che aveva saputo scegliere con così capace perizia, tra dozzine di uomini a pezzi che le si erano, con gli anni, gettati ai piedi, implorandole un bacio, non importava quali labbra avesse loro offerto. 


Gli si avvicinò e gli porse la tazzina, mordendosi un poco il labbro inferiore quando lui lo portò alla bocca, temendo che una goccia di caffè, nel tentativo di sfuggire al destino che l'avrebbe condannata a vagare nel labirinto di budella fino al fondale nauseabondo delle viscere più vicine allo sfintere, avrebbe irrimediabilmente macchiato la bella camicia bianca, odorante di amido e vapore. 

25 marzo 2017

Scrivere è un mestiere pericoloso. Terza parte: SCRITTORI CHE LA FANNO FINITA

Dopo la pausa Ewersiana, torniamo a occuparci di cose serie, e cioè del perché l'OMS dovrebbe impegnarsi per fare campagne di dissuasione dalla scrittura.

Ora. Nella casistica delle cause di morte tra gli scrittori, pare che il suicidio sia secondo solo all'infarto. E non è, probabilmente, un caso.

Posate per un istante la penna.

Date retta ad alcuni di coloro che non sono riusciti a fermarsi in tempo.

Quello che fluisce dalla stilografica non è inchiostro: è il nostro sangue.

21 marzo 2017

DINOSAURIA, Aa. Vv. - Recensione e Intervista agli autori


A chi non piacciono i dinosauri?
Creature gigantesche, per certi aspetti ancora misteriose, che si portano appresso un nome sbagliatissimo, ora che sappiamo con ragionevole certezza che con le lucertole c'entrano ben poco.

"Ve l'avevo detto."

Il mio primo incontro con un dinosauro è al cinema. Me ne sto tranquilla a ingozzarmi di dolci quando vedo, nella tenda alle spalle di mio fratello, profilarsi la sagoma di un velociraptor. E, all'improvviso, divento tutt'uno con la gelatina che sto mangiando. Be', forse non ero proprio io...

Pur con le sue falle scientifiche, Jurassic Park è quel film che ha cresciuto orde di ragazzini nel sogno di diventare paleontologo (con la segreta speranza di ritrovarsi, un giorno, faccia a faccia con un raptor), salvo poi scontrarsi con realtà che, come suo solito, mentre viaggiate spensierati sulla strada dei desideri vi ci costruisce a tradimento un bel muro di mattoni belli pesanti, e si mette di lato osservando come i vostri sogni vanno in frantumi.

Succede quindi che i ragazzini di allora, ora ben al di là della maggiore età, si ritrovino a vagare smarriti e contusi per il mondo, alla ricerca di un modo per colmare il vuoto e la scontentezza.
E che c'è di meglio, per riempire il vuoto di cui sopra, che spiaggiarsi su un divano, a leggere di dinosauri?

Dinosauria nasce da un'esigenza del genere, come scrive il curatore Lorenzo Crescentini nell'introduzione alla raccolta: 
“Un bel giorno mi sono svegliato con la voglia di leggere un libro di storie sui dinosauri. Più tardi, sempre lo stesso giorno, mi sono scontrato con la dura realtà: ce ne sono davvero pochi.”

Se il materiale manca non è però detto che si debba ricominciare a vagare come polli in un pollaio: si può decidere di crearlo. Tanto più che, in questo caso, creazione è il termine decisamente adatto: si radunano degli scrittori valevoli, che come plus amano i dinosauri, e gli si dà carta bianca, chiedendo loro di scrivere la loro versione di Il mondo perduto.


Ed è così che si arriva a questo agile volume che, in poco meno di centosessanta pagine, mette insieme sei diversi “what if” che hanno per tema i “grandi rettili”.

18 marzo 2017

Scrittori dimenticati. HANNS HEINZ EWERS. Ragni, Mandragore e Femmes fatales

I suoi modi erano melliflui, insinuanti, formalmente educati ma provocanti, di una salace indecenza
ritratto di Ewers di Martha Dodd, da Richard Mills, "Cavern of the Soul", in Nyctalops 10, così come riportato da Pietro Guarriello, in Hanns Heinz Ewers. Il mago del terrore, Hypnos anno III vol 5

Ritratto di H. H. Ewers di Gino Andrea Carosini

Tralasciamo per questo sabato la black list della scrittura per dedicarci a un autentico black writer; un autore che, se non fosse stato per certe sue discutibili scelte politiche, oggi troneggerebbe senza problemi nell'empireo dei mostri sacri del fantastico, assieme a Poe, Lovecraft, C.A.S. e Co.

O forse no.

Perché ciò che è certo è che Hanns Heinz Ewers non fu mai un uomo facile: un sorriso sardonico perennemente stampato in faccia, edonista, curioso osservatore della realtà e incessante sperimentatore di quanto la vita aveva da offrirgli, che fossero droghe o rituali voodoo, Ewers fu un autore degli eccessi, di opere di una sensualità straripante e maligna, velenosa come una droga. 

Ma ecco che vi vedo, con la classica espressione da Don Abbondio, a fissare nel vuoto domandandovi: «H.H.Ewers! Chi era costui?»

Vediamo allora di colmare la lacuna.

11 marzo 2017

Scrivere è un mestiere pericoloso, seconda parte: SCRITTORI CHE MUOIONO MALE

Secondo appuntamento con la rubrica che vede il buon gusto e ci gira al largo.
Se nell'articolo precedente abbiamo parlato di quegli scrittori che, a un certo punto della loro vita, scompaiono senza dare spiegazioni (dimenticando un personaggio come Villon, che imperdonabile mancanza), da questo momento in poi viriamo decisamente al tetro.
Ora, vi avverto prima ancora che leggiate: non proseguite oltre.
Date fuoco a computer, tablet, macchine da scrivere e calamai.
Scrivere fa male alla salute.
Davvero.

Da ora in poi, ogni storia che leggerete si concluderà malamente
con
la 
Morte.

9 marzo 2017

INTERVISTA A VITO DI DOMENICO. PARTE SECONDA. L'EDITOR E LO SCRITTORE


Come promesso, proseguiamo la nostra chiacchierata con Vito Di Domenico, curatore di Altrisogni vol. 3 nonché testa che sta dietro al polposo (nel senso di bestia marina) progetto Altrisogni. Che messa così fa molto Hydra. 

Ma non tergiversiamo.

Se ieri Vito ci ha spiegato come è nato Altrisogni, e come si arriva a comporre un'antologia di Aa.Vv. in modo che il bouquet di storie sia bello a leggersi, oggi approfondiamo quella parte del lavoro che molti sembrano ignorare (quando non apertamente esecrare) che va dietro il nome di editing. 
E vi vedo, lì, che fremete e limate le punte delle stilografiche (che poi non scrivono più, v'avverto). Ma prima di armarvi leggete, ok?

Dopo un approfondito excursus sul suo lavoro di editor, proseguiremo parlando di cosa devono fare gli autori che vogliono emergere davvero, del fantastico in Italia (e già mi fa male una costola) e chiuderemo con un titolo da leggere prima di morire, da ficcare subito in wishlist (io già ce l'ho, eheh).

Curiosi?
Ecco che si va. 
Buona lettura!

8 marzo 2017

INTERVISTA A VITO DI DOMENICO. PRIMA PARTE. ALTRISOGNI E IL RUOLO DEL CURATORE DI ANTOLOGIA

Dopo aver partecipato alla realizzazione e al lancio di Altrisogni vol. 3, antologia digitale edita da dbooks.it (e che vedete nella colonnina a destra del blog), ho più volte pensato che sarebbe stato interessante fare quattro chiacchiere con Vito Di Domenico, che dell'antologia è il curatore, sui suoi molteplici ruoli in Altrisogni.


Poi le cose si sa come vanno, e le quattro chiacchiere si sono trasformate in un bel discorso sull'editoria, dalla nascita di un progetto tentacolare come Altrisogni, al ruolo di curatore di antologia a quello di editor, passando poi per lo stato della narrativa fantastica italiana per arrivare a ciò che può rendere uno scrittore wannabe uno scrittore senza aggettivi a fargli da coda. 

Mi è sembrato quindi necessario, considerate la densità delle risposte, suddividere l'intervista in due parti. Ché qui vi si vuole coinvolgere, non far fuggire. 

E, credetemi, di cose interessanti da leggere subito dopo il mio vano sproloquio, ce ne sono parecchie. 

Vi lascio all'intervista. Buona lettura!

7 marzo 2017

DIVAGAZIONI ALIENE e STRANE VISIONI - Segnalazione

Veloci! Veloci! Che il tempo è il peggior tiranno potessimo inventare.

Un post breve, anzi brevissimo, dunque, per segnalarvi l'uscita di due antologie che contengono, tra l'altro, due miei racconti. Ovviamente strani, stranissimi e con protagoniste fanciulle dolenti e intrappolate (sia mai che ci scappi un sorriso, dea Malinconia).


Il primo in ordine di uscita, cioè l'ultimo (è uscito ieri), è Divagazioni aliene, ebook piccino ma pregno di contenuti che racchiude tre racconti, classificatisi vincitori parimerito dello Short Kipple dell'anno passato (2016). Uscito per la collana Capsule, in Divagazioni aliene sono presenti Il mistero del tuo corpo, il mio racconto; Nostra signora eternità di Alessandro Schillaci e Parole di pioggia di Gabriele Valenza. 

Io li ho letti e vi dico che, secondo me (parere del tutto disinteressato, eh) vale tutto il vostro tempo (e non ve ne porterà via molto, sapete?)

Qui un piccolo estratto della mia storia: 
"Fu un lento, prolungato istante. Il fluido movimento dei muscoli che curvavano.
Le cosce di lei si chiusero come valve sui fianchi dell’altro, stringendolo in una morsa di dolore e desiderio.
Le mani risalirono le braccia umide di mare e adrenalina. Le giunture delle falangi si dissaldarono; carne e pelle mutarono in cedevoli, duttili mucose. Le dita, ora vibranti arti ricchi di sensori, si tesero alla ricerca di un varco nella morbida nuca del suo amante. Fessura di sangue, ossitocina, dopamina.
Lui si agitò, mentre lei lo penetrava.
Lei aumentò la stretta degli arti inferiori, allacciando le estremità roride e calde attorno a quel tenero corpo gelatinoso.
Lottarono, eccitati e furiosi. Una danza di morsi e code dibattenti; di schiocchi di gola e gemiti sanguinanti.
L’istante si fece frenesia e poi si disfece in un sibilante, ottuso grido di piacere.
E il corpo di lei, del tutto aperto, lo accolse."
Qui il link al blog di Kipple, se volete saperne di più: DIMMI DI PIù

[Divagazioni Aliene, Aa.Vv., Kipple, collana Capsule, formato digitale, 51 pagine, 0,95 €]


Il secondo, ovvero il primo in ordine di uscita, è Strane Visioni, antologia Aa.Vv. edita da edizioni Hypnos che raccoglie il meglio dei racconti presentati al premio omonimo (a proposito, se volete partecipare alla quarta edizione del premio Hypnos siete ancora in tempo) nei suoi primi tre anni di attività.
Sono racconti molto vari ed eterogenei, che vi permetteranno di perdervi nel perturbante mondo del weird italiano. Click per saperne di più

[Strane Visioni, Aa. Vv. 472 pagine, collana Modern Weird, a cura di Andrea Vaccaro e Ivo Torello, 2016, 18,90€]








Restiamo in contatto? InstagramTwitterGoodreadsFacebook

4 marzo 2017

SCRIVERE È UN MESTIERE PERICOLOSO. PRIMA PARTE: SCRITTORI CHE SCOMPAIONO

Museo di Ferrante Imperato

A me i gabinetti delle curiosità (le graziose wunderkammer stipate di strane bestie sotto alcool) piacciono. E piacciono un bel po'.
Ora, pensavo, perché non tentare di allestire qui, sul blog, una wunderkammer letteraria?

Benvenuti, dunque, a questo piccolo serraglio di curiosità e al primo di cinque appuntamenti sulla pericolosità del mestiere di scrittore. Che magari state valutando se intraprendere o meno il viaggio nel disturbante mondo dell'editoria, e una guida potrebbe esservi utile.
Guida che, comunque, non sarò io a fornirvi.
Ché in giro, diciamolo, già si trovano begli articoli su cosa devono o non devono fare gli aspiranti scrittori: strumenti di scrittura, consigli, vademecum... Ma io, che da quel lato non sono davvero in grado di consigliarvi nulla (tranne, forse, di leggere On Writing di King), ho deciso di parlarvi di altro e, nello specifico, di quanto faccia male essere uno scrittore. Caso mai ci ripensaste.

In questo primo padiglione, o tendone che dir si voglia, parleremo dunque degli scrittori che, ad un certo punto della loro esistenza, svaniscono nel nulla.
Lasciandosi dietro nient'altro che una traccia di inchiostro su carta.

Follow by Email