27 febbraio 2017

BIBLIOFETICCI. Casa di Foglie - Mark Z. Danielewski

Oggi, anno del signore 2017, inauguriamo Bibliofeticci, rubrica a cadenza boh che si occuperà di quei testi che, per svariate ragioni, sono finiti nel buco nero dei fuori catalogo. E hanno, quasi nello stesso momento, scatenato le brame dei collezionisti.

A inaugurare la rubrica non poteva che essere Casa di foglie [tit. or. House of Leaves] di Mark Z. Danielewski autore che, se qui è praticamente sconosciuto, in America gode di un nutrito – e meritato - seguito di fan.


Danielewski impiega circa dieci anni per scrivere, anzi assemblare Casa di foglie, e nel farlo lascia che alcune parti vengano diffuse via web, suscitando fin da subito l'interesse del pubblico. Tredici anni è invece il tempo che impiega per mettere a punto il suo secondo lavoro, un'epopea familiare che è nota come la saga di The familiar.


Pubblicato in patria nel 2000, ristampato da allora più volte e considerato, a oggi, l'opera principale di MZD, Casa di foglie viene portato in Italia da Mondadori che, nell'ottobre 2005, lo traduce e pubblica nella collana Strade blu, in quella che sarà la prima e unica edizione italiana dell'opera.
A conclusione del suo ciclo contrattuale vitale, Casa di foglie esce dal mercato e scompare dagli scaffali delle librerie. Considerato il tipo di libro che Danielewski propone, è facile pensare che a spingere per la damnatio memoriae del romanzo siano state ragioni strettamente commerciali.
Ma è a questo punto che attorno a Casa di foglie si crea la leggenda, e frotte di collezionisti ne cercano ossessivamente traccia nei mercatini e tra i siti di vendita dell'usato.
Voglio dire: ho visto su Ebay copie personali cedute per cifre esagerate. E ho letto storie di collezionisti che, dopo aver pagato qualcosa come un centinaio di euro, si sono ritrovati tra le mani nient'altro che carta straccia una stampa casalinga del romanzo.
Io, che sarei anche felice di possederne una copia-feticcio, ma continuo a credere che la troverò al suo giusto prezzo, mi sono adattata a leggerlo grazie a quel miracoloso sistema che è il prestito interbibliotecario.

22 febbraio 2017

O.Z. Paolo Massagli - Recensione e Intervista



Breve premessa. È passato molto tempo dall'ultima volta che ho parlato di un libro LaPiccolaVolante. Questo perché far parte della ciurma mi ha portato a un dilemma al quale ha dato voce, qualche tempo fa, Bookblister (qui, se volete approfondire) e con la quale mi trovo d'accordo sia nelle premesse che nelle conclusioni.
Si tratta, a conti fatti, di un pudore alquanto limitante. Soprattutto se il libro che hai letto ti è piaciuto e vorresti parlarne e, però, ecco che il dubbio ti frena. E adesso che faccio? Ti chiedi.
Niente. Non fai niente: ti metti al computer e ne scrivi.
E voi, che siete stati avvisati, potete decidere se continuare a leggere o proseguire oltre. Ma, in questo caso, vi avverto: vi perderete un qualcosa di bello. Fine della breve premessa, si proceda con la

RECENSIONE


Prendete Dorothy, le sue scarpette rosse e la sua strada di mattoni gialli. Aggiungete il leone fifone, lo spaventapasseri senza cervello e il robot senza cuore. Togliete le treccine e le canzoncine di Judy Garland

Aggiungete sprazzi di cyberpunk, creature di carne dirompente, anatomie ibride e ferine, ferite che si lacerano per schiudere bocche mostruose, streghe ipersenssuali, occhi, tantissimi occhi, che vi osservano e tracciano il vostro percorso, una parabola lisergica in un mondo che parte e finisce nello stesso punto, sotto un cielo solcato da balene giganti e attraversato dal più grande e spaventoso ciclone mai visto.

15 febbraio 2017

L'ESORCISTA - William P. Blatty

A un mese dalla morte, comunicata tramite Twitter dal regista e amico William Friedkin, ho creduto fosse cosa e buona e giusta parlarvi, in quella che non sarà né una recensione né una nota critica, del romanzo più noto di William P. Blatty scrittore, attore, sceneggiatore e regista che ha chiuso la sua esistenza con un totale di diciotto opere (quattordici romanzi, di questi pochissimi tradotti in Italia; un'autobiografia e tre saggi) e una manciata considerevole di film.


Per diversi motivi, non ultimo l'impatto che ebbe sul versante cinematografico, trasformandosi in un vero e proprio modello che verrà in seguito imitato e riproposto in innumerevoli varianti, L'esorcista resta l'opera più famosa di Blatty, quella che un appassionato di narrativa di genere difficilmente può esimersi dal leggere almeno una volta in vita sua.

A una seconda lettura, con dieci anni in più sulle spalle e un figlio, molte cose mi sono apparse sotto una luce diversa; molti dettagli, che dieci anni fa erano passati in sordina, oscurati dal racconto della possessione e del relativo esorcismo, mi sono letteralmente esplosi davanti agli occhi.

6 febbraio 2017

EURIDICE AVEVA UN CANE. Michele Mari - Recensione



Orrida, ma doverosa premessa: è difficile, quasi improprio, cercare di scrivere una recensione ad autori come Landolfi o Michele Mari. Il rischio che si corre è quello di banalizzare o, all'opposto, di scriverne con esorbitante entusiasmo, senza una via di mezzo, che sia critica oggettiva.

Follow by Email