29 novembre 2016

UGO FOSCOLO INDAGATORE DELL'INCUBO. Davide La Rosa - Recensione

Ci sono storie che superano la distinzione di genere. Tra fumetto e romanzo o racconto. Sono storie che leggi (e ti godi) indipendentemente da come sono presentate. E già solo questo basterebbe a farti capire che quello che hai tra le mani, e sotto gli occhi, è qualcosa che ha meritato il tuo tempo e i tuoi soldi.

Sono quattro settimane che Ugo Foscolo. Indagatore dell'incubo, è sulla mia scrivania. Quattro settimane in cui lo rileggo di tanto in tanto, a frammenti e bocconi, senza decidermi a scriverne una recensione. Perché per parlare di questo lavoro di Davide La Rosa, primo capitolo del La Rosa Universe (su cosa sia ci torneremo tra poco), occorre tempo e un metodo per scrivere qualcosa di diverso da una recensione canonica. In sostanza, sono quattro settimane che fisso il ricamo della copertina e chiedo al poeta ivi ritratto: mò come faccio a spiegarti al volgo? Ma quello tace e si limita a pettinarsi le basette, ché tanto il blog non è suo e io non sono Napoleone.

25 novembre 2016

Altrisogni Vol. 3 - segnalazione



La splendida cover è di Paolo Lamanna
"Nuntio vobis gaudium magnum..."

Piccolo post pubblicitario quest'oggi per parlarvi, con somma letizia, del terzo volume di Altrisogni a pochi giorni dalla sua pubblicazione.

Altrisogni è, lo scrivo per i transfughi di Plutone, una rivista digitale nata nel 2010 e nella quale trovano spazio racconti di genere fantastico. Pubblicata dalla dbooks.it, ne sono ideatori e curatori Christian Antonini (che però al momento ha lasciato i remi per dedicarsi ad altri progetti) e Vito di Domenico [al quale rinnovo i miei ringraziamenti sia per il lavoro fatto sull'antologia che per l'aiuto nella riscrittura del racconto, che tanto i ringraziamenti non fanno ingrassare e quindi possiamo agevolmente concederci un bis☺].
Nel 2015 la svolta: azzerata la numerazione, da rivista Altrisogni si è trasformata in una collana di antologie dedicate alla narrativa fantastica made in Italy, con racconti che vengono scelti durante le finestre di ricezione di volta in volta annunciate sul sito.

9 novembre 2016

NUOVI INCUBI. I MIGLIORI RACCONTI WEIRD, Aa. Vv. - Recensione

Mentre tentava di addormentarsi, si chiese se a terrorizzarla di più non fosse la paura di cadere nel vuoto, quanto il desiderio di buttarcisi alla cieca. [da Il diciannovesimo gradino, Simon Strantzas, in Nuovi Incubi vol. 1, Edizioni Hypnos, p. 34, 2014]



Ah, le antologie. Nemesi per quelli che alla parola “racconto” rispondono con “L'orrore! L'orrore!”, meraviglia per tutti gli altri. 
L'antologia è un bouquet di voci, di storie, di autori. Un modo molto economico, se vogliamo, di entrare a far parte dell'immaginario di autori che se non ci sono sconosciuti poco ci manca.  

5 novembre 2016

Black Mirror e la sua terza stagione - Seconda parte


[Seconda parte dedicata a Black Mirror, S3. Qui è dove approfondiamo meglio cosa rende Stagione 3 tanto, ma davvero tanto, diversa da S1 e S2. Non contiene olio di palma ma forse qualche spoiler.]


Se avete seguito il mio consiglio, e avete passato la serata a vedere le stagioni "primitive" di Black Mirror, in questo momento starete davanti al pc con un po' d'ansia a toccare pulsanti e loggarvi da qualche parte. Non preoccupatevi: tra qualche settimana passerà.
Se non lo avete fatto, naturalmente, siete delle cattive persone.

Ma torniamo al nocciolo della questione.

4 novembre 2016

Black Mirror e la sua terza stagione - Prima parte

[Nota. Ho deciso di spacchettare le mie impressioni sulla terza stagione di Black Mirror in due parti solo per motivi di becera lunghezza. Che poi il computer vi va in crash e finisce che mi ritrovo a cercare l'Orso bianco inseguita da una cricca di smartphone-dipendenti. Ho cercato di evitare il più possibile il pericolo spoiler. Però, ecco, leggete con prudenza.]


Serie tv tra le migliori del decennio, Black Mirror è una di quelle cose nelle quali inciampi per caso e dalle quali non riesci più a liberarti.

La serie, britannica fino al midollo (le prime due stagioni sono prodotte dalla Endemol e sceneggiate da Charlie Brooker), esplora e mostra una realtà che solo in superficie possiamo considerare fantascientifica. Lo schermo nero e incrinato sul quale ci viene chiesto di affacciarci è quello dei nostri pc, tv e cellulari di ultima generazione: strumenti che, come lo scudo di Perseo, usiamo per difenderci e, al tempo stesso, per ferire (a volte inconsapevolmente, più spesso con sussiego) gli altri. 

2 novembre 2016

è tempo di restare

Il presente post non contiene olio di palma ma potrebbe causare un po' di orchite. Leggere con cautela.

Puntuale come la peste, ciclico come la sindrome premestruale, arriva il momento del post lagnetta, quello in cui uno fa il bilancio del proprio anno da blogger e si domanda se ne valga ancora la pena. Ma, soprattutto, se stia facendo quello che davvero voleva fare.


Arriva il momento in cui il blog che gestisci comincia a starti stretto, e magari pensi che un cambio di grafica aiuterebbe a trasformarlo in quello che desideri quando a cambiare dovrebbe essere soltanto il tuo modo di approcciarti a lui. Una maniera più personale di quella che finora hai seguito.
Nei mesi passati mi sono detta (e ho scritto) che il blog stava rubando tempo alle cose davvero importanti. E, ammetto, ho vegetato attorno all'idea di chiuderlo. Che senso aveva tenere ancora in piedi la baracca? A chi interessava? Per un certo periodo mi sono allontanata da qualsiasi forma editoriale. Semplicemente, non riuscivo a farmi piacere nulla di quello che leggevo. 
È stato un periodo cupo, deludente e pieno di domande.


Ora, dopo tutte queste settimane di assenza, ho capito cos'era che non andava e posso ragionevolmente dire che mi sbagliavo. Scrivere qui sopra non è un intralcio (lo è quando il computer non collabora o la linea fa rimpiangere i vecchi 56k) ma, al contrario, un modo per costringermi a sperimentare forme nuove di comunicazione e di scrittura. Il blog è quel luogo che dà un senso a ciò che scrivo, lo finalizza, perché so che sempre, nel bene o nel male, ci sarà un pubblico a leggere i miei articoletti. 

Insomma ho capito che chiudere questo canale avrebbe significato per la me che scrive la morte cerebrale. Perché se c'è una cosa che ho imparato nel tempo è che, se non ho un obiettivo, non amo ciò che scrivo. Vengono fuori racconti rachitici, sterili e moribondi. Al contrario, se so che qualcuno vorrà leggere la mia storia, ci riverserò dentro ogni goccia del mio sangue mentale finché non la terminerò e allora sarò esausta, svuotata, ma anche incredibilmente felice.

E così, vale la pena riprovarci.
Con la vecchia grafica (almeno per il momento) ma uno spirito nuovo.
Bentornati.
il mio spirito nuovo




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