29 marzo 2016

DESTINAZIONE STELLE, Alfred Bester - Recensione

Ci vuole una guerra per farvi spendere, Ci vuole una situazione di merda per farvi pensare. Ci vuole una sfida per rendervi grandi. Per il resto del tempo, ve ne state con le mani in mano. Porci! D'accordo, per la miseria! Io vi sfido, io. Vivete o morite, e siate grandi. Fate scoppiare tutto quanto e rendete l'anima a Cristo, oppure venite da me, e io vi farò grandi. Morite, per la miseria, oppure venite a cercare me, Gully Foyle, e io vi farò grandi. Vi regalo le stelle. Vi rendo uomini! [Destinazione stelle, Alfred Bester, trad. V. Curtoni, Mondadori, p. 239]

E così, dopo appena venti giorni di latitanza (e un numero considerevole di recensioni in arretrato), sono di nuovo qui. Di nuovo a parlarvi di un libro.
E che libro.
Destinazione stelle di Alfred Bester (Oscar Mondadori) segna la mia iniziazione al cyberpunk o, per meglio dire, la mia iniziazione a Bester.
Che, tanto per cambiare, è un autore FC* da una vita.

Titolo. DESTINAZIONE STELLE [Tit. or. Tiger! Tiger!]
Autore. Alfred Bester
Trad. Vittorio Curtoni
Editore. Mondadori
Anno. 2014 (ed. or. 1951)
Pagine. 252
Prezzo. 10,00 €
Così, mentre voi siete lì che boccheggiate digerendo pasti, pastiere e pastarelle, io vi comunico che è bello quando ci si imbatte in storie del genere. 
Storie che a primo acchitto non avresti mai considerato. 
E invece qualcosa della trama, o di come ti raccontano la trama, ti solletica. Poi prendi quel parallelepipedo di carta tra le mani, e leggi qualche frase. Te ne innamori e lo posi, per non sciuparlo. Ma appena apri un altro libro, ecco che quelle frasi ti tornano in mente, hai voglia a concentrarti: non ci riesci. E capisci che non te ne libererai finché quel libro non lo avrai letto.

Così lo leggi. E lo leggi in fretta. 
Lo consumi una riga per volta. Fai le due di notte e chiudi solo perché hai dei doveri e la mattina devi svegliarti presto. 
Lo divori finché non ti ritrovi a sfogliare le pagine bianche d'avanzo, accorgendoti con rammarico che la storia è già finita. Ma come. Che ti trovi in balia di una forte sindrome di Stoccolma da lettura. Da personaggi. Da ambientazione.
Non volevi, santa pazienza, proprio non volevi essere liberata. Non così presto.
Quante volte capita una magia simile?
Quante volte un autore può replicarla?
C'è riuscito Bester, o Destinazione stelle è solo una scintilla nella sua intera produzione?
Quando riuscirò a mettere le mani su un altro dei suoi romanzi, ve lo dirò.
Nel frattempo, di seguito troverete i miei personalissimi perché sul perché dovreste proprio infilare Destinazione stelle nella vostra lista dei desideri.

9 marzo 2016

IL MAR DELLE BLATTE e altre storie, Tommaso Landolfi - Recensione

"Il mare a perdita di vista, senza una terra all'orizzonte, sotto la cappa affocata del cielo, appariva nero come l'inchiostro, e di una lucentezza funebre; una quantità sterminata di blatte, tanto fitte da non lasciar occhieggiare l'acqua di sotto, lo copriva per tutta la sua distesa. Nel gran silenzio s'udiva distintamente il rumore secco dei loro gusci urtati dalla prua. Lentamente, a fatica, la nave poteva avanzare, e subito le blatte si richiudevano al suo passaggio." [Il mar delle blatte e altre storie, Tommaso Landolfi, Adelphi, 2012, p.33]

Ci sono autori che ignori finché non ne senti parlare per caso e qualcosa ti attrae verso di loro. Può trattarsi di una trama, di un incipit o, come nel caso di Landolfi, di un titolo. 
"Superficiale", dirà qualcuno. Forse. Ma sta di fatto che non mi sarei mai lasciata scappare una storia con un titolo come Il mar delle blatte

Titolo. Il mar delle blatte e altre storie
Autore. Tommaso Landolfi
Editore. Adelphi
Edizione. 2012 [prima ed. 1939]
pp. 152
prezzo. 12,00 €
Ora, e qui viene il dramma che dramma non è, per leggere Landolfi mi sono resa conto ci vuole un po' di elasticità mentale. Ci si deve trasformare in vermi, sgusciare tra le frasi e le parole, rosicchiare qua e là ciò che viene detto, ingurgitarlo e metabolizzarlo perché Landolfi scrive(va) per metafore e ogni suo racconto è un'allegoria

Una scelta stilistica che a me piace molto, ma che altri potrebbero trovare indigesta. Il che spiega anche la discordanza di pareri su questa raccolta, tra chi la considera un'opera di gioielleria letteraria nel fantastico italiano e chi la bolla con un lapidario "brutto".

Il mar delle blatte e altre storie si compone di otto racconti, [anche se, in realtà, Teatrino (dedicato a Montale) comprende cinque diverse mini rappresentazioni teatrali, che vanno dall'allegoria alla fantascienza, per un totale esatto di dodici testi] accomunati da un unico filo conduttore: la realtà ci ignora e viviamo nell'illusione di poter sfuggire al destino che accomuna ogni cosa vivente. 

1 marzo 2016

I RACCONTI DELL'OCCULTISMO, Vasco Mariotti - Recensione

"Eppure, è quella stessa ruvidezza, quella stessa schiettezza narrativa che contraddistingue i libri usciti per Nerbini a restituire al pubblico di oggi il Mariotti più genuino, quello che amava l'esotismo, le scene cruente e macabre, l'insana complessità dell'intreccio anche al prezzo di finali non sempre convincenti. Mariotti era uno scrittore popolare nel senso profondo del termine..." [I racconti dell'occultismo, Vasco Mariotti, Cliquot, dalla Prefazione di Federico Cenci]

Di ritorno da Reggio Emilia con un carico di bei ricordi e di libri, che vi mostrerò nei prossimi giorni, oggi voglio parlarvi di I racconti dell'occultismo di Vasco Mariotti, raccolta di quattro racconti di gotico italiano che Cliquot, la casa editrice digitale specializzata in opere di "archeologia fantastica", ha portato da pochissimo sui nostri scaffali digitali.



Partirei subito con una premessa, anche se detesto cordialmente le premesse, e mi rivolgo a tutti quelli che (me compresa) sono soliti fare salti carpiati sulle Prefazioni: se avete intenzione di leggere I racconti dell'occultismo quella nota introduttiva scritta da Federico Cenci non potete saltarla. E non lo dico per chissà quale tornaconto personale (eh, i complottismi affollano il web) ma per una semplice constatazione di fatto: la Prefazione è un essenziale prologo e un avviso ai lettori che vi permetterà di leggere i racconti di Mariotti col giusto spirito e senza false aspettative.

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