30 aprile 2015

BookHaul n.1 - Aprile

Buon pomeriggio cacciatori di bei libri.
Non so da voi com'è, ma qui tra un po' festeggeremo Natale u.u E dire che avevo appena fatto il cambio di stagione (o forse è proprio per quello, chissà...)
Comunque, visto che siamo costretti a starcene a casina,  e il nano si fa il suo pisolino pomeridiano, vi aggiorno sulle new entry del mese

Ebook. Ne abbiamo uno soltanto. Ultimamente il weird mi sta appassionando parecchio, e Fritz Leiber è una garanzia del genere. Grazie alla casa editrice Cliquot, che l'ha reso disponibile in ebook, ho aggiunto sul kobo La cosa marrone chiaro e altre storie dell'orrore.

Cartacei. I poteri delle tenebre di Robert Aickman casa editrice Hypnos. Anche questa è un'antologia, anche questa raccoglie racconti weird e, personalmente, trovo le copertine della Hypnos fantastiche.

Angel heart di William Hjortsberg (Tre Editori) Ho visto il film, eoni fa. Il romanzo dovrebbe essere anche migliore. Leggeremo Ah, dimenticavo: che si tratta di un romanzo l'ho già detto, manca il genere, ed è un thriller/horror/esoterico.

Sono quindici,  per quindici arrondissement. Io al mercatino ne ho trovati tre. Nemmeno li stavo cercando. Quando si dice il caso. Sto parlando dei casi di L'investigatore Nestor Burma, scritti da o Malet  e editi da Fazi.

Insomma, non rischio di rimanere senza cose da leggere ;)
E i vostri acquisti del mese?


29 aprile 2015

LA TERRA DELLE TENEBRE - Margareth Oliphant

TITOLO: LA TERRA DELLE TENEBRE
AUTORE: Margareth Oliphant
TRADUTTORE: Giagheddu
EDITORE: Lupetti
ANNO: 2008 (ed. or. 1887)
PAGINE: 79
PREZZO: 7,50 €
eBOOK: no

SINOSSI. "La terra delle tenebre" è un viaggio negli inferi raccontato da un anonimo narratore. Molti anni prima di "Cuore di Tenebra", la Oliphant scrisse questo romanzo della "discesa" per scoprire che l'inferno è dietro l'angolo. Metafora della società contemporanea e delle sue aberrazioni, la terra delle tenebre non è altro che la società moderna, con tutti i suoi vizi, le sue ipocrisie e le crudeltà che minacciano ogni giorno. In questo quadro distopico e malvagio, le pagine della Oliphant anneriscono la fantasia del lettore e lo tramortiscono con descrizioni violente e incisive, attraverso una scrittura che si modula sul male, lo assorbe, marcando inesorabilmente il destino del protagonista e della vita degli uomini. Importante figura di una tradizione femminile dell'utopia negativa, Margaret Oliphant lasciò con questo romanzo un importante documento della letteratura fantastica dell'età vittoriana.



RECENSIONE.

È un peccato che certi libri e certe iniziative editoriali finiscano nel dimenticatoio.
La terra delle tenebre è un racconto che gli amanti del weird dovrebbero sfogliare, almeno una volta nella vita.

Pretesto del racconto è un viaggio all'Inferno. 
Un uomo muore. Non sa, ovviamente, di essere morto. Il suo viaggio inizia come quello di Alice: l'uomo precipita. ma è una caduta strana, un volo, e l'uomo plana sulla via principale di una città dove tutti vanno ovunque, senza sapere dove, senza curarsi di chi calpestano o investono.
È solo la prima delle città di quel mondo. Ma dà già tutta la carica descrittiva della Oliphant.

Buona parte del racconto è una sorta di allegoria cristiana dell'inferno, dell'orrore demoniaco e del dolore provocato nelle anime morte dal solo nome di Dio. Ma non ci interessano le digressioni religiose.
La forza del racconto sono le descrizioni, non le dissertazioni teologiche. La terra delle tenebre è un piccolo gioiello di forza descrittiva. La Oliphant è magistrale nel descrivere e rendere appieno le strade del mondo infernale, i suoi tormenti.Intinge nel nero dell'inchiostro ogni singola pagina di questo racconto. 
Il suo inferno è un mondo reale, tangibile. 
Vivo come una incisione di Füssli.
Ed è questo a rendere il racconto bello, interessante, e fa sopportare la pesantezza delle pagine più filosofeggianti.

Merito va anche al traduttore, che ha avuto l'accortezza di tradurre usando un linguaggio poco barocco, quanto più moderno possibile. 

Una lettura da tre stelle. Consigliata se siete appassionati del genere.

27 aprile 2015

LA DONNA PERFETTA - Ira Levin

Lunedì.
Che c'è di meglio, di lunedì, se non leggere la recensione di un bel libro?
Tutta per voi, e in effetti attendeva da un po', La donna perfetta di Ira Levin.

TITOLO: LA DONNA PERFETTA / THE STEPFORD WIVES
AUTORE: Ira Levin
TRADUTTORE: Mariapaola Ricci Dèttore
EDITORE: Neri Pozza
ANNO: 2012 (ed. or. 1972)
PAGINE: 183
PREZZO: 12,00 €
eBOOK: no

SINOSSI. È il 1972, e New York è un luogo sporco e pericoloso per crescerci dei figli. Così Joanna Eberhart, moglie, madre e fotografa, si trasferisce con la famiglia nell'idillica cittadina di Stepford. Joanna è una giovane americana degli anni Settanta, figlia di un'epoca in cui le femministe mettono al bando busti, giarrettiere e reggiseni e si ribellano all'ingrato destino di graziosi angeli del focolare. Naturale dunque che, una volta a Stepford, stringa amicizia con Bobbie e Charmaine, le sole donne che, arrivate anche loro da poco nella ridente cittadina, appaiono emancipate e brillanti come lei. Nella linda Stepford, infatti, le mogli sembrano tutte stranamente calme e organizzate, deliziose e avvenenti, come splendide bambole agghindate in modo impeccabile. Bambole insulse che adorano fare shopping, pulire la casa e piegarsi senza batter ciglio ai voleri dei loro uomini. Un weekend trascorso in compagnia dei rispettivi mariti restituisce tuttavia a Joanna un'altra Bobbie e un'altra Charmaine: due zombie carine e benvestite che, come due perfette mogli di Stepford, scodinzolano servizievoli al seguito dei loro uomini. Un evento inspiegabile, misterioso quanto il circolo maschile che si erge sulla collina di Stepford frequentato dal marito di Joanna. Si dice che uno dei membri sia un esperto di materie plastiche, un altro un pioniere della tecnologia robotica.




RECENSIONE.

Quando mi capitò di vedere La donna perfetta, il film con Nicole Kidman, lo avevo trovato carino e nulla più: la trama era buona, c'era anche un bel po' di thrilling, ma il finale ti uccideva con quell'eccesso di cuori e arcobaleni che MammaMiaCheOverdoseDiZucchero.

Per questo non mi ero messa alla ricerca di una sua eventuale base letteraria.

A questo stato di siGrazieMaPassiamoOltre ha posto fine la scoperta che Rosemary's Baby è a sua volta tratto da un romanzo (Nastro rosso a New York). E, guarda un po', chi ha scritto questo è lo stesso autore di The Stepford wives. 

E ho scoperto che The stepford wives (titolo originale di La fabbrica delle mogli, poi divenuto La donna perfetta), è un piccolo gioielli di fanta-thriller, con un finale cattivo come il sorriso sulla bocca del marito di Ruthanne Hendry.

Così, ero alla caccia di libri da regalarmi per l'8 marzo, ho pensato: quale regalo più adatto alla festa della donna di un titolo come questo?

Domanda: Come si fa a riconoscere un bravo scrittore da uno scrittore pessimo?
Risposta: Un bravo scrittore è quello che ti fa fare l'alba finché non hai voltato l'ultima pagina del suo libro.

Ho letteralmente "mangiato" La donna perfetta, ansiosa di arrivare alla fine. Si tratta di uno di quei romanzi che ti mette addosso la voglia di leggere, leggere, leggere dimenticando tutto il resto.
Stile asciutto, sottilmente ironico. 
La storia di Joanna, intrappolata nel mondo da pubblicità di detersivo di Stepford scivola via come scarpe di cuoio su un pavimento tirato a cera.
Leggiamo impotenti la trasformazione  delle amiche di Joanna da donne iperattive a zombie dedite al piacere altrui, tutte tette, mini abitini, acconciature e trucco perfetti.
Donne che come massima aspirazione conoscono solo quella del loro aspirapolvere. 

Joanna, fotografa semi-professionista, si trova ad essere l'unica donna della cittadina ad avere un desiderio di indipendenza. Eppure, nonostante gli allarmanti segnali che le arrivano dalle finestre immacolate delle case vicine, si accorge troppo tardi che anche suo marito si sta trasformando. O, forse, ha soltanto gettato la maschera che fino a qualche settimana prima del loro trasferimento a Stepford, indossava per quieto vivere.

Così, la collaborazione domestica con cui si apre il romanzo (lui che lava i piatti, lei che mette a letto i figli e lo aspetta fuori in giardino, per godersi cinque minuti di intimità), si trasforma in maniera lenta e progressiva in un "lava tu i piatti che io c'ho da guardare la partita".

C'è qualcosa di marcio a Stepford, e non è l'aria, anche se l'aria è impregnata dell'odore di qualcosa di sintetico e dolciastro, legato a un ricordo dell'infanzia.

Ecco, La fabbrica delle mogli è il tipo di romanzo che andrebbe letto una seconda volta, perché Ira Levin era quel tipo di scrittore che lascia sassolini lungo le pagine delle sue storie, piccoli frammenti di verità nascosti tra le righe della narrazione.

Per una trama borderline tra il thriller e la fantascienza che non risente affatto dei quaranta e passa anni di vita che ha addosso, come l'introduzione di Chuck Palahniuk al romanzo fa tragicamente supporre.

Lettura consigliatissima.

24 aprile 2015

Segnalazione. Fuori di 3 - Pamela Gotti


Buon venerdì, cacciatori libreschi.
Il mio venerdì ha previsto una sortita in biblioteca, alla ricerca di Cronache marziane e Mattatoio n. 5. Non ho trovato né l'uno né l'altro. Ma ho trovato di che compensare.

E veniamo a noi.
Post di segnalazione della nuova uscita, fresca fresca di stampa, di La piccola volante. Si tratta di Fuori di 3, avventura psichica di Pamela Gotti, autrice che sto apprezzando molto con L'attesa (e ve ne parlerò a breve ^_^)

"A volte ti può sembrare che in un luogo non ci sia più nessuno e invece, magari, c'è ancora qualcuno nascosto nel buio, in un angolo. Oppure nascosto dentro di te. Devi avere mille occhi. Fuori e dentro."

Titolo. FUORI DI 3
Autore. Pamela Gotti
Anno. 2015
Pagine. 224
Collana. PiccolaOppieriaVolante
Genere: Romanzo Surreale – Avventura psichica
isbn: 9788897785095
Prezzo: € 12 
link d'acquisto: QUI

Sinossi. Primo vive nell'emisfero sinistro, Parìmeno nel destro. Carnia non dovrebbe esserci, ma condivide con loro il ristretto spazio nella testa di Serbero. La regola dei coinquilini parla chiaro: nessun essere femminile nel corpo di un uomo. Ma lui non è un uomo qualsiasi, anche se pensa di esserlo. Non è mica facile liberarsi di un nome fasullo e compiere il destino per cui si è nati! È necessario attraversare deserti, affrontare fantasmi, allucinazioni e demoni. 'Fuori di 3' ci invita al viaggio, alle avventure picaresche di un eroe e degli inquilini che vivono nella sua mente, ci porta fra pellerossa e sciamani in un territorio surreale carico di miraggi, in cui la realtà non è mai quella che appare e anche un uomo qualsiasi può trasformarsi in Leggenda.

Fuori di 3 è un viaggio surreale, una storia divertente che trascinerà il lettore in un percorso a ostacoli fra i pensieri e le azioni di tre entità eteriche: Carnia, Primo e Parìmeno. Gli spiriti guideranno il viaggio iniziatico di un uomo comune verso la sua identità perduta. Serbero diventerà Tadewi e si troverà immerso nella cultura Hopi, fra danze del Serpente e altri riti amerindi dal fascino antico. Il cambio del punto di vista è annunciato da piccole illustrazioni all'inizio dei capitoli, che rivelano di volta in volta il narratore.

Il romanzo è acquistabile in prevendita (Clicka) e sarà disponibile a partire dal 30 aprile 2015.

Buona lettura!

23 aprile 2015

Perché leggo



Leggo perché mi piace farlo. Sarà banale, sarà scontato. Ma è la risposta più immediata e sincera che sento di dare.

Dunque: "Perché leggi?"

Leggo perché, se mi si chiede qual è stato il primo regalo ricevuto da bambina, mi vengono in mente solo libri. Il primissimo: La piccola principessa di Frances Hodgson Burnett. Quello desiderato: L'atlante dei dinosauri. Quello inaspettato: La fabbrica di cioccolato di Dahl.

E poi, ovviamente, Leggo perché leggere mi permette di evadere dalla realtà, innamorarmi infinite volte di infiniti mondi e storie diverse. 
Leggo perché leggendo sono io e decine di altre persone, e alla mia storia ogni pagina aggiunge un'esperienza nuova.
Leggo perché mia madre mi leggeva ogni sera una favola, prima della buonanotte, e  lo stesso sto facendo adesso con mio figlio, e la dolcezza che c'è nelle storie della culla, e quel legame che quei racconti creano, nessun surrogato potrà mai eguagliarlo. 

Leggo perché... 

Leggo perché ho infiniti motivi per farlo. Ma se leggo, il motivo principale è perché leggere mi dà piacere. Se non fosse così, non leggerei. E di nuovo è una risposta scontata, banale. E di nuovo, è la risposta più onesta che potrei dare. 
è il piacere della lettura che mi porta a leggere. Tutto il resto è un contorno. Un "in più". 
Abbandonarsi alla lettura è come abbandonarsi tra le braccia di qualcuno: se per quella persona non si prova affetto, o amore, sarà solo sesso. Sarà un'esperienza noiosa, nel migliore delle ipotesi. Orrenda, nella peggiore. Ma se amate quel qualcuno... non vorrete mai smettere di tenerlo stretto a voi.
Ed è per questo che leggo.
Rendere la lettura un piacere è tra i compiti più difficili. Ma quando ci si riesce, dà delle gran belle soddisfazioni.In bocca al lupo, quindi, a tutti i messaggeri che oggi parteciperanno attivamente alle iniziative legate alla Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore!

...pubblicherò su instagram quei libri che ho amato senza riserve, nella speranza che facciano innamorare anche voi. 

Buone letture!


Follow by Email