31 gennaio 2014

Adamante. Maria Silvia Avanzato



Questa settimana, lo ammetto, sono stata un po' pigra. Per farmi perdonare ecco appena sfornata la recensione di Adamante, romanzo noir di Maria Silvia Avanzato per la collana Calliphora delle Edizioni della sera.
Titolo: Adamante. Ciò che resta del nero
Autore: Maria Silvia Avanzato
Genere: noir
Formato: romanzo
Editore: Edizioni della Sera
Pagine: 234
Prezzo: 13,00€
ISBN 9788897139430
Sinossi. 

Case Adamo. Un pugno di case sperdute fra le colline emiliane e al centro, l'Adamante, il vecchio cinema che il Duce inaugurò tanti anni prima. Un palazzone cadente, diventato luogo di ritrovo per Guerzo e i suoi amici. Angosciante è il ricordo di quel ragazzino che, anni prima, mise male un piede e vi precipitò trovandone la morte. C'è chi giura di aver visto una bambina piccola e minuta che vive lì, fra le mura divorate dal muschio. Ogni abitante del paese può dire la sua su quel blocco di calce e ora che Rachele, l'erede dell'impresario Biasetti, è tornata, qualcuno trema all'idea che quel posto venga raso al suolo e rimpiazzato da un supermercato. Ma l'Adamante è ancora vivo. Vivo nei tentativi della gente di proteggerlo, nelle scorribande dei ragazzini che lo frugano di notte, in chi ricorda e organizza macabri scherzi. Vivo per il becchino Senuga che percorre le vie del paese all'alba per punire chi si macchia di orrendi peccati. Vivo per Lucio, quel ragazzone ritardato dalle mani forti. Vivo per la vecchia Matilde che muore nel suo letto lasciandosi alle spalle un piccolo tesoro.

30 gennaio 2014

SHINING... Simpson style

Avete già acquistato Doctor Sleep?
No?

Beh, nell'attesa vi propongo la parodia simpsoniana di Shining. 

Buona visione :D


25 gennaio 2014

*Saturday News* n°3. Doctor Sleep



La rubrica delle news letterarie oggi vi parla di Stephen King e del suo nuovo romanzo, in uscita questo martedì 28 gennaio, nella collana Pandora della Sperling&Kupfer.
Doctor Sleep, che ha una tra le copertine più belle di sempre, è il seguito di Shining; il "tutto quello che avreste voluto sapere e non avete mai osato chiedere" su Danny Torrance, il figlio dell'ultimo dei custodi invernali dell'Overlook Hotel.

Accampatevi fuori dalle librerie, quindi, perché questo si preannuncia tra i romanzi "da non perdere" del 2014 ;)

24 gennaio 2014

Ebook Corner. L'angoletto del libro digitale n°1

Premessa. Nella diatriba tra gli ebook lovers e i feticisti della pagina di carta, qui sotto, qui in cantina, ci poniamo esattamente a metà. Il libro stampato è come la tomba di un caro amico: sai dove trovarlo quando vuoi scambiarci due chiacchiere, puoi accarezzarne la foto, posarci su fiori o ricordi. L'ebook è, seguendo la metafora, come se quel caro amico avesse deciso di farsi cremare e disperdere le ceneri in mare aperto. Non potrai mai più vederlo, fisicamente, ma sai che c'è. Impalpabile ma presente. Chi obietta "ma non sarà mai tuo", forse dimentica che anche con il prestito bibliotecario, di fatto, quel libro non ti apparterrà mai. Forse bisognerebbe farne meno una questione di possesso e più di possibilità di lettura. Le cose viscide che si annidano tra le pagine dei manoscritti impregnati di muffa, qui giù, sono del mio stesso parere. 

Per quanto mi riguarda, con un ereader (kindle, kobo, altra marca che sia) c'è solo un rischio evidente: quello dell'acquisto compulsivo. Sarà, immagino, per l'immediatezza dell'acquisto che si traduce in tre semplici gesti: compri-scarichi-leggi. Ma è un rischio che sono pronta a correre. /Premessa

Sigla!
Ovvero: ebook letti, recensiti per voi. Tipo quando capita

23 gennaio 2014

Next to be read n°1

...una fucina di idee, proprio...

Inizia l'avventura della (ennesima) nuova rubrica del blog. Con Next to be read vi segnalerò le prossime letture che saranno, ovviamente, gli oggetti delle recensioni del blog. Solo le cartacee, che per gli ebook mi sto attrezzando. 

Vai con la sigla.

21 gennaio 2014

UN GIORNO A MILANO. Aa.Vv.

Ieri, subito dopo il post sul n° 100 di Rat-Man, ho avuto il mio quarto d'ora di panico, quando Bo, il cagnetto di casa, è tornato da una spedizione difensiva conciato come Leonida dopo la battaglia delle Termopili. Una fontana di sangue.
Corsa dal veterinario sotto il diluvio, infrangendo ogni livello di buonsenso, mentre gli ripetevo ogni tre secondi "Ce la farai, non mollare, ce la farai" (ER, o qualunque serie su ospedali e medici) e, nel frattempo, piangevo (sì, sono un'anima sensibile).
Ora, pare, Bo se la caverà. Le ferite sono diffuse ma non troppo grandi. Più che con un altro cane, probabile si sia azzuffato con una volpe.

Sollievo dagli spalti.

Ciò premesso, veniamo alla recensione di oggi. 

20 gennaio 2014

Rat-Man n°100 . E VENNE IL GIORNO

Che è pure il mio primo Rat-Man.

Sarà che ieri il tempo da Ragnarok imminente metteva tristezza, sarà che dopo il pranzo domenicale in cui i parenti mi fissavano e parlavano come se fossi un'incubatrice ambulante (hai trent'anni, sei sposata, che aspetti a fare un figlio?) facendomi sentire anche molto simile a un contenitore di uova prossime alla scadenza, mi aveva messo addosso un'ansia da prestazione fuori dal comune. Sarà che a vederlo così giallo, con il suo bel titolo in rilievo, luccicante e dorato ho pensato: massì, un po' di allegria ci vuole, in questa vita prossima allo zenith degli "enta".

E poi è il numero 100.
Così l'ho comprato.


Ho pensato che la prima cosa originale che potessi fare in questo 2014 fosse quello di leggere qualcosa che servisse a farmi ragionare sul fatto che ho quasi trent'anni, e che a trent'anni devi fare bilanci, perché a trent'anni sei sul limitare di quella che è la soglia dell'età adulta. E che poi, se sei donna, a trent'anni devi farti due conti, comprare i test di ovulazione, segnarti i giorni fertili, pensare a bavaglini, pannolini e poppate notturne, prima che la fabbrica di ovuli cessi l'attività lasciandoti a spasso. 
Ho pensato, insomma, che era giunta l'ora di dimostrare finalmente la maturità acquisita per meriti anagrafici.

Iniziando a leggere un nuovo fumetto. 

E quel nuovo fumetto è, per l'appunto, Rat-Man. 
Dal numero 100, però. 
Perché ho sempre seguito le serie dal 1° numero (Dylan Dog, Julia...) e queste, arrivate oltre la soglia del centesimo numero, iniziavano a deformarsi, a perdere appeal. A scatenare una serie di WtF, mentre leggevi, che le ho presto abbandonate sullo scaffale dell'edicolante. Causando indirettamente la chiusura di parecchie edicole, temo.
Così ho deciso che con Rat-Man avrei fatto proprio il contrario: iniziare da quello che, idealmente, è il numero conclusivo e poi procedere a ritroso (per fortuna, arriva a salvarci da marzo 2014 la paninicomics con il Rat-Man gigante ->leggere qui, prego<-) e, contemporaneamente, avanzare, dal numero 100+1.
Che è un nuovo numero 1.
con un dieci davanti.

Qui il blog di Leo Ortolani.

18 gennaio 2014

*Saturday News* n°2. Le vampire di Praga


Lo facciamo di nuovo. Anche se sono le sei e il sabato volge al termine ché non sono ancora amica della "programmazione" dei post.
Ma tanto fino a lunedì non ci saranno aggiornamenti. E io dimostro la mia tenacia costringendomi a tenere questa settimanalrubrica sulle novità prossime imminenti della narrativa nazionale (e internazionale, MUHAHAHAHA!).
Oggi scoop: vi parlo di un romanzo che uscirà entro fine gennaio, di cui avrete già letto una recensione in anteprima se siete stati tra i lettori di HorrorTime. Se invece non lo siete stati, è un problema vostro.

17 gennaio 2014

Chi l'ha letto? ENRICO MOROVICH

Mi piacerebbe {si nota il condizionale? Bene}
Dico, mi piacerebbe fare di questa "rubrica" un appuntamento mensile. Un po' come quelle altre due o tre rubriche che ho in mente...
Tuttavia, riconoscendo in me una tra le maggiori esponenti del "rossellismo" (domani è un altro giorno, qualcuno lo farà per me, oggi 'un c'ho voglia... you know?) sono la prima a non metterci la mano sul fuoco. Cominciamo e vediamo come si va.
Si va?


Intro. Qui non si parlerà di autori gggiovani, né di bestsellers in prima mostra sugli scaffali delle librerie (fisiche o virtuali). Qui non troverete gli scrittori che vanno di moda, gli "autori del momento". Parliamo di scrittori che hanno fatto il loro tempo. Morti o semplicemente ignorati. Possono essere stati famosi, un tempo, ma ora pochi li conoscono. Meritevoli o no di questo silenzio?
L'unica cosa che importa è che ci sono autori che hanno scritto pagine che pochi leggeranno e molti ignoreranno. Che in questo momento prendono la muffa sulle bancarelle "tutto a un euro". E magari vi state perdendo delle buone letture. E non lo sapete.

11 gennaio 2014

*Saturday News*. Io la troverò, Romano De Marco

{io e le rubriche: dichiarazioni di buoni propositi che vengono puntualmente disattesi. Vabbé, prendiamola come viene, consapevoli che potrebbe essere il primo e l'ultimo sabato in cui sentite parlare di una rubrica intitolata *Saturday News*}



Uscirà il 15 gennaio, nella collana Fox Crime di Feltrinelli Io la troverò, il nuovo romanzo noir di Romano De Marco. Si tratta del quarto romanzo dello scrittore abruzzese, che ha esordito nel 2009 con il Giallo Mondadori Ferro & Fuoco.

10 gennaio 2014

A VOLTE RITORNANO - Stephen King

Con Stephen King ho un rapporto, per così dire, catulliano. Di odio e amore. Ci sono cose, scritte dal Re, che avrei preferito non leggere mai, e altre che riescono sempre a catturarmi, dalla prima all'ultima sillaba.
Titolo A volte ritornano (Night Shift)
Autore Stephen King
Traduttore Hilia Brinis
Editore Bompiani
Anno 2001 (prima ed. 1970)
Pagine 381
Prezzo 8,26€
ISBN 8845246078
ebook no
Avevo già letto A volte ritornano, qualche decina di anni fa, prendendolo in prestito dalla biblioteca comunale. Me ne sono resa conto sfogliando alcuni dei racconti, che mi suonavano così dannatamente familiari. Eppure li ho riletti tutti, dal primo all'ultimo, ripetendo a mente ogni singola frase, che già conoscevo, con lo stesso piacere con cui si parla di cose note con un vecchio amico, che si rincontra dopo tanto tempo. 
Quitters, Inc., ad esempio, è tra quelle storie che si torna a leggere dopo anni riassaporando lo stesso gusto della prima volta. E lo stesso vale per  La falciatrice e Il baubau.
L'antologia spazia da racconti prettamente horror a romantiche digressioni sulla mortalità della vita, come il bellissimo La donna nella stanza che chiude la raccolta o l'altrettanto coinvolgente Risacca notturna. Racconti come Io sono la porta, Materia grigia e Camion sono invece esplorazioni nella sci-fi; un omaggio indiretto alle opere di scrittori come Bradbury, Matheson e Brown.
Vale la pena leggerlo, se non lo avete ancora fatto. O rileggerlo, se non avete altro sul comodino.

9 gennaio 2014

L'inverno più freddo - racconto

Ho partecipato a uno dei giochi della Piccola Volante. E oggi scopro di aver vinto con questo racconto a incastro che potete leggere qui -> 

Ora, penso sia opportuno parlarvi un po' della Piccola Volante. Si tratta di una piccola e originale casa editrice assolutamente NO-EAP diversa dal solito. Sempre alla ricerca di storie, realizzano ogni mese dei veri e propri laboratori di scrittura attiva, piuttosto che concorsi letterari. L'esempio ve lo fornisce questo mio racconto a incastro, che è stato scritto ed elaborato proprio per partecipare al loro "gioco letterario" intitolato Il Puzzle. In quel caso si trattava di scrivere un testo "alla Pulp Fiction", in cui la storia fosse il risultato di varie storie, intrecciate tra di loro. Un'operazione complessa e divertente. Ma, soprattutto, un'opportunità rara per sbloccare le dita e le meningi.

Vi ho incuriositi almeno un pochino? Volete provare anche voi a creare la vostra storia?
Allora vi informo che è iniziato un nuovo gioco e la scadenza per la consegna è fissata al 25 gennaio. Mollate tutto e iniziate a confezionare il vostro personaggio!

Il link al nuovo gioco -> 5 PiccolePessimeAbitudini
Potete trovare La piccola volante anche su Facebook.
Qui, invece, potete acquistare le loro storie (anche in ebook) -> La Mercantile Volante

7 gennaio 2014

Sembra Harlock ma non è...

...a detta di chi lo conosce meglio di me. 
Nota: quando davano Capitan Harlock nella censuratissima versione tv i miei frequentavano altra gente, e le probabilità che io nascessi erano dello 0,000001% (più o meno, sempre stata una pippa in statistica). Comunque. Non avendo visto la serie animata né letto il manga quello che segue è: perché a me Capitan Harlock - il film è piaciuto. Al di là delle comprensibili obiezioni di chi ne sa di più. Ciccia. Perché, in fondo, quando vedi un film tratto da qualcosa, che sia serie tv, fumetto, altro film (vedi gli OAV di Lupin III, per esempio), qualcosa cambia, e non ci sono più le mezze stagioni. E si stava meglio quando si stava peggio.


Visto in 2d, ché gli occhialini per il 3d aggiunti ai miei sono di un comodo che, guarda, il film di Capitan Harlock parla di un'umanità che, moltiplicatasi come gli organismi unicellulari su poveri pianeti incolpevoli rapidamente ridotti in discariche abusive, dice di voler tornare a casa. Sulla Terra. Segue battaglia per il rientro suonata a colpi di laser spaziali, che si conclude con il solito cerchio di potenti collusi con il potere religioso, che dice a tutti: mò basta, è stato bello ma dovete morì gonfi, e senza rimettere piede sulla vecchia palla azzurrina.
La razza umana è così destinata all'estinzione, e l'unico conforto per i moribondi è il miraggio della Terra, vista da lontano, molto lontano.
Dice: e Capitan Harlock?
Ora ci si arriva.

Perché è sì un film su Capitan Harlock, ma il capitano è talmente sicuro di sé che sta quasi sempre sullo sfondo. Sembra quasi una comparsa. Ma una comparsa cazzuta, tormentata e, sì, sospettosamente schizofrenica. 
Il film segue due livelli: il piano della riflessione ecologista-filosofica e quello dell'azione. Scontri a più riprese tra l'Arkadia e le flotte della Gaia Sanction (la Spa politico/teologica che governa i fantastiliardi di umani sparsi nell'universo e impedisce a tutti di tornare sulla Terra)


e combattimenti corpo a corpo. In tutti e due i casi, la scimmia saltella e fa le capriole come in un trip di banane.


Ci sono, è vero, un po' di supercazzole fisiche sparse qua e là; una traduzione che, a tratti, lascia con la bocca storta e le orecchie accartocciate e riflessioni filosofiche da 5 cent, eppure, nel complesso, è un film che ti fa uscire dal cinema con la scimmia bene avvinghiata alla spalla, a dirsi: dai, rivediamocelo!

Almeno per me è stato così.

In conclusione: se siete fan del Capitano, forse è un film che non vi piacerà. Di certo non è la versione per il cinema della serie originale di Leiji Matsumoto, piuttosto si tratta di un reboot, con tutto quello che ne consegue*. 
Se invece, come la sottoscritta, il Capitano lo conoscevate solo per effetto della memoria collettiva, allora potrebbe piacervi, ma piacervi di brutto.

E magari, tornati a casa, vi verrà voglia di conoscere il vero Harlock, spizzando gli episodi della serie su YouTube. 

In confidenza: se potete, vedetelo in 2d, non credo che il 3d aggiunga molto di più alla visione.

*che poi, sta storia che gli autori non possono fare quello che vogliono con i loro personaggi è un po' pretenziosa, a mio modesto parere. 



6 gennaio 2014

Non è morto...

Non è morto ciò che in eterno può attendere e col passare di strane ere anche la morte muore...

Giusto per dirvi che il blog sta per tornare... 

...non allentate la guardia...

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