9 marzo 2016

IL MAR DELLE BLATTE e altre storie, Tommaso Landolfi - Recensione

"Il mare a perdita di vista, senza una terra all'orizzonte, sotto la cappa affocata del cielo, appariva nero come l'inchiostro, e di una lucentezza funebre; una quantità sterminata di blatte, tanto fitte da non lasciar occhieggiare l'acqua di sotto, lo copriva per tutta la sua distesa. Nel gran silenzio s'udiva distintamente il rumore secco dei loro gusci urtati dalla prua. Lentamente, a fatica, la nave poteva avanzare, e subito le blatte si richiudevano al suo passaggio." [Il mar delle blatte e altre storie, Tommaso Landolfi, Adelphi, 2012, p.33]

Ci sono autori che ignori finché non ne senti parlare per caso e qualcosa ti attrae verso di loro. Può trattarsi di una trama, di un incipit o, come nel caso di Landolfi, di un titolo. 
"Superficiale", dirà qualcuno. Forse. Ma sta di fatto che non mi sarei mai lasciata scappare una storia con un titolo come Il mar delle blatte

Titolo. Il mar delle blatte e altre storie
Autore. Tommaso Landolfi
Editore. Adelphi
Edizione. 2012 [prima ed. 1939]
pp. 152
prezzo. 12,00 €
Ora, e qui viene il dramma che dramma non è, per leggere Landolfi mi sono resa conto ci vuole un po' di elasticità mentale. Ci si deve trasformare in vermi, sgusciare tra le frasi e le parole, rosicchiare qua e là ciò che viene detto, ingurgitarlo e metabolizzarlo perché Landolfi scrive(va) per metafore e ogni suo racconto è un'allegoria

Una scelta stilistica che a me piace molto, ma che altri potrebbero trovare indigesta. Il che spiega anche la discordanza di pareri su questa raccolta, tra chi la considera un'opera di gioielleria letteraria nel fantastico italiano e chi la bolla con un lapidario "brutto".

Il mar delle blatte e altre storie si compone di otto racconti, [anche se, in realtà, Teatrino (dedicato a Montale) comprende cinque diverse mini rappresentazioni teatrali, che vanno dall'allegoria alla fantascienza, per un totale esatto di dodici testi] accomunati da un unico filo conduttore: la realtà ci ignora e viviamo nell'illusione di poter sfuggire al destino che accomuna ogni cosa vivente. 

"Non vedi? Sono riuscito ad acchiapparla..." rispose l'amico guardandomi con un sorriso incerto.
"La luna!" esclamai allora. L'amico annuì tacendo. Lo schifo ci soverchiava: la luna fra l'altro sudava un liquido ialino che gocciava di tra le dita dell'amico. Questi però non si decideva a deporla.
"Oh, mettila in quell'angolo," urlai "troveremo il modo d'ammazzarla!"
[Il mar delle blatte e altre storie, da Il racconto del lupo mannaro Tommaso Landolfi, Adelphi, 2012, p.98]

Si spazia dal viaggio onirico, con il sogno dello scrittore Roberto Coracaglina in Il mar delle blatte alle disquisizioni fantascientifico-ironiche, con tracce di filosofia, di Da:"L'Astronomia esposta al popolo" Nozioni d'astronomia sideronebulare, nel quale veniamo a conoscenza delle straordinarie intuizioni dell'astronomo-filosofo Iflodnal sulla vera natura di Dio. 
La notte di nozze è il racconto nel quale la natura allegorica dei racconti di Landolfi è più palese, mentre Ragazze di provincia, con la storia dei due giovani che si rincontrano dopo vent'anni e degli abiti di scena da teatrino del Cinquecento che indossavano durante i loro giochi, quella che richiede maggiore immersione.

Ogni racconto, ad ogni modo, sembra mettere in chiaro una cosa: ciò che siamo è nulla, ciò che desideriamo è un sogno che non vivremo mai. 
Non abbiamo vita migliore di una farfalla, aspiriamo a fuggire dalla realtà ma ci ritroviamo costantemente ancorati alla nostra vita di sempre, alla sua routine, ai suoi fallimenti. Siamo prigionieri e intrappolati nell'inganno di essere o divenire qualcosa di diverso da ciò che siamo; misuriamo il mondo e lo spazio in base a sistemi che hanno senso solo per noi, che la natura ignora, che l'universo non segue [come spiega il cane parlante in La matematica non è un'opinione, niente è un'opinione]. 
"Intraprendenti però quelli del Sistema Solare!"
"Papà, dov'è il sistema solare?"
"Eh perdio, figliuolo! Vuoi che conosca tutti i sistemi dell'universo?"
[Il mar delle blatte e altre storie, Asfu da Teatrino, Tommaso Landolfi, Adelphi, 2012, p.131]
Per questo motivo, perché la vita termina in domanda e perché la Terra prosegue le sue rotazioni sia con che senza di noi, nessun racconto arriva a una conclusione netta e sfuma invece in domande che non avranno risposte, in pensieri gonfi d'inquietudine per ciò che accadrà, presto o tardi, a tutti e a tutto. 

Buone letture ♥

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