24 giugno 2015

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FATTO DI SANGUE - Sebastià Alzamora

Buongiorno cacciatori di libri.
è un bel po' che non ci sentiamo e ho un arretrato di recensioni da spavento. Sarà che ultimamente ho ripreso il mio solito ritmo di lettura per cui, se prima non avevo molto da postare, adesso praticamente devo fare le selezioni all'ingresso, come in discoteca.
E allora cominciamo e sotto con un romanzo che si merita di diritto l'ingresso nelle mie migliori letture del 2015.

TITOLO: FATTO DI SANGUE (tit. or. Crim de sang)
AUTORE: Sebastià Alzamora
TRADUTTORE: Stefania Maria Cimielli
EDITORE: Marcos Y Marcos
ANNO: 2013 (ed. or. 2012)
PAGINE: 304
PREZZO: 17,00 €
eBOOK: no


SINOSSI. Un vampiro si aggira per Barcellona, accesa da bombardamenti e sparatorie; lui sta bene nei luoghi dove infuria la violenza, perché può andare a caccia con più comodità.
Succhia il sangue dal collo di un bambino, di un sacerdote; uccide a morsi i maiali di un convento clandestino.
È superba la quiete tra le mura altissime di questo convento di clausura, che nasconde ventisette monachelle e il vescovo di Barcellona dalla furia anticlericale che impazza là fuori. I gatti sono grassi e pigri, il cortile odora di erba bagnata, di bucato, di sapone fatto in casa.
Suor Concezione ha tredici anni, è una tenera novizia; quando intona il Requiem di Fauré, scende una lacrima a tutta la comunità. Non è solo la forza del suo canto: lei si diverte a riscrivere la musica, ha sdoppiato l’invocazione del Pie Jesu in un canone a due voci che strappa il cuore.
Ma quando il vescovo le chiede di comporre da zero uno Stabat mater, suor Concezione trema, non sa da che parte cominciare. E che ripugnanza le ispirano le mani del vescovo, simili a lunghe radici nodose, e il suo alito di vecchio, gli occhi spiritati.
Il commissario Muñoz non vuole più dormire, nel sonno gli appare un cane nero che ha il volto di sua madre. La realtà è anche peggio: un bambino e un sacerdote sgozzati per la strada, maiali squartati a morsi in un convento, come se non bastassero i caduti di quella guerra fratricida; e intorno a sé vede solo servi o traditori.
Il commissario Muñoz però un amico ce l’ha. Gli soffia il fumo in faccia, a volte è troppo disinvolto, ma lo mette davanti alla bellezza della vita, alla sua giustizia impenetrabile, alla sua energia mostruosa.
Una verità assoluta che darà a Muñoz e all’ultimo fraticello duro e puro forze che non avevano, un’audacia imprevedibile, la grazia di giocarsi la vita nel chiostro del convento in un gesto estremo di libertà. (dalla quarta di copertina del romanzo)

il mio giudizio


RECENSIONE.
Trovo difficile capire perché questo romanzo abbia un rating così basso su GR e su Anobii.
Forse la quarta di copertina trae in inganno e chi l'ha letto si aspettava qualcosa di diverso da quello che Fatto di sangue è: una malinconica riflessione sulla desolazione della condizione umana.



"Non smetterà mai di stupirmi la somiglianza che c'è tra gli uomini e le falene, che non possono resistere alla tentazione di avvicinarsi alla luce, affascinate e accecate, senza accorgersi che dietro quel bagliore c'è la lucertola che le aspetta per divorarle." p. 128

Il romanzo di Alzamora si sviluppa su tre livelli: sono tre storie che si intrecciano, l'una con l'altra, legate strettamente per tematiche e personaggi.
Lo sfondo è quello della guerra civile spagnola, che deturpa Barcellona e la trasforma in un ammasso informe di calcinacci e voragini e uomini e donne che tra quei rottami si muovono, come zombie, come topi, disperati e spaventati.

La guerra, dunque.
E mentre la guerra spacca e uccide, un vampiro si accanisce contro un sacerdote e un bambino, dilaniandoli senza pietà.
L'indagine del commissario Munoz alla ricerca del colpevole di questo crimine tremendo costituisce la prima delle tre storie che formano lo scheletro del romanzo. A questa storia, si lega quella dei tre frati maristi, che si nascondono dal FAI e dalla conseguente furia anticlericale. Sono alla ricerca febbrile di un passaggio, una via di fuga che li porti oltre il confine spagnolo, verso la Francia, lontano dalle fucilazioni e dai processi sommari.
L'ultima storia è quella della piccola suor Concezione, novizia per necessità, appena tredicenne, che viene incaricata di comporre uno Stabat Mater dal vescovo, che vive nel convento dove lei e altre ventisette monache si nascondono.

Queste tre storie si intrecciano e sfilacciano in ulteriori piccole sottotrame, che ruotano tutte attorno allo stesso tema, e che hanno come filo conduttore la disperata nostalgia della figura materna, che si ripete in tutti i personaggi che incontriamo, la nostalgia di un passato dove la paura veniva dissipata da una carezza.
è il desiderio di un abbraccio, il bisogno di rifugiarsi tra le braccia della propria madre, di rintanarsi nuovamente nel suo utero, per sfuggire all'orrore.
E l'orrore non è soltanto quello della guerra. è l'orrore di se stessi, di quella follia omicida che si aizza in ognuno di noi come un cane alla catena. è l'orrore senza forma dell'esistenza stessa; della vita fatta di rinunce, sacrifici, delusioni e sconfitte. 

"continuò a piangere, e quanto più piangeva più le lacrime le venivano agli occhi, e pensò che piangere le piaceva perché le dava la sensazione che da un momento all'altro dovesse arrivare sua madre, che l'avrebbe abbracciata con tenerezza e l'avrebbe tranquillizzata dicendole di non aver paura." p. 251


Questo bisogno estremo di tenerezza fa da contrappunto al dolore della madre: quello della madre che perde il suo bambino, ucciso dal vampiro; quello della madre badessa, che cerca in tutti i modi di proteggere la piccola Concezione dall'interesse del vescovo, e quello di Maria davanti alla croce, cantato da Jacopone da Todi nello Stabat Mater.

Tre livelli, dunque: l'omicidio, la guerra, la mostruosità della condizione umana, rappresentata da Hadaly, quell'ibrido mezzo uomo e animale, creatura degna di Frankenstein che si muove nell'orrore.
Hadaly, come l'uomo, è un animale solo, costantemente teso alla repressione della sua parte animale, e che tuttavia, ciclicamente, si trova costretto ad affrontarla.
è l'animale che ciascuno di noi è, che ci porta ad atti di ferocia immani, alla guerra, allo stupro e all'omicidio.
Gli diamo una pelliccia pulita, lo rivestiamo con il manto dell'ideologia, del principio assoluto. In realtà stiamo solo dando alla bestia un pretesto per azzannare. Le stiamo solo concedendo una libertà che ci chiede costantemente.

"Per questo una guerra è, più di ogni altra cosa, la realizzazione del desiderio di uccidere accumulato da tutti gli individui di una generazione. Un istante di liberazione collettiva, un sospiro enorme e devastante, esalato dal fondo dell'anima sia dalle vittime sia dai carnefici." p. 18

Lo stile reso dal traduttore è un altro punto alla bellezza del romanzo: denso come sangue e altrettanto fluido, ricco di figure retoriche e poetico, riflessivo, originale.

I personaggi sono tutti splendidamente caratterizzati, gli intrecci della trama si legano l'uno all'altro con incastri perfetti e la storia procede in un crescendo teso e drammatico, verso un lieto fine che è soltanto apparenza.
Perché nessuno di noi può sfuggire a ciò che è: un animale bizzarro, terrorizzato e disperato, nella sua solitudine di creatura che si dà centinaia di scopi, che crea dèi e mondi ultraterreni, per rifuggire a quella solitudine che è la condizione più dura e triste della nostra esistenza su questo pianeta.

About. Appassionata lettrice, nonchè abituale frequentatrice di mercatini, biblioteche e altri luoghi polverosi, vado a caccia di libri muffiti e storie dimenticate. Ho scritto per Kipple, LaPiccolaVolante, Hypnos, Altrisogni e DelosDigital. Mi occupo di narrativa (di genere e non) e delle stranezze del passato.
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2 commenti:

  1. Ammetto che la sinossi non mi aveva convinta, ma dopo la tua recensione credo che ci farò un pensierino! :)

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    1. Ciao Sian, a me è piaciuto. Tanto che sto facendo la corte agli altri due romanzi di Alzamora. è sicuramente una storia molto particolare, nella quale l'elemento fantastico è la parte predominante. Il mio consiglio è, se lo trovi in una libreria fisica, di leggerne qualche pagina e decidere di conseguenza :*

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