Passa ai contenuti principali

FUGA NELLE TENEBRE - Arthur Schnitzler

TITOLO:FUGA NELLE TENEBRE
AUTORE:Arthur Schnitzler
EDITORE:Adelphi
ANNO:1931{1°ed} 1981 {20° ed}
PAGINE:146
PREZZO: 9,00€
eBOOK:si

SINOSSI. La storia è quella della graduale, consequenziale germinazione di un delirio. Qui il racconto non è, come sempre in Schnitzler, cosparso di accenni al fondo oscuro della psiche, ma in certo modo costringe quel fondo ad apparire in primo piano, sotto una luce fredda e limpida. Insediati all’interno della psiche del protagonista, assistiamo al primo infiltrarsi in essa di una serie di presentimenti e ammonimenti, che subito fanno oscillare tutta la realtà, gettandola in un’incertezza simile a quella dei sogni. Poi, in una progressione sempre più angosciosa, ci accorgiamo che ormai una rete di ossessioni si è posata sul mondo. A poco a poco, le sue maglie si stringono crudelmente e tutto ciò che avviene converge verso un unico punto di fuga: le tenebre.

RECENSIONE. Fuga nelle tenebre è un romanzo breve che non accusa per niente il suo secolo di vita. Scritto nel 1917, anche se pubblicato più tardi, è la prima delle opere letterarie di Arthur Schnitzler che ho avuto la fortuna di leggere. E non sarà l'ultima.

In Fuga nelle tenebre il racconto viene svolto seguendo il pov del protagonista, e la scelta dell'autore permette al lettore di immedesimarsi nel personaggio: un uomo qualunque, senza nessuna caratteristica particolare, tranne una straordinaria predisposizione all'ossessione.

Robert è un uomo terrorizzato dall'idea di impazzire. E il suo è un pensiero fisso. Il timore di scivolare nella follia si spezzetta in una serie frammentata di ossessioni maniacali: l'idea di essere un assassino, quella che suo fratello voglia ucciderlo, quella che agenti oscuri lo stiano pedinando nel tentativo di rovinargli la vita e farlo rinchiudere...

Robert tenta, disperatamente, di razionalizzare le sue paure ma, pagina dopo pagina, ci rendiamo conto che si tratta di una battaglia persa in partenza. Ogni volta che il protagonista si rende conto dell'assurdità del suo delirio abbiamo netta la sensazione che abbia, invece, compiuto un ulteriore passo verso il delirio.

Come un uomo finito dentro le sabbie mobili che continua ad agitarsi e ha l'illusione di avanzare verso la terraferma ma, appunto, si tratta solo di un'illusione. E il finale è già scritto nel titolo.

Fuga nelle tenebre è un romanzo dotato di una straordinaria modernità, sia per i personaggi e le scene descritte che sono "solidi", vividi, che per la prosa (merito che va, ovviamente, al traduttore) liscia e lucida. 
Ma il punto di forza del romanzo è senza dubbio l'abilità dell'autore di tracciare la declinazione lenta e inesorabile della psicosi con una narrazione fluida, ritmata; un passo alla volta, frase dopo frase, azione dopo azione. 

Insomma, è sicuramente un romanzo da mettere in WL.

Trivia: Avete presente Eyes wide shut di Kubrik? Bene, il soggetto del film è tratto proprio da un romanzo dell'autore austriaco (Doppio sogno*).

*Prossimamente in tbr ;)


CITAZIONI.

Ma cos'è mai quella cosa che mi assale talvolta con una forza così tremenda? Del resto, chissà se la maggior parte degli uomini non è afflitta da simili fantasmi?

Uno di noi due doveva essere avvolto dalle tenebre. 

Improvvisamente sentì nascere in sé un'angoscia da mozzare il respiro, un'angoscia del tutto nuova, che pure era sempre la stessa. 

Commenti

Post popolari in questo blog

INTERVISTA A VITO DI DOMENICO. PRIMA PARTE. ALTRISOGNI E IL RUOLO DEL CURATORE DI ANTOLOGIA

Dopo aver partecipato alla realizzazione e al lancio di Altrisogni vol. 3, antologia digitale edita da dbooks.it (e che vedete nella colonnina a destra del blog), ho più volte pensato che sarebbe stato interessante fare quattro chiacchiere con Vito Di Domenico, che dell'antologia è il curatore, sui suoi molteplici ruoli inAltrisogni.

Poi le cose si sa come vanno, e le quattro chiacchiere si sono trasformate in un bel discorso sull'editoria, dalla nascita di un progetto tentacolare come Altrisogni, al ruolo di curatore di antologia a quello di editor, passando poi per lo stato della narrativa fantastica italiana per arrivare a ciò che può rendere uno scrittore wannabe uno scrittore senza aggettivi a fargli da coda. 
Mi è sembrato quindi necessario, considerate la densità delle risposte, suddividere l'intervista in due parti. Ché qui vi si vuole coinvolgere, non far fuggire. 
E, credetemi, di cose interessanti da leggere subito dopo il mio vano sproloquio, ce ne sono parecc…

PARANOIAE. Giulio Rincione (batawp) - Recensione

Disclaimer. Se siete tristi, desolati, tutto questo non fa per voi.

(non è da qui che...)Alan ha un mostro nella pancia. Una creatura abominevole che gli sta acquattata nello stomaco e si alimenta di lui, succhiandone la vita un po' alla volta.
Alan vive in un loop, nella routine dell'esistenza, aspetta Emily che prima o poi ritornerà, che forse non se n'è mai andata che forse è già andata via. (Da quando?)
Alan ha chiuso tutti fuori, dentro resta solo lui, lui col suo mostro, e il mangime che gli dà per farlo stare quieto non è più sufficiente. Il mostro ha fame. E vuole che Alan lo liberi. Fuori. Dentro.

MINE-HAHA - Frank Wedekind

In breve: frammenti di una vita confusa con il sogno

Titolo: Mine-Haha ovvero Dell'educazione fisica delle fanciulle Titolo or. Mine-Haha oder Uber di koerperliche Erziehung der junge Maedchen Autore: Frank Wedekind Traduttore: Vittoria Rovelli Ruberl Editore: Adelphi Edizione: 2005 (I ed. 1975) Tipo: romanzo Genere: formazione/fantastico pagine: 124 Prezzo: 8,00€ ISBN:9788845920400 ebook: no
voto: 
Sinossi. In un grande parco, disseminato di case basse coperte di rampicanti, centinaia di fanciulle vengono educate a sentire il proprio corpo, a farne uno strumento di assoluta, armoniosa eccellenza. Il mondo esterno non ha alcun contatto diretto con questo parco, ma lo finanzia, in attesa di accogliere le fanciulle che vi sono ospitate. Perché?
Misterioso e trasparente come il suo titolo – un nome indiano di ragazza, che significa «acqua ridente» –, Mine-Haha è il racconto più perfetto di Wedekind e insieme l’unica opera dove tutti i suoi fantasmi convulsi e invadenti sembrano essersi congiunti e…