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Controcorrente. Annamaria Fassio. LaRecensione

Ed è di nuovo lunedì.
Qualche giorno fa riflettevo sulla fatica di leggere per raccontare quello che si era letto. Che poi fatica non è il termine giusto. Direi, piuttosto, responsabilità. Perché so benissimo che i critici letterari non leggono come noi comuni mortali: loro usano l'occhio del professionista, noi il cuore dell'appassionato. E gli appassionati e innamorati sono ciechi per definizione (l'amore è cieco e quelle frasi fatte lì).
Perciò le recensioni dei blogger, per forza di cose (a meno che uno non lo faccia con aspirazioni professionali) sono dettate dal cuore, dall'onda emotiva... insomma, da tutto, fuorché dall'imparzialità.
Ma, per giungere al dunque, qual è lo scopo di questo pippone spiegazionale? 
Nessuno.
E via con la seconda Recensione post-nuziale come se nulla fosse accaduto!

Altro GialloMondadori, perché da quando ho avuto il piacere di conoscere Cristiana Astori ho scoperto che i GM non sono solo Christie e Doyle, ma anche valenti e volenterosi scrittori italiani e che l'estate è il periodo migliore per apprezzarne le qualità.


E che piacere è stato leggere questo GialloMondadori n.3087 e, così, scoprire la Fassio.
Controcorrente è un romanzo noir dalla trama complessa che intreccia le storie lontane di cacciatori d'orsi che si muovono nella foresta rossa di Chernobyl e quella di una ragazzina scomparsa nel nulla; i traffici di una coppia di mafiosi omosessuali e quella di una donna che uccide un uomo evirandolo. A cercare di capire cosa lega tra loro queste storie è il commissario Erica Franzoni.
Donna dal carattere impenetrabile, a tratti cinica, dura, testarda e scchietta, Erica Franzoni è un personaggio con il quale si fa subito amicizia. Così come si entra subito in empatia con le altre figure che si muovono sulla scena del romanzo. 
Della Fassio mi ha colpita molto lo stile così come la capacità di gestire così tanti personaggi senza perdere mai di vista la coerenza. E poiché le scene e i cambi d'ambientazione sono molteplici, questa sua abilità di gestione della tecnica narrativa è davvero ammirevole.
Nulla da eccepire per quanto riguarda la trama, che non presenta lacune (almeno io non le ho notate) e che fila via liscia come un grissino sul tonno. 
Ho apprezzato molto anche le modalità di sviluppo della trama, che non scade mai in facile buonismo ma presenta tutti i fatti in una luce cruda e crudele, come cruda e crudele è la realtà. E quindi anche le donne innamorate muoiono, e i buoni raramente vincono; la demenza senile può colpire anche il padre dell'agente migliore e le azioni di una madre possono avere effetti mortali sul figlio di un'altra. 
In un mondo in cui non c'è redenzione e il sangue versato da una figlia non paga il paradiso per la madre abbruttita dalla droga, il romanzo della Fassio è un concentrato letterario di realismo che si legge con passione e consapevolezza.
Se poi, come la sottoscritta, vi appassionano le storie di spionaggio e d'azione, questo libro vi piacerà ancora di più.

Qualche nota sull'autore:

Nata a Genova nel 1941, Annamaria Fassio svolge diversi lavori, tra cui quello di tecnica istologa presso l'Università. Nel 1999 vince il premio Tedeschi con il romanzo Tesi di Laurea (GialloMondadori n. 2654) dove presenta per la prima volta il suo personaggio di Erica Franzoni. Seguono altri romanzi sempre pubblicati nella collana Mondadori. Si è cimentata nella spy stories con il romanzo Santiago 544 (Segretissimo n. 1568).



Voto 5/5

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