11 marzo 2013

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Dracula. Bram Stoker. NonRecensione


Altro giro, altra corsa. Impegnata a risolvere l'enigma dello scrittore in crisi di volontà, LaRecensione della settimana è slittata vergognosamente a mercoledì. Considerando che, in base a quello che vedo dalle statistiche, il post più cliccato del blog è LaRecensione su TQR di Cristiana Astori, sorge in me il dubbio che potrei anche lasciar perdere la scrittura di questo post.
Ma visto che ho già cominciato...

Oggi vi voglio parlare di un classico dell'horror letterario, il capostipite delle seghe saghe contemporanee filmiche e libriche, e che se ne va a braccetto, se non erro, con altri capisaldi della letteratura di spavento di una certa età come Frankenstein, il Dottor Jekyll,, il Licantropo ecc... ecc...
Qui riuniti in una foto di gruppo...
Stiamo parlando di... Dracula, ovvero il Vampiro.

sorpresa! 

Sfortunato regalo fattomi per il compleanno da mio fratello (che non si avvide della mancanza delle pagine da 60 a 97, praticamente l'incontro di Jonathan Harker con Dracula e le sue tre mogli), questa edizione 2011 della Feltrinelli mi ha colpita.
Dopo la scheda bibliografica vi spiego anche perché.

Titolo: Dracula
Autore: Stoker, B.
Traduttore: Luigi Lunari
Editore: Feltrinelli
Edizione: 2011 (p.e.1897)
Genere: romanzo
pagine: 535 (comprese le Note al testo)
ISBN: 9788807822353

Quando si legge un romanzo tradotto -ormai ci sono arrivata anch'io- bisognerebbe sempre ricordarsi che non si sta leggendo la "versione ufficiale" della storia, ma la versione che di questa ne fa il traduttore.
Ecco, credo che questo discorso sia il punto da cui partire per scrivere una recensione onesta di questo romanzo.
Mi spiego meglio: avevo iniziato a leggere il romanzo con la certezza che l'avrei trovato noioso e dannatamente ottocentesco. Per questo ho iniziato la lettura relativamente tardi, mi sono presa del tempo. Poi, la costruzione di un mio personaggio (di cui vi parlerò quando il romanzo che ho in cantiere sarà completato) mi ha costretta alla lettura. Lettura che si è rivelata, contro ogni aspettativa, piacevole e coinvolgente, e mi ha permesso di chiudere il libro in una settimana.
A questo punto sorge il problema: a chi va il  merito della bella lettura?
Sicuramente una parte a Stoker, che impiegò sette anni per scrivere questo romanzo, che si documentò su miti e leggende balcaniche fino a costruire attorno a una figura storica una leggenda del cinema e della letteratura mondiali.
Ma siamo sicuri che sia solo merito di Stoker e della sua straordinaria opera di documentazione? 
No.
Suppongo che se leggessi Dracula nella versione originale non ne sarei così entusiasta come lo sono oggi, dunque ne consegue che buona parte del merito va attribuita a chi ha preso in lettura il romanzo e l'ha trasformato, da opera letteraria del secolo passato a opera letteraria contemporanea. Luigi Lunari ha svolto un'eccezionale opera di traduzione, ma anche di trasformazione, rendendo questo romanzo ancora godibile, nonostante la differenza abissale di tempo che separa i protagonisti della vicenda da noi.

Protagonisti che, al contrario di quanto fa presagire il titolo dell'opera e il "sentito dire" di chi del romanzo ha solo la consapevolezza che esiste, non annoverano tra di loro il Conte Dracula. Paradossalmente, Dracula fa solo rapide e fuggevoli apparizioni, parla poco, si muove poco sulla scena del romanzo che si svolge quasi sempre al chiuso. Anche la sua morte è diversa dalle morti vampiriche e cinematografiche cui siamo abituati.

Eppure Dracula, anche se quasi completamente assente dalla narrazione, se non per il riferimento a lui che ne fanno i protagonisti, è quell'ombra impalpabile come la nebbia che scruta gli uomini e cerca di impossessarsi delle loro vite, di colonizzare altri luoghi oltre alle terre circostanti il suo castello in rovina.

Devo anche dire che Van Helsing, figura che cinematograficamente m'è sempre stata sui coglioni, nel romanzo risulta a sorpresa perfino simpatico. 

Il romanzo non segue una vera e propria narrazione lineare e non ha un unico narratore, bensì viene costruita come l'insieme dei diari e lettere tenuti dai protagonisti principali (Johnatan Harker, Mina, Van Helsing, il dottor Seward e Lucy, la prima e unica vittima di Dracula). Si ottiene così un patchwork narrativo, dove spesso la stessa vicenda è ripresa e narrata più volte dai diversi punti di vista dei personaggi coinvolti. A mano a mano che la storia si avvia verso l'epilogo (l'inseguimento del Conta da parte del gruppo guidato da Van Helsing) la narrazione si fa più rapida, i passaggi descrittivi sono più concisi, il ritmo e la tensione salgono considerevolmente. 

Una delle figure chiave della storia narrata nel romanzo è Mina Harker che, al contrario della bionda e stucchevole Lucy, ha già i connotati di una donna moderna, sebbene con molti limiti legati al periodo in cui Stoker scrive il romanzo (e al fatto che l'autore fosse comunque un uomo).
Mina lavora come insegnante, è una donna curiosa e battagliera che riesce a tener testa perfino al "contagio" del Conte, sfruttandolo a suo vantaggio. Conosce almeno una lingua straniera e la scrittura stenografica, ha una buona memoria e solo grazie a lei e alla sua intraprendenza e al suo diario il gruppo di quattro uomini viene a scoprire le mosse del conte. 
A volte, probabilmente per rendere più credibile, alla società dell'epoca, il suo personaggio, anche il carattere di Mina si fa a tratti eccessivamente stucchevole, (con infiniti rimandi alla pietà divina...) ma si tratta solo di cadute temporanee, che durano lo spazio di poche battute.
Anche quando il gruppo dei quattro uomini stabilisce che Mina, che fino a quel momento è stata per loro una valida fonte d'aiuto, deve essere estromessa dalla caccia in quanto donna, lei, pur riflettendo sulla correttezza del loro ragionamento, non può fare a meno di considerare con sarcasmo la galanteria del quartetto (e a ragione, visto quello che le accadrà in seguito proprio per essere stata tenuta lontana dalle azioni dei quattro).

E per finire, alcune considerazioni sulla figura originale del vampiro, così come la delineò Stoker. Sulla base di quanto troviamo scritto nel romanzo il vampiro: ringiovanisce a mano a mano che si ciba di sangue umano e la cosa vale anche al contrario, invecchiando se non si nutre; non fa ombra; gli specchi non riflettono la sua immagine; è molto forte; può trasformarsi in lupo e pipistrello; può assumere la forma impalpabile della nebbia, del pulviscolo lunare; può entrare e uscire dagli ambienti anche se sigillati; vede al buio. Ma ha anche dei limiti: non può entrare in un luogo se non invitato, ma una volta che è stato invitato può entrare e uscire a suo piacimento; durante il giorno non può muoversi (ma non muore con la luce del sole) e se viene sorpreso all'alba lontano dal luogo a cui è legato (la tomba o luoghi sconsacrati) può tentare di raggiungerlo solo a mezzogiorno o al tramonto; può attraversare le acque solo con l'alta o la bassa marea. Viene indebolito dall'aglio e dagli oggetti sacri. Un ramo di rose selvatiche posto sulla bara gli impedisce di muoversi; una pallottola consacrata sparata attraverso la bara lo uccide; così come un paletto di legno piantato nel cuore.

Se proprio volete ammazzarlo...

About. Appassionata lettrice, nonchè abituale frequentatrice di mercatini, biblioteche e altri luoghi polverosi, vado a caccia di libri muffiti e storie dimenticate. Ho scritto per Kipple, LaPiccolaVolante, Hypnos, Altrisogni e DelosDigital. Mi occupo di narrativa (di genere e non) e delle stranezze del passato.
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