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GUIDA IRRESPONSABILE ALLE CITTÀ MALEDETTE. LA MEGALOPOLIMANZIA DI DE CASTRIES


Qualche tempo fa, anzi, meglio:
Circa un anno fa, assieme a Giuseppe Recchia autore di Maledetti dalle fiamme (Watson edizioni), avevamo progettato una serie di incontri sul tema delle città maledette; quei luoghi, cioè, che per un qualche motivo si trovano a essere teatro di fatti orrendi e misteriosi.

L'idea non era piovuta dal niente, visto che entrambi i nostri romanzi avevano come scenario proprio una città maledetta: la sua, Touronne, è un arroccamento che si erge su un agglomerato urbano ancora più antico e corrotto, custode di una Biblioteca i cui segreti sono ambiti da molti; la mia, Vemana, si origina dalle macerie della distrutta città di W., ed è un luogo insalubre, condizionato dalla presenza di creature notturne e voraci chiamate Ombre.


Degli incontri se ne fece uno soltanto, nell'ormai morto 17 novembre dello scorso anno. Poi, vuoi il tempo e l'inverno, vuoi la scarsa disponibilità di librerie a concederci uno spazio, il progetto subì la sorte della maggior parte delle città che avevamo preso in esame: morì e fu sepolto.

Nell'attesa che qualcuno lo resusciti, ho pensato di sfruttare il materiale raccolto per scrivere una serie di articoli sull'argomento. Una vera e propria Guida irresponsabile alle città maledette.  


Se, dunque, siete sufficientemente pazzi da voler affrontare questo viaggio, munitevi di torcia e seguitemi. Non ve ne pentirete (forse).



Il nostro viaggio parte da San Francisco, e la scelta non è casuale: qui infatti faremo tappa per appropriarci di un testo che, in qualità di esploratori urbani dell'ignoto, non possiamo trascurare.

Il testo in questione è:

MEGALOPOLIMANZIA: UNA NUOVA SCIENZA DELLE CITTÀ

grimorio scritto da Thibaut de Castries e pubblicato nel 1890 in pochi, rarissimi esemplari.

Il primo a parlarne è Fritz Leiber nel suo lungo “La cosa marrone chiaro” e, successivamente, nel romanzo Nostra signora delle tenebre.



Se Megalopolimanzia è un testo molto prezioso e ambito, de Castries (o il Pitagora Nero, come osavano chiamarlo pochi sentiti accoliti), era un uomo di visionaria intelligenza. Egli fu il primo che osò svelare le oscure, sordide radici delle metropoli.

Partendo dallo studio delle antiche mostruosità di pietra come Roma, Babilonia, Ninive ecc… de Castries nel suo trattato dimostra, con assoluta precisione, che le città non sono semplici agglomerati di case ma vere e proprie creature, dotate di una mente composita, animate dallo spirito di conquista nonché emanatrici di entità cupe e perverse, forma materiale dell'energia immateriale che consumano e alimentano, in un circuito potenzialmente infinito. 

Originatisi da un nucleo ristretto, questi esseri affamati di spazio si espandono, un pezzo di muro dopo l'altro, una costruzione via l'altra.

E poiché l'espansione non può avvenire senza l'aiuto esterno, ecco che gli uomini si ritrovano condizionati a questa crescita abnorme, spinti dalle stesse città a ingrandirle; vi si riversano in massa, come falene attratte da una lanterna. 

Si crea, de Castries lo sapeva, un rapporto di simbiosi tra uomo e città; un legame indissolubile e rovinoso. Perché se le città accumulano e immagazzinano notevoli quantità di energia, ne producono a loro volta sotto forma caos e disordine: promiscuità a crimine, inquinamento e malattie, impoverimento delle risorse e devastazione.

“In tutte le epoche della storia sono esistite città dal carattere mostruoso […], ma noi viviamo nell'era Megalopolitana (o Necropolitana), in cui tali flagelli esistono in gran numero, e minacciano di congiungersi e avviluppare il mondo intero nei loro funerei e multipotenti umori cittadini [da La cosa marrone chiaro in La cosa marrone chiaro e altri racconti dell'orrore, Fritz Leiber, trad. di Federico Cenci, Cliquot, 2015, p. 57]

Nel suo Megalopolimanzia de Castries si occupa dettagliatamente anche delle emanazioni delle città, i cosidetti paramentali, creature orrende e parimenti mostruose, che sbirciano in superficie

“umori elettro-mefitici della città [che] possono potenzialmente ottenere effetti di vastissimo impatto anche a grandi distanze spaziali e temporali [Ibidem p. 58]

Naturalmente, de Castries non si limita a descrivere ciò che le città sono, ma anche come poter operare un condizionamento inverso. È possibile, rivela ai propri adepti, manipolare le città attraverso quelli che definisce atti di megalopolimanzia: per far questo, dice ancora de Castries, è necessario conoscere il tempo e il luogo più ricettivo, e usare la mente giusta, il giusto oggetto in grado di operare un legame, effettuare la connessione per avere in pugno la magia di un'intera metropoli.

Purtroppo, stando anche al buon H.P., della Megalopolimanzia ne rimangono solo due copie, le restanti bruciate e distrutte dall'autore.
Una volta giunti a San Francisco il vostro compito sarà di riuscire a mettere le mani almeno su una delle due copie superstiti...

Postilla.
Essendoci, Giuseppe e io, suddivisi le città per genere (a me l'horror e il weird, a lui il fantasy propriamente detto), anche per quanto riguarda questi articoli ho scelto di trattare solo le città di mia competenza. Vale a dire quei luoghi i quali anche il più fiducioso automobilista dovrebbe avere l'accortezza di superare senza fermarsi neppure per chiedere un'informazione.
E siete stati avvisati.

In questo post ho parlato di.
Maledetti dalle Fiamme, Giuseppe Recchia, Watson edizioni, 2017
I Figli delle Ombre, Federica Leonardi, LaPiccolaVolante, 2017
La cosa marrone chiaro e altri racconti, Fritz Leiber, trad. F. Cenci, Cliquot, 2015

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