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NEL DOLORE - ALESSANDRO ZANNONI

Chissà se la tua rabbia rimarrà ancorata a questo luogo infame, acida e pesante come vomito, o se ti seguirà sotto 'sta terra rossa e polverosa. Sono nato su una salita che non porta a nessuna discesa, dicevi sempre, e ogni occasione era buona per ricordarlo. [Nel dolore, Alessandro Zannoni, A&B Editrice, 2017, p. 17]
Zannoni Nel dolore romanzo

Nick Corey è un bastardo. E non il tipo di bastardo simpatico, quello che, tutto sommato, è divertente avere per amico o per amante.
Nick Corey non è simpatico. E non è divertente. 

Avaro di affetti e simpatie, Nick ama in maniera selettiva e diffidente. È sempre all'erta, come uno dei coyote dai fianchi smagriti che girano per il deserto, pronti a cogliere il minimo fremito di un animale di passaggio. E a saltargli alla gola.

Ambientato nell'America di frontiera, quel Texas arido e dai deserti attraversati a filo da strade dove per miglia non incroci che cactus, Nel dolore è un tassello in più nella storia di Nick Corey, sceriffo della striminzita Bakereedge Pass; storia cominciata nel 2011 con Le cose di cui sono capace (Perdisa Pop).

Mentre cerca di far funzionare il rapporto con Stella e di imitare i ritmi e le illusioni di una tranquilla vita domestica, Corey indaga “a modo suo” sull'omicidio del suo amico d'infanzia. Un fratello di sangue, Rudy Loddenbroke, ucciso da qualcuno che Nick è bene intenzionato a non lasciare in vita ancora a lungo.


Nel dolore è un romanzo di violenza e rabbia, una storia nella quale non viene concessa al lettore né grazia né respiro. Dove pietà è una parola lasciata a seccare ai margini del deserto, abbandonata a sciacalli e avvoltoi.


Non ha pietà, Nick. Non per chi è colpevole, non per chi ferisce. 
Non per se stesso, che pure aveva creduto che, per un attimo, aveva sperato che le cose potessero andare bene, e la vita sarebbe stata più semplice, e tutto il dolore e la rabbia sarebbero scomparse tra le braccia di Stella. Di quella donna tanto amata. E desiderata. 
Ed è proprio per aver sperato, per aver creduto, ancora una volta, nell'illusione, che Nick sceglie la via peggiore, senza compromessi, punendosi atrocemente, tagliando via come un chirurgo di frontiera l'ultimo arto che lo rendeva ancora capace di amare. Perché l'amore, scoprirà Nick, è il più stronzo dei criminali. L'amore è "un cane venuto dall'inferno", come recita uno dei capitoli del romanzo.

Ambientato in America per nessun altro motivo che la libertà narrativa, il poter scrivere di un personaggio e una storia che non avrebbe avuto ragione di esistere se non lì, in un remoto villaggio fatto di birre e deserto, Nel dolore di Alessandro Zannoni è un pulp genuino, sporco e cattivo.
Un racconto crudele ma di una crudeltà non fine a se stessa, non c'è una scena fuori posto, un omicidio che sia superfluo, un'azione inutile; scritto con uno stile asciutto, fatto di frasi brevi e centrate come colpi sulla sagoma di un poligono da tiro, e di personaggi vivi, con i quali ormai l'autore mostra di avere instaurato un rapporto solido e privo di compromessi.

Soprattutto, è un romanzo sincero. Quella di Zannoni, (è la prima cosa che si percepisce in lettura), è la scrittura di chi ha soltanto voglia di raccontare una storia. E sa farlo molto, molto bene.

[Nel dolore, Alessandro Zannoni, A&B editrice, 2017]
 

Commenti

  1. Ecco che la curiosità cresce!
    Sono molto affascinata da questa storia!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. è una storia molto intensa e cruda. Certo, Nick è uno dei personaggi più difficili del secolo, un antieroe puro e sincero che procede dritto per la sua strada come un panzer. Ma è un esempio di come la narrativa italiana sia ricca, nel sottobosco degli editori indipendenti, di autori di razza. :)

      Elimina

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