Passa ai contenuti principali

Guida irresponsabile alle città maledette. CARCOSA

Venire è facile e richiede qualche ora; andarsene è difficile... e si possono impiegare secoli. ["La demoiselle d'Ys" in Il Re in giallo, Robert W. Chambers, trad. di C. Gavioli, Hypnos edizioni, 2014]

Eccoci per il primo vero appuntamento con la Guida irresponsabile alle città maledette [persi qualcosa? leggete QUI]. 
State programmando le vacanze (ma pure una gita fuori porta, magari per Pasquetta) e non avete le idee chiare su dove andare? Il solito picnic sotto l'acquazzone non vi alletta e, soprattutto, l'idea di condividere l'aria con torme di vacanzieri bercianti vi provoca eritemi nervosi?
Nessuna paura: ho qui pronta la soluzione che fa per voi. 

Silenzio, tranquillità e ampi spazi aperti vi attendono a Carcosa: la città dove arriva solo chi si perde. Per trovarla, non dovrete fare altro che seguire il segno giallo.



Carcosa, luogo magico. Carcosa, città di rovine che sembra essere nata già distrutta. 

Carcosa sorge sulle sponde nebbiose del lago Hali, non molto distante dal castello d'Ys. O da quel che ne rimane.

Arrivare a Carcosa non è affatto difficile. 
In effetti, basta non sapere dove si sta andando. Se camminate abbastanza a lungo da dimenticare chi siete, ecco che vi troverete avvolti dalla nebbia fitta e inesorabile che circonda la città in rovina, con le sue pietre tombali che puntellano una bassa collina come denti cariati, e sulla quale spicca un albero gigantesco e mostruoso, dalla cui cima, posto siate in grado di scalarlo, si ha una visione completa della città.

Da vedere, in realtà, non c'è molto. Ma non è quello che stavate cercando? Il silenzio, la quiete?
Carcosa è distrutta e, come tutte le creature di questo mondo e di questo universo, sembra nata già con i germi della distruzione bene impressi nelle sue mura. 

La nebbia, che si leva dalle putride acque del lago, è fonte certa di reumatismi e raffreddori per cui il consiglio migliore che mi sento di darvi è di portare con voi un buon impermeabile e una scorta decente di fazzoletti di carta, oltre al necessario kit di compresse per il mal di gola e l'influenza.
 
Carcosa è anche il luogo ideale per appassionati di astronomia bizzarra poiché, unica tra le città terrestri, vanta nei suoi cieli pallidi la presenza di ben due soli
Tuttavia alcuni considerano la duplicità solare una mera illusione ottica; il frutto di una particolare composizione dell'aria, che fungerebbe da specchio celeste. Sarebbe così spiegato il perché, nonostante i soli gemelli, la città sia sempre leggermente umidiccia come un malato di tisi, e i venti che di rado la trapassano s'insinuano come lingue di rettile dentro i colletti e sotto le giacche.

La notte conviene stare al riparo, lontano dal cimitero e dall'albero millenario, perché le lune e le stelle nere che ne anneriscono il cielo rendono ancora più spettrali i già spettrali lupi che si danno raduno nei pressi della collina, come se la misteriosa forza del ricordo li conducesse lì ogni sera. Sono lupi affamati di una fame senza fine. E non disdegnano carne fresca (e, soprattutto, viva), quando viene loro data l'occasione di cibarsi.

Per la notte potreste chiedere ospitalità nel già citato Castello d'Ys, sebbene il cibo offerto lasci i commensali con una certa sensazione di vuoto. Il consiglio è quello di partire con razioni a sufficienza nello zaino, una buona tenda e torce a volontà. Ricordate, prima di mettervi in viaggio, che non sapete quanti giorni o settimane o mesi vi impiegherà la visita. Perciò, partite preparati.


Luogo disabitato e sfitto, non troverete abitanti, a Carcosa. 
Ma è certo che, se siete arrivati fin qui, non potete non aver sentito parlare del visionario Hali e del Re in Giallo. Di entrambi sono disponibili, nelle rovine della vecchia biblioteca, copie dei loro manoscritti. Non farete difficoltà a trovare l'edificio sul quale spicca il ben noto segno giallo, unica cosa che sembra scampare alla rovina e alla corruzione generale.
I testi sono accessibili a tutti, ben esposti sul bancone di marmo a forma d'ara che si trova al centro della vecchia costruzione, appena varcato l'architrave sormontato dal simbolo, sulla sinistra.  
Sono i vostri souvenir: prendeteli e portateli con voi, nel vostro viaggio di ritorno.
E non temete, così facendo, di fare torto a qualcuno: di notte, col vento che spira dal lago, nel silenzioso bisbigliare delle stelle cieche, qualcuno varcherà lo stesso portale per rimpiazzare le copie sottratte. In attesa dei prossimi visitatori.



Nel post ho parlato di.
Il re in giallo, Robert W. Chambers, Hypnos edizioni, 2014
Tutti i racconti, Ambrose Bierce, Fanucci editore, 2005


Commenti

Post popolari in questo blog

BIBLIOFETICCI. Casa di Foglie - Mark Z. Danielewski

Oggi, anno del signore 2017, inauguriamo Bibliofeticci, rubrica a cadenza boh che si occuperà di quei testi che, per svariate ragioni, sono finiti nel buco nero dei fuori catalogo. E hanno, quasi nello stesso momento, scatenato le brame dei collezionisti.
A inaugurare la rubrica non poteva che essere Casa di foglie [tit. or. House of Leaves] di Mark Z. Danielewski autore che, se qui è praticamente sconosciuto, in America gode di un nutrito – e meritato - seguito di fan.

Danielewski impiega circa dieci anni per scrivere, anzi assemblare Casa di foglie, e nel farlo lascia che alcune parti vengano diffuse via web, suscitando fin da subito l'interesse del pubblico. Tredici anni è invece il tempo che impiega per mettere a punto il suo secondo lavoro, un'epopea familiare che è nota come la saga di The familiar.

Pubblicato in patria nel 2000, ristampato da allora più volte e considerato, a oggi, l'opera principale di MZD, Casa di foglie viene portato in Italia da Mondadori che, nell…

MINE-HAHA - Frank Wedekind

In breve: frammenti di una vita confusa con il sogno

Titolo: Mine-Haha ovvero Dell'educazione fisica delle fanciulle Titolo or. Mine-Haha oder Uber di koerperliche Erziehung der junge Maedchen Autore: Frank Wedekind Traduttore: Vittoria Rovelli Ruberl Editore: Adelphi Edizione: 2005 (I ed. 1975) Tipo: romanzo Genere: formazione/fantastico pagine: 124 Prezzo: 8,00€ ISBN:9788845920400 ebook: no
voto: 
Sinossi. In un grande parco, disseminato di case basse coperte di rampicanti, centinaia di fanciulle vengono educate a sentire il proprio corpo, a farne uno strumento di assoluta, armoniosa eccellenza. Il mondo esterno non ha alcun contatto diretto con questo parco, ma lo finanzia, in attesa di accogliere le fanciulle che vi sono ospitate. Perché?
Misterioso e trasparente come il suo titolo – un nome indiano di ragazza, che significa «acqua ridente» –, Mine-Haha è il racconto più perfetto di Wedekind e insieme l’unica opera dove tutti i suoi fantasmi convulsi e invadenti sembrano essersi congiunti e…

*Chi l'ha letto?* n°2 - Anais Nin e Il delta di Venere

Buongiorno lettori alle prese con il cappuccino e le sveglie e le camicie che è una tortura indossarle con questo tempo. Spazio rubrica mensile che ho un po' modificato, nel corso del mese. Se prima Chi l'ha letto? si occupava di scrittori dimenticati, da questo momento parleremo di quelle opere che non tutti conosco e che, per un motivo o un altro, meriterebbero una lettura. Penso che, in questo modo, la rubrica possa risultare più interessante e meno "agiografica". In fondo, a noi lettori, frega meno dello scrittore e più delle cose che ha scritto... non vi pare?

L'opera di questo mese è l'antologia erotica Il delta di Venere, scritta negli anni quaranta da Anais Nin, amica di Henry Miller e figura particolare della letteratura americana degli anni sessanta. Il delta di Venere è una raccolta di racconti che vide la luce parecchi anni dopo la loro stesura, quando già la Nin aveva ottenuto un suo riconoscimento letterario con la pubblicazione dei Diari. Si tr…