8 marzo 2017

INTERVISTA A VITO DI DOMENICO. PRIMA PARTE. ALTRISOGNI E IL RUOLO DEL CURATORE DI ANTOLOGIA

Dopo aver partecipato alla realizzazione e al lancio di Altrisogni vol. 3, antologia digitale edita da dbooks.it (e che vedete nella colonnina a destra del blog), ho più volte pensato che sarebbe stato interessante fare quattro chiacchiere con Vito Di Domenico, che dell'antologia è il curatore, sui suoi molteplici ruoli in Altrisogni.


Poi le cose si sa come vanno, e le quattro chiacchiere si sono trasformate in un bel discorso sull'editoria, dalla nascita di un progetto tentacolare come Altrisogni, al ruolo di curatore di antologia a quello di editor, passando poi per lo stato della narrativa fantastica italiana per arrivare a ciò che può rendere uno scrittore wannabe uno scrittore senza aggettivi a fargli da coda. 

Mi è sembrato quindi necessario, considerate la densità delle risposte, suddividere l'intervista in due parti. Ché qui vi si vuole coinvolgere, non far fuggire. 

E, credetemi, di cose interessanti da leggere subito dopo il mio vano sproloquio, ce ne sono parecchie. 

Vi lascio all'intervista. Buona lettura!





D. Ciao Vito e benvenuto. Per prima cosa direi di parlare subito di Altrisogni, com'è nata l'idea della rivista, le sue evoluzioni e il riscontro avuto sin qui.
Ciao Federica, è un piacere essere sul tuo blog. E grazie per questa domanda, perché mi dai occasione di parlare delle origini del progetto Altrisogni.

Altrisogni nasce innanzitutto da un’amicizia di lunga data tra me e Christian Antonini. Quando nel 2010 ci è venuto in mente di fondare una rivista di narrativa fantastica in formato ebook eravamo amici già da quasi 20 anni e colleghi da 15, e ne avevamo passate insieme di cotte e di crude in ambito lavorativo. Non esagero quando dico che questo rapporto di amicizia è stato davvero alla base di Altrisogni: insieme abbiamo sentito la necessità di “fare qualcosa” per il gli scrittori in cerca di uno sbocco di visibilità, e se non fossimo stati “in simbiosi” per valori e per intenti non saremmo riusciti a reggere la quantità di lavoro che la creazione e la conduzione di Altrisogni hanno richiesto.
Entrambi avevamo già nel 2010 una lunga esperienza di scrittura e lavoro redazionale in vari contesti: lavoravamo da anni per riviste mensili a distribuzione nazionale e società di localizzazione di videogame e avevamo avuto importanti esperienze per editori di giochi di ruolo e da tavolo. Inoltre, entrambi avevamo da sempre il pallino della scrittura creativa: io principalmente come sceneggiatore di fumetti, video e poi racconti, Christian principalmente come autore di racconti e romanzi. Tutto questo ci ha permesso di dare ad Altrisogni, sin da subito, un’impostazione piuttosto professionale per quanto riguarda stile e contenuti.
Quando abbiamo avuto l’idea di questa rivista digitale un po’ in stile Weird Tales, che voleva rivolgersi tanto ai lettori (proponendo buoni racconti horror, scifi e weird) quanto agli scrittori (offrendo loro una “palestra letteraria” e una finestra di visibilità, all’interno di un panorama italiano che dava ancora poco spazio al fantastico) ne abbiamo subito parlato con l’editore dbooks.it, che ai tempi era appena nato ma dietro cui c’erano – anche in questo caso – nostre vecchie conoscenze professionali.
Dbooks.it si è subito dimostrato molto disponibile, e così io e Christian abbiamo cominciato a progettare nei dettagli la pubblicazione, che per l’Italia era piuttosto innovativa: una rivista in formato ebook, composta da racconti e articoli sulla narrativa fantastica, offerta a un prezzo davvero basso e che pagava le royalties agli autori pubblicati. Una miscela decisamente insolita, specie a quei tempi. Pensa solo che nel 2010 gli ebook erano appena agli albori qui da noi: il Kindle non era commercializzato né esisteva il Kindle Store.
Altrisogni ha ricevuto subito un’ottima accoglienza, sia dai lettori sia da operatori del settore quali scrittori affermati, editori, blogger e stampa in generale… Siamo stati citati anche in un articolo del Corriere della Sera e intervistati su RaiTre, per darti un’idea. Perché il progetto era a tutti gli effetti una novità, che puntava a offrire una chance agli scrittori italiani di fantastico, ma anche a coprire una nicchia di mercato scoperta – quella della narrativa breve – grazie alla flessibilità produttiva permessa dal formato ebook. Di Altrisogni – Rivista digitale di horror, fantascienza e weird abbiamo pubblicato sei numeri, dal 2010 al 2013.
Nel 2015 abbiamo deciso di rinnovare la formula editoriale, trasformando Altrisogni da rivista ad antologia di racconti (sempre in ebook) e ripartendo con la numerazione delle uscite.
Una scelta dettata da diversi motivi: il mercato degli ebook e del fantastico era cambiato molto dal 2010, e allo stesso tempo la quantità di lavoro richiesta da Altrisogni era cresciuta sempre più. Serviva un prodotto che fosse ancora più agile da realizzare e che si focalizzasse pienamente sul nostro obiettivo principale: proporre racconti fantastici di buona qualità, curati nei dettagli e che rispettassero l’intelligenza del lettore. Quindi, abbiamo scorporato dalla rivista gli articoli di informazione e approfondimento e li abbiamo dirottati sul sito web Altrisogni.it, decisamente più adatto a offrire contenuti del genere. In tal modo, Altrisogni nella sua nuova veste di antologia è diventata anche facile da stampare in formato cartaceo: proprio per festeggiare questo nuovo formato l’editore dbooks.it ha voluto realizzare – per la prima volta – un’edizione a stampa di Altrisogni – Antologia di narrativa fantastica, Vol.1, che ha ottenuto un buon riscontro di vendite.
Anche perché vi erano lettori affezionati al cartaceo che attendevano da anni di poter sfogliare fisicamente un numero di Altrisogni! Pensa che, nei primi anni, diverse persone avevano l’abitudine di acquistare gli ebook della rivista e stamparli a casa su carta
Tra il 2013 e il 2014 abbiamo inoltre sentito la necessità di affiancare alla rivista una vera e propria collana libraria, Altrisogni Presenta, in cui pubblicare tutte quelle opere che per questioni di formato non potevamo ospitare sulla collana principale: antologie monoautore o tematiche e ovviamente romanzi. Abbiamo aperto Altrisogni Presenta con il volume Orenere – Otto racconti del terrore, pubblicato in ebook e cartaceo. Un libro che è andato bene, grazie alla selezione di racconti horror provenienti dal Premio “F.M. Crawford” 2013. Otto validissimi autori – Yuri Abietti, Valeria Barbera, Sandy Ecker, Daniele A. Galliano, Mattero Pisaneschi, Filippo Santaniello, Davide Schito e Lia Tomasich – ognuno con una visione dell’horror differente e ben precisa.
La collana Altrisogni Presenta tornerà sul mercato nei prossimi mesi, con un paio di antologie monoautore nelle quali crediamo molto. Scrittori molto in gamba, emozionanti, coinvolgenti. Storie di fantascienza non banali, ben pensate, ben scritte. Sono certo che verranno apprezzate anche dai lettori.
Di recente, nel 2016, Christian Antonini ha dovuto abbandonare la cura del progetto Altrisogni, visto che la sua carriera di scrittore si sta sviluppando in maniera molto positiva e richiede sempre più attenzione. Da un anno a questa parte sono quindi curatore unico della linea editoriale e del sito web di Altrisogni, nonché l’unico editor a lavorare sulle opere che pubblichiamo. È davvero impegnativo, ma cerco di fare del mio meglio. Per fortuna ci sono validissimi collaboratori che scrivono contenuti per il sito e, da sempre, un ottimo team che legge tutti i racconti che riceviamo e che mi aiuta a scremarli prima della valutazione finale.



 D. E su Altrisogni Vol. 3 cosa puoi dirci?
È la nostra uscita più recente, un volume di cui sono pienamente soddisfatto. Continua a ricevere recensioni positive da blogger e lettori, e la cosa non può che farmi piacere. Il merito è degli scrittori, che hanno voluto inviarci opere di alto livello: ci sei tu stessa, poi Davide Camparsi, Matteo Pisaneschi, Davide Schito, Fernanda Romani, l’esordiente assoluto Claudio Magliulo e infine il veterano Alessandro Girola, ospite d’onore di questa antologia. Ognuno ha offerto un tassello importante per comporre l’amalgama di suggestioni, idee, atmosfere e generi che danno vita ad AltrisogniVol.3. Ha detto qualcuno in una recensione (era Caterina Bovoli, se non ricordo male), che questo libro è “pieno di suggestioni diverse che si fondono tra passato e presente creando una tavolozza di colori e un’immagine frammentata ma non disomogenea. […] Colori diversi ma che, insieme, stanno bene e creano armonia”.

Questa frase sintetizza esattamente ciò che abbiamo sempre voluto che Altrisogni fosse.
La cosa importante, in una collana come la nostra, è assicurare sempre una buona qualità media degli “ingredienti”, assemblarli bene e, in più, cercare di migliorare un pizzico ogni volta. Credo di poter dire che siamo sempre andati in crescendo, ma anche che siamo stati spesso molto fortunati nel riuscire a mettere insieme squadre di ottimi autori. Come è accaduto anche in questo Altrisogni Vol.3.


D. Curare un'antologia non deve essere facile, soprattutto quando si tratta di dar vita a un prodotto che, pur mescolando autori diversi per genere e stile, dia al lettore l'impressione di leggere un insieme omogeneo di storie. Puoi parlarci del lavoro che c'è dietro la realizzazione di un'antologia come Altrisogni?

Non so come sia per gli altri curatori di antologie, ma io lo reputo effettivamente un lavoro non facile. A partire dalla selezione dei racconti. Per quanto mi riguarda non si tratta solo di ricercare la qualità di scrittura, ma di comporre un bouquet di opere non troppo simili tra loro per idee, temi e stili e che abbiano un certo flavour piuttosto che un altro. Mi rendo conto che è vaga come definizione, ma, al di là di alcune caratteristiche tecnico/qualitative da cui non si può prescindere, alla fine mi regolo molto “a istinto”. 
Quando leggo i racconti già scremati dal nostro team di lettura ci sono opere che mi piacciono subito così come sono, altre in cui intravedo alcuni elementi forti che potrebbero venir fuori con l’editing, altre ancora in cui riconosco talmente tanto “cuore” che decido di selezionarle nonostante necessitino di un corposo lavoro di ripulitura insieme all’autore.
Credo che in fase di selezione sia davvero fondamentale la capacità di “vedere oltre” il testo che hai davanti, di immaginare cosa può diventare. Ogni racconto selezionato costituisce sempre una scommessa, però: sai con cosa parti e hai un’idea di cosa vorresti ottenere, ma solo alla fine scopri se ci sei riuscito davvero.
Lo stesso vale per la composizione del bouquet di opere.
Curiosamente, in alcuni numeri di Altrisogni ci siamo resi conto a posteriori che le storie pubblicate seguivano un tema portante “naturale”, senza che la cosa fosse stata ricercata in fase di selezione. Così Altrisogni n.6, del maggio 2013, è risultato un numero dedicato a poderose, emozionanti e originali storie “d’amore fantastico”. Capita anche questo, ed è una bella cosa quando accade grazie ad autori quali Alexia Bianchini, Lorenzo Crescentini, Simone Lega, Daniele Picciuti, l’allora esordiente Sara Simoni, Lia Tomasich e il duo ospite d’onore composto da Dario Tonani & Claudia Graziani.
L’importante per noi, però, resta sempre curare il prodotto nei dettagli, risolvere le piccole incongruenze di trama nei racconti, rendere i dialoghi efficaci e scorrevoli: a mio parere è il modo migliore per offrire una qualità omogenea al lettore. Poi, per carità, la perfezione non esiste, e noi ne siamo sicuramente lontani. Cerchiamo di fare solo buona e godibile narrativa d’intrattenimento, non certo Letteratura.


[Domani non perdete la seconda parte dell'intervista!]

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