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è tempo di restare

Il presente post non contiene olio di palma ma potrebbe causare un po' di orchite. Leggere con cautela.

Puntuale come la peste, ciclico come la sindrome premestruale, arriva il momento del post lagnetta, quello in cui uno fa il bilancio del proprio anno da blogger e si domanda se ne valga ancora la pena. Ma, soprattutto, se stia facendo quello che davvero voleva fare.


Arriva il momento in cui il blog che gestisci comincia a starti stretto, e magari pensi che un cambio di grafica aiuterebbe a trasformarlo in quello che desideri quando a cambiare dovrebbe essere soltanto il tuo modo di approcciarti a lui. Una maniera più personale di quella che finora hai seguito.
Nei mesi passati mi sono detta (e ho scritto) che il blog stava rubando tempo alle cose davvero importanti. E, ammetto, ho vegetato attorno all'idea di chiuderlo. Che senso aveva tenere ancora in piedi la baracca? A chi interessava? Per un certo periodo mi sono allontanata da qualsiasi forma editoriale. Semplicemente, non riuscivo a farmi piacere nulla di quello che leggevo. 
È stato un periodo cupo, deludente e pieno di domande.


Ora, dopo tutte queste settimane di assenza, ho capito cos'era che non andava e posso ragionevolmente dire che mi sbagliavo. Scrivere qui sopra non è un intralcio (lo è quando il computer non collabora o la linea fa rimpiangere i vecchi 56k) ma, al contrario, un modo per costringermi a sperimentare forme nuove di comunicazione e di scrittura. Il blog è quel luogo che dà un senso a ciò che scrivo, lo finalizza, perché so che sempre, nel bene o nel male, ci sarà un pubblico a leggere i miei articoletti. 

Insomma ho capito che chiudere questo canale avrebbe significato per la me che scrive la morte cerebrale. Perché se c'è una cosa che ho imparato nel tempo è che, se non ho un obiettivo, non amo ciò che scrivo. Vengono fuori racconti rachitici, sterili e moribondi. Al contrario, se so che qualcuno vorrà leggere la mia storia, ci riverserò dentro ogni goccia del mio sangue mentale finché non la terminerò e allora sarò esausta, svuotata, ma anche incredibilmente felice.

E così, vale la pena riprovarci.
Con la vecchia grafica (almeno per il momento) ma uno spirito nuovo.
Bentornati.
il mio spirito nuovo




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Commenti

  1. Si è sentita la tua mancanza, che attribuivo a impegni "random" di vita! Mi dispiace per il periodo trascorso, ma se sei qui per restare significa che hai trovato motivazioni e determinazione.
    E mi è piaciuta moltissimo la tua riflessione a proposito dello scrivere sul blog!
    Ciao e a presto!!! ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Glò. In parte sono stata occupata, è vero, ma la colpa maggiore del silenzio di questi mesi è stato il domandarsi se fossi ancora interessata a gestire un blog. E il problema era legato al modo in cui continuavo a vedere il fare blog, che ricalcava modelli che alla fin fine non mi appartengono. Quindi sono di nuovo qui, ma con uno spirito diverso :)
      Grazie <3

      Elimina
  2. Ciao fede approdo in questo post soltanto adesso e ci tenevo a mostrarti la mia più totale comprensione verso questo tuo momento perchè ha inizio 2017 mi è successa la stessa cosa e alla fine ho fatto entrambe le cose: cambiare grafica stile, cambiare modo di gestirlo adesso non vado più in ansia perchè non ho 3 post alla settimana ma scrivo post soltanto con quello di cui mi va di parlare e senza avere una programmazione in questo modo ho sentito tornare la voglia di comunicare e parlare di libri :)).
    In bocca al lupo per i tuoi progetti !!

    RispondiElimina

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