8 luglio 2016

2

What's up - Letture di giugno e altro

Buongiorno!

Ci siamo un po' persi di vista in quest'ultimo periodo, colpa principalmente del caldo (è sempre colpa di qualcuno ndr), che sbiella computer, linea e cervello. Aggiungeteci una micro-vacanza lampo con marito e figliolo nella Tuscia, a visitare Viterbo (bella bella, se potete fateci un salto), Bomarzo (obbligatorio esplorare il parco <3) e Villa Lante. Un bel tour della giusta durata che è servito come stacco da ogni cosa. 

Fortuna che esiste il mare

Però il caldo rimane. Così, nonostante abbia davvero tanti bei libri di cui parlarvi, le idee per le recensioni si sciolgono, come un gelato lasciato sul cruscotto, ogni volta che tento di metterci mano.

Così, mentre aspettiamo che l'impianto di condizionamento cerebrale si attivi (c'è un nugolo di omini-mielina al lavoro per questo), per oggi accontentatevi di questa rapida carrellata e mini commento su quelle che sono state le mie letture di giugno.


Si è trattato principalmente di romanzi di fantascienza e weird (o a-sort-of). E, tra questi, due recuperi fortunati al banchetto dei libri usati, la ristampa di un romanzo di Ira Levin, letture prese in prestito dalla biblioteca... Insomma: tanta roba. E visto che non ricordo l'ordine di lettura, cominciamo A caso con Tommaso Landolfi

"L'uomo è una granseola, divisa in due e sempre orrendamente, stupidamente patente sul tavolo anatomico della trattoria; sempre bianca e senza speranza di sangue" [Tommaso Landolfi, A caso, Rizzoli, 1975, p.9]

Così come in Il mar delle blatte, anche A caso  è una raccolta di racconti, con una particolarità: si tratta della raccolta che fece vincere a Landolfi lo Strega (nel 1975). Le storie contenute nel volumetto sono tutte pervase dallo spirito onirico/ironico/surreale di Landolfi. Racconti visionari, unici, grotteschi e con quell'uso della lingua tanto particolare e tanto landolfiano che mi hanno confermato (caso mai ce ne fosse stato bisogno), del valore di questo autore ingiustamente ignorato.

"Lei sapeva, pensò Mark. Esser sempre un'unica persona, nei campi, sulla soglia di una stanza affollata, sulla riva di un fiume o sull'oceano. Essere soli, sempre. Lei sapeva ciò che significava." [Gli eredi della Terra, Kate Wilhelm, Editrice nord, trad. G.P. Sandri, 1974, p. 166]

Dalla bancarella dell'usato ho portato a casa, inconsapevolmente o quasi, un romanzo vincitore dell'Hugo nel 1977. Gli eredi della Terra (tit. or. Where late the sweet birds sang) di Kate Wilhelm. Il romanzo della Wilhelm è un post-apocalittico che sfrutta la clonazione animale e umana come meccanismo di difesa da una fine considerata inevitabile. Ultimo scampolo dell'umanità è, infatti, una fattoria in cui pochi sopravvissuti, divenuti sterili, cercano di resistere alla scomparsa delle specie e della propria specie facendo ricorso alla clonazione. Clonazione che, se dapprincipio porta alla costituzione di una società quasi perfetta, dove ogni gruppo di sei cloni è specializzato in un unico genere di compito, a lungo andare provoca il deterioramento delle facoltà di astrazione e immaginazione, rendendo i cloni nulla più che dei robot di carne. Ma nella società degli unici indifferenti, alcune personalità cominciano ad emergere e, seppure emarginate, riusciranno a non far estinguere del tutto la fantasia dal mondo. 
Il romanzo della Wilhelm è, oltre a un bel romanzo di fantascienza, una lunga storia d'amore con pesanti riflessioni sull'individualità e la società contemporanea che val la pena di recuperare. 

"Voi siete malati. Il nome di questa malattia è: Fantasia. Un verme, che scava sulla fronte le nere rughe. Una febbre, che vi spinge a correre sempre più lontano."

Sempre dalla stessa bancarella dell'usato, e sempre sul tema di individualità/fantasia e ordine sociale Noi di Zamjatin è uno di quei romanzi che chiunque, appassionato di fantascienza e distopie, dovrebbe leggere. Io volevo farlo da un bel po' e l'aver trovato questa edizione Feltrinelli nel banchetto mi ha portato una soddisfazione difficile da descrivere.
Romanzo al quale 1984 del buon vecchio Orwell deve molto, la società descritta da Zamjatin (sottoposta al controllo di una rete di informatori che fanno capo al Benefattore, organo politico centrale) è, come quella della Wilhelm, costituita da numeri e regolata da un preciso meccanismo (la Tavola delle regole) che stabilisce la progressione matematica di ogni azione e movimento (dall'orario del risveglio al numero di movimenti che la mandibola deve compiere prima di ingoiare un boccone). La città, costituita da palazzi di vetro, è avvolta da una cupola di vetro che diffonde uniformemente la luce su ogni cosa. L'unico momento di privacy è garantito durante le giornate destinate all'accoppiamento, anche questo regolato da precise norme e strettamente destinato alla liberazione dello stress ma non alla riproduzione. 
In questo scenario R-530, il protagonista, incontra I-330, una donna che ha del numero solo l'aspetto e nella quale arde un desiderio di individualità e di ribellione che sconvolgerà la vita di R-530, facendogli mettere in discussione la bontà delle Tavole. 
Romanzo non di facile lettura ma di un'importanza straordinaria, e con un impatto pari a quello di 1984, Noi è una di quelle opere da mettere in libreria senza se e senza ma. 


Ancora cloni in I ragazzi venuti dal Brasile di Ira Levin che Edizioni Sur ha recentemente riproposto. Levin mette assieme un thriller che palpita sotto le pagine e che vi costringe ad avanzare nella lettura come una motrice su un binario. Affascinante quanto Rosemary's Baby (col quale ha alcune similitudini), I ragazzi venuti dal Brasile è stata una lettura affascinante, di quelle da mordere con voracità e dalle quali resta sempre difficile staccarsi. Come sempre, il male in Levin è di una banalità disarmante e sconvolgente, e ve ne renderete conto quando vi imbatterete nelle scene più cruente (che seguono una precisa progressione in fatto di violenza). 
Ma ne riparleremo con più calma e "professionalità" a breve.

"Una volta, da piccola, aveva sognato di essere rinchiusa in un uovo d'oro che vagava per l'universo. Era completamente buio, non c'era neanche una stella e lei non poteva uscire dall'uovo, e non poteva nemmeno morire."

E banale e agghiacciante è il romanzo che ha concluso il mio giugno, Scomparsa (ti. or. Het Gouden Ei) di Tim Krabbé finito tra le mie bramanti mani e consumato nello spazio di una notte. Da questo micro-romanzo (poco meno di 120 pagine) vennero tratti due film che vi consiglio di recuperare, sebbene il secondo pecchi di caramellitudine, in una storia che non ha alcun lieto fine. Scomparsa parla di separazione e del desiderio incessante di sapere; parla di amore, nelle sue sfaccettature più segrete, e di legami. Parla di segni, quelle impercettibili cose che sembrano accadere per un motivo, e di come piccole casualità possano condizionare il destino di una persona che forse era già scritto. Si tratta di un romanzo strano, molto vicino al genere che prediligo, il weird, con picchi di thriller e orrore in due dei cinque capitoli che lo strutturano: quello in cui facciamo conoscenza del'assassino, un anonimo professore di chimica, e quello in cui scopriamo cos'è successo a la ragazza scomparsa. 
Un romanzo non imprescindibile, certo, ma se lo leggerete vi lascerà addosso qualcosa che sarà difficile, davvero molto difficile, scollarvi di dosso.

---

Parlando d'atro, piccola soddisfazione per un mio racconto (Lamia) rientrato tra i dieci selezionati per la prima antologia del Transilvania Project (e se non lo seguite, rimediate immantinente!)

Mentre il 30 luglio (lo scrivo ora per precauzione :)) se vi trovate in Sardegna, fate un salto al Sa Spendula per la seconda edizione del Piccolo Approdo. Ci sarà la presentazione di Il signor W. e a farla saranno due ospiti d'eccezione: Noah Whateley e Aloysius Carset che vi parleranno dei fatti loro e della storia che li ha visti come protagonisti, mentre il Tiktaal lentamente si risvegliava. (E, tra l'altro, si tratterà della mia prima sceneggiatura, pensa te :3)

---

Ps. Grazie per commenti e segnalazioni, vi risponderò al prossimo giro, promesso! <3

Buone letture ♥

Restiamo in contatto? InstagramTwitterGoodreadsFacebook

About. Appassionata lettrice, nonchè abituale frequentatrice di mercatini, biblioteche e altri luoghi polverosi, vado a caccia di libri muffiti e storie dimenticate. Ho scritto per Kipple, LaPiccolaVolante, Hypnos, Altrisogni e DelosDigital. Mi occupo di narrativa (di genere e non) e delle stranezze del passato.
Facebook Twitter Goodreads Instagram

2 commenti:

I tuoi commenti sono una parte importante del mio blog. Lascia un messaggio. Grazie ♥