1 marzo 2016

I RACCONTI DELL'OCCULTISMO, Vasco Mariotti - Recensione

"Eppure, è quella stessa ruvidezza, quella stessa schiettezza narrativa che contraddistingue i libri usciti per Nerbini a restituire al pubblico di oggi il Mariotti più genuino, quello che amava l'esotismo, le scene cruente e macabre, l'insana complessità dell'intreccio anche al prezzo di finali non sempre convincenti. Mariotti era uno scrittore popolare nel senso profondo del termine..." [I racconti dell'occultismo, Vasco Mariotti, Cliquot, dalla Prefazione di Federico Cenci]

Di ritorno da Reggio Emilia con un carico di bei ricordi e di libri, che vi mostrerò nei prossimi giorni, oggi voglio parlarvi di I racconti dell'occultismo di Vasco Mariotti, raccolta di quattro racconti di gotico italiano che Cliquot, la casa editrice digitale specializzata in opere di "archeologia fantastica", ha portato da pochissimo sui nostri scaffali digitali.



Partirei subito con una premessa, anche se detesto cordialmente le premesse, e mi rivolgo a tutti quelli che (me compresa) sono soliti fare salti carpiati sulle Prefazioni: se avete intenzione di leggere I racconti dell'occultismo quella nota introduttiva scritta da Federico Cenci non potete saltarla. E non lo dico per chissà quale tornaconto personale (eh, i complottismi affollano il web) ma per una semplice constatazione di fatto: la Prefazione è un essenziale prologo e un avviso ai lettori che vi permetterà di leggere i racconti di Mariotti col giusto spirito e senza false aspettative.

I racconti dell'occultismo raccoglie quattro storie, ambientate in quattro luoghi molto lontani (Norvegia, Irlanda, Medio Oriente e Spagna) e diversi tra loro, ma legati da un filo rosso neppure troppo sbiadito: quello della morte e del ritorno da essa.
Titolo. I racconti dell'occultismo
Autore. Vasco Mariotti
Editore. Cliquot
Anno. 2015 [prima ed. 1949]
Formato. ebook
prezzo. 3,99€

Così abbiamo, ad esempio, apparizioni spettrali che diventano la chiave di volta per portare alla soluzione di un omicidio avvenuto decenni prima ("Una morta è tornata"), oppure demoni che si impossessano di corpi e tornano per portare a compimento una vendetta ("Il fantasma della notte Kadir"). Ci sono scultori che mescolano l'arte alla scienza e all'alchimia, per richiamare dal passato spiriti immortali e portarli a una vita-non-vita ("Il castello dei fantocci viventi") e giovani che finiscono sotto i ferri di novelli Faust e attraversano senza sosta le regioni della vita e della morte nel tentativo di salvare la persona amata da una fine crudele ("Ombre dell'aldilà").

Come scrive Cenci, questi quattro racconti, che vennero pubblicati per la prima e unica volta dalla casa editrice Nerbini e che facevano parte di una collana dedicata all'orrore da edicola, affidata allo stesso Mariotti, avrebbero avuto bisogno di un editing più accurato, ma la decisione di Cliquot di riproporli così come furono pubblicati del 1949 ha un suo perché ed è una scelta che, personalmente, ho apprezzato molto. 

In I racconti dell'occultismo, scrive Cenci, più che nei due romanzi pubblicati da Mondadori, si ha l'opportunità di leggere l'autentico Vasco Mariotti, con le sue imperfezioni ma anche con il suo stile fatto di atmosfere legate a suoni e odori, a limbi nebbiosi in cui fantasmi e umani si muovono incontrandosi solo per pura coincidenza. 

"Regnava un'atmosfera così strana in quel salotto la cui nota predominante era l'incerto e quasi indefinibile profumo d'antico esalato da tutte le cose. Profumo d'antico, profumo indefinibile: miscuglio aromatico di cose avvizzite, di lillà sfioriti, di garofani morti unito a un'incerta fragranza emanata da tutte le cose vecchie: mobili da anni abbandonati, stoffe su cui la mano del tempo ha fatto scivolare a lungo, pianamente, le sue dita ossute senza minimamente agitarle, senza scuoterle, decolorandole lentamente..." [I racconti dell'occultismo, Vasco Mariotti, Cliquot, 2015]

Qua e là spuntano scene che colpiscono per la loro bellezza e "visività" e rimandano ad atmosfere e storie che pescano nel passato (dalle Fiabe alle opere di Poe o di Mary Shelley) e che troveranno la massima diffusione molto più tardi, attraverso un medium diverso: quello cinematografico.

Non dimentichiamoci infatti che questi quattro racconti, che a un lettore contemporaneo potrebbero sembrare ingenui, furono scritti e pubblicati più di sessant'anni fa, ed erano indirizzati a un pubblico molto più incline alla suggestione di quanto non siamo noi adesso. Ingenui è già letti? Forse, ma osservazioni del genere andrebbero fatte a ritroso, considerando appunto che Mariotti venne prima di altri.

Leggendo i racconti mi sono soffermata più volte a fare paragoni con film e fumetti pulp che vennero molto dopo e che sembrano incastrarsi perfettamente con le storie di Mariotti. Film come "La casa dalle finestre che ridono", "Non si sevizia un paperino" e "Quella villa accanto al cimitero"; fumetti come Satanik e Kriminal, le cui avventure oggi non scatenano più le sensazioni che dovettero provocare cinquant'anni fa e che pure rappresentano, ancora oggi, una lettura fondamentale per chiunque sia un appassionato del genere.

Ed è a questi cultori, più che al lettore occasionale, che sento di consigliare I racconti dell'occultismo di Vasco Mariotti. A chiunque spulci le edicole alla ricerca di vecchissimi albi da edicola, mangiati dalla muffa. A chiunque sia un affezionato di bancarelle e mercatini. Perché se è difficile che i racconti di Mariotti saltino fuori da uno di quei cestelli, è altrettanto vero che ora, grazie alla Cliquot, avrete almeno la possibilità di leggerli. 
Ed è una cosa che i bibliofili appassionati di letteratura di genere non possono davvero lasciarsi scappare. 

[Il volume racchiude le quattro copertine originali dei racconti, attribuite con cautela allo stesso Mariotti]

Buone letture ♥

Restiamo in contatto? InstagramTwitterGoodreadsFacebook

Nessun commento:

Posta un commento

I tuoi commenti sono una parte importante del mio blog. Lascia un messaggio. Grazie ♥