2 febbraio 2016

Poco prima dell'alba - racconto


Buondì.

Visto che è da un po' che non ne posto uno, oggi vi lascio la prima parte di un mio racconto appena pubblicato nell'arena LPV per il gioco di scrittura dedicato agli yokai, i demoni giapponesi (anche se detta così è un bel po' riduttiva come spiegazione, ma ce la faremo bastare).


Si tratta di un racconto che, nonostante alcune cose andrebbero risistemate, mi è piuttosto caro perché ha per protagonista un personaggio che troverete nel prossimo romanzo sul quale sto lavorando in questi giorni.

Intanto, beccatevi il racconto :)
POCO PRIMA DELL'ALBA


La ragazza strisciò accanto alla veste che il comandante le aveva strappato di dosso prima di trascinarla sulla branda. Si strofinò le braccia tumefatte e sottili, come sottile era il suo corpo. Esile quanto quello di un uccellino, brunito come la terra limacciosa del fiume quando il sole del mattino leccava i suoi argini. E con un nome di uccello, “pettirosso”, la chiamavano nell'accampamento. Un nome che aveva sostituito il suo e il cui suono aveva imparato a riconoscere, senza capirne il significato: un marchio, come la targa attorno al collo, come il tatuaggio che le era stato impresso nella carne con polvere di piombo. Anche il suo cuore era ormai marchiato. Il cuore che temeva Ammit avrebbe divorato perché irrimediabilmente più pesante della piuma di Maat. Ma forse, pensò in quel momento – e il pensiero la spaventò – il suo ba non avrebbe incontrato nessun dio alla sua morte. Nessuno le avrebbe aperto le porte del Duat perché non ci sarebbero state porte da aprire e gli occhi della sua anima si sarebbero dischiusi su nient'altro che tenebre, nella buia oscurità della notte senza fine. Subito scacciò il pensiero e si rannicchiò accanto alla veste di stoffa leggera. L'unica cosa che fosse sua. Così come la fede negli dei della terra da cui era stata strappata era tutto ciò che le restava. Tutto quello che le faceva sopportare le ossa rotte e i denti scheggiati e il ventre in fiamme e lo zigomo spaccato che gocciolava piano piano sangue che, alla luce delle lucerne, appariva ora più viola che rosso. 
Afferrò la veste con le mani tremanti; le unghie di alcune dita le erano state strappate poche settimane prima e ancora mostravano la pelle sottile e livida sotto la quale scorreva il suo sangue furioso e impotente. Si morse il labbro al ricordo della punizione per aver colpito un soldato e del dolore provato mentre le tenaglie le artigliavano le unghie facendole saltare via come nel gioco che lei e Leandro avevano giocato tanti anni prima, sotto l'ombra tra le colonne del Serapeo. Scrollò le spalle, sollevò la tunica e, con un gemito, si accorse dello strappo. La parte anteriore della tunica ricadde, come petali di un fiore sciupato, in due lembi irrimediabilmente divisi. Come divisi erano lei e Leandro. Una schiava, l'altro morto nel circo e del quale non le restava che un ricordo sbiadito, l'immagine di dischi sovrapposti che formavano vagamente la sagoma di un volto umano. Leandro il cui cadavere giaceva in qualche canale, il ventre squarciato e gli occhi strappati dalle cornacchie.

Stava piangendo e non voleva farlo, non avrebbe voluto dare a quei barbari anche quella soddisfazione. Ma non riusciva a impedirlo.
Il comandante le venne vicino e il suo corpo la sovrastava. La ragazza lo fissò di rimando, gli occhi verdi dai riflessi d'ambra che risaltavano nel volto abbronzato, lo sguardo offuscato dalle lacrime, dalla paura e dall'odio.


Sono curiosa di sapere le vostre impressioni :)
Buone letture ♥

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2 commenti:

  1. Interessante iniziativa quella di scrivere un racconto ispirato alla tradizione giapponese degli yokai! peccato non averlo saputo prima: avrei volentieri provato a cimentarmi. Conosco diversi yokai ma non sapevo del'esistenza di un demone-pettirosso (sempre che sia stato un demone-pettirosso la tua ispirazione)...
    Anyway... sei stava bravissima ad esprimere tutti questi sentimenti in così poche righe! ^_^

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    Risposte
    1. Danke :) Oh, in realtà mi sono ispirata al tengu (non credo esistano demoni-pettirosso, ma magari mi sbaglio).
      Ti consiglio spassionatamente di dare un'occhiata al portale di LPV, perché i giochi di scrittura vengono riproposti ogni mese e la trovo un'ottima palestra per affinare la punta della penna (che a fare la punta alla tastiera risulta un po' difficile :))

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