27 gennaio 2016

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JAYBIRD - Lauri & Jaakko Ahonen. Recensione

Buongiorno cacciatori di storie,

tornano le recensioni qui, al quartier generale della cacciatrice di libri, ma con una novità considerevole (be', almeno per me): le nuove recensioni riguarderanno solo i libri che ho trovato interessanti o che, a fine lettura, mi hanno lasciato qualcosa. Via il rating, che comunque troverete sbirciando sul mio profilo su GoodReads perché sono del parere che le stelline creino, spesso e volentieri, confusione sia in chi legge che in chi recensisce. Per esempio: c'è chi considera tre stelle un punteggio basso. Per quanto mi riguarda, è una sufficienza, il che significa che il romanzo a me non ha convinto ma non è così male. 

In sostanza, da oggi qui su Diario di una Cacciatrice di Libri troverete esclusivamente recensioni di cose che, per un motivo o per un altro, mi sento in dovere di consigliarvi.

Fine della premessa, si va a parlare di Jaybird, graphic novel vincitrice del Grand Guinigi nel 2014 pubblicata recentemente da Elara, dopo aver fatto la sua prima apparizione in Italia sulle pagine di SuperG.

Titolo: JAYBIRD
Autori: Ahonen, Lauri e Jaakko
Editore: Elara
Anno: 2015


In una grande dimora dalle imposte sbarrate da spesse assi, in uno stato di solitudine e incessante paura, vivono Jay e sua madre, due ghiandaie azzurre. 
Le giornate di Jay trascorrono scandite dal tintinnio della lunga fila di campanelli sparsi per tutta la casa, il solo modo che la madre dell'uccellino, costretta a letto, ha per comunicare con suo figlio. Jay, il cui unico amico è un ragno, non è mai stato fuori di casa. Non conosce nulla del mondo esterno se non ciò che gli racconta sua madre. E il mondo esterno è dipinto come un luogo infernale in cui uccelli più grandi di loro ed estremamente feroci sono sempre in agguato, pronti a rubare e a strappare gli occhi delle ghiandaie troppo curiose. 
Intimorito dai racconti materni, Jay si tiene alla larga dalle finestre sprangate finché...


Jaybird è una graphic novel in cui i silenzi predominano sui dialoghi, una scelta che non è solo stilistica (contribuendo a trasmettere la lettore l'angoscia per la situazione di prigionia in cui Jay si trova) ma metaforica: il silenzio che domina la dimora delle ghiandaie, interrotto solo dal trillo altrettanto angosciante delle campanelle disseminate per le stanze, è quello delle menzogne e delle mezze verità che la madre racconta al figlio per tenerlo legato a lei e proteggerlo dall'orrore del mondo, in un distorto concetto di amore materno che da tempo è tracimato nel bisogno nella possessione, in un controllo ossessivo e senza scampo. 

Così Jay si trasforma di fatto nell'oggetto che tiene in vita sua madre, quella cosa che le permette di esistere. La sua immobilità potrebbe essere nient'altro che una menzogna, un ulteriore nodo stretto attorno alle ali del suo piccolo uccellino, perché se ne resti buono in gabbia e non la lasci sola, perché quel volo la ucciderebbe. 

Ma quelle menzogne non faranno altro che coltivare il terrore di Jay, fino all'inevitabile e tragico finale.

Al tema del rapporto genitori-figli si aggiunge poi quello della guerra. Un tema, questo, citato più volte nei discorsi della madre. L'orrore della guerra, rappresentato dai rapaci che vivono con il solo scopo di distruggere e uccidere, è la causa della loro reclusione volontaria. E se anche quell'orrore potrebbe essere finito da tempo, nulla ormai farà sentire al sicuro la donna. Né suo figlio. 
Le tavole che compongono Jaybird sono molto belle, a tratti disturbanti quando si trasformano in un groviglio confuso di colori e forme che rappresentano i terrori di madre e figlio, rinchiusi e isolati ma non per questo in pace. Perché se c'è un messaggio che Jaybird veicola è questo: per quanto tu possa nasconderti la paura ti troverà sempre perché vive dentro di te.

Una storia che ha punti in comune con Psycho e che merita, davvero, di essere letta.


Buone letture ♥

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About. Appassionata lettrice, nonchè abituale frequentatrice di mercatini, biblioteche e altri luoghi polverosi, vado a caccia di libri muffiti e storie dimenticate. Ho scritto per Kipple, LaPiccolaVolante, Hypnos, Altrisogni e DelosDigital. Mi occupo di narrativa (di genere e non) e delle stranezze del passato.
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2 commenti:

  1. Dev'essere davvero bello....Ottima recensione!!

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    1. Ciao Alenixedda. Sì, è una gran bell'opera. Se ti capita dalle un'occhiata ;)

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