Passa ai contenuti principali

2015/2016

Buona notte lettori,
mentre la legna scoppietta nel camino e lo stomaco digerisce la cena, ho pensato che fosse il caso di augurarvi un buon anno, consapevole che la bontà degli anni dipende solo da noi.
E visto che ogni 31 dicembre si fanno bilanci, eccovi il mio.
Questo 2015 mi ha portato un dono prezioso, che è racchiuso in mio figlio. Nelle sue continue evoluzioni, nelle sue piccole, microscopiche, grandiose conquiste.
Questo 2015 si è portato via un pezzo di cuore, sottraendomi nel modo peggiore il nonno a cui ero legata di più. 
Questo 2015 è stato un anno di scritture. Perché anch'io, come SamSam, faccio piccoli minuscoli passetti e le mie storie con me. Prima la pubblicazione di Re di cuori per Delos poi, il mio esordio con quel romanzo inaspettato che è Il signor W. e mai smetterò di ringraziare Emiliano e Michela, capitani in pectore di LaPiccolaVolante per la fiducia che mi hanno dato, per quella che mi hanno infuso.
Per finire, la soddisfazione di trovarsi in quel romanzo gustoso che è Iwoc (Italian way of cooking) e ricevere i complimenti della Acheron con la quale spero, un giorno, di collaborare.
E poi il 2015 mi ha portato Star Wars VII e sono ancora qui che tento di placare la sete di film della scimmia XD
Così, a conti fatti, il 2015 si chiude in attivo. Il che non assicura niente per il 2016 ma è un buon incentivo a mettercela tutta per dare il meglio.
E stanotte la passerò a editare.
Buon 2016
Federica

Commenti

Post popolari in questo blog

INTERVISTA A VITO DI DOMENICO. PRIMA PARTE. ALTRISOGNI E IL RUOLO DEL CURATORE DI ANTOLOGIA

Dopo aver partecipato alla realizzazione e al lancio di Altrisogni vol. 3, antologia digitale edita da dbooks.it (e che vedete nella colonnina a destra del blog), ho più volte pensato che sarebbe stato interessante fare quattro chiacchiere con Vito Di Domenico, che dell'antologia è il curatore, sui suoi molteplici ruoli inAltrisogni.

Poi le cose si sa come vanno, e le quattro chiacchiere si sono trasformate in un bel discorso sull'editoria, dalla nascita di un progetto tentacolare come Altrisogni, al ruolo di curatore di antologia a quello di editor, passando poi per lo stato della narrativa fantastica italiana per arrivare a ciò che può rendere uno scrittore wannabe uno scrittore senza aggettivi a fargli da coda. 
Mi è sembrato quindi necessario, considerate la densità delle risposte, suddividere l'intervista in due parti. Ché qui vi si vuole coinvolgere, non far fuggire. 
E, credetemi, di cose interessanti da leggere subito dopo il mio vano sproloquio, ce ne sono parecc…

PARANOIAE. Giulio Rincione (batawp) - Recensione

Disclaimer. Se siete tristi, desolati, tutto questo non fa per voi.

(non è da qui che...)Alan ha un mostro nella pancia. Una creatura abominevole che gli sta acquattata nello stomaco e si alimenta di lui, succhiandone la vita un po' alla volta.
Alan vive in un loop, nella routine dell'esistenza, aspetta Emily che prima o poi ritornerà, che forse non se n'è mai andata che forse è già andata via. (Da quando?)
Alan ha chiuso tutti fuori, dentro resta solo lui, lui col suo mostro, e il mangime che gli dà per farlo stare quieto non è più sufficiente. Il mostro ha fame. E vuole che Alan lo liberi. Fuori. Dentro.

MINE-HAHA - Frank Wedekind

In breve: frammenti di una vita confusa con il sogno

Titolo: Mine-Haha ovvero Dell'educazione fisica delle fanciulle Titolo or. Mine-Haha oder Uber di koerperliche Erziehung der junge Maedchen Autore: Frank Wedekind Traduttore: Vittoria Rovelli Ruberl Editore: Adelphi Edizione: 2005 (I ed. 1975) Tipo: romanzo Genere: formazione/fantastico pagine: 124 Prezzo: 8,00€ ISBN:9788845920400 ebook: no
voto: 
Sinossi. In un grande parco, disseminato di case basse coperte di rampicanti, centinaia di fanciulle vengono educate a sentire il proprio corpo, a farne uno strumento di assoluta, armoniosa eccellenza. Il mondo esterno non ha alcun contatto diretto con questo parco, ma lo finanzia, in attesa di accogliere le fanciulle che vi sono ospitate. Perché?
Misterioso e trasparente come il suo titolo – un nome indiano di ragazza, che significa «acqua ridente» –, Mine-Haha è il racconto più perfetto di Wedekind e insieme l’unica opera dove tutti i suoi fantasmi convulsi e invadenti sembrano essersi congiunti e…