31 ottobre 2015

6

Scritti da me - Momo in IL CUORE DELLE STORIE - racconto per Halloween

Buongiorno! Buon sabato e buon Halloween, cacciatori di storie da brividi!
State intagliando zucche o, come me, ne avete fatto un ciambellone di quelli da attentato a bilance e coronarie? 

c'era un tempo in cui m'ero messa in testa di saper disegnare XD

In attesa che Il signor W. sia finalmente disponibile e si possa dare il via al giveaway che vi avevo promesso (e che avrei tanto voluto inaugurare questa settimana), oggi vi lascio con un racconto horror weird scritto qualche tempo fa e che con il mio romanzo ha qualche piccola attinenza.

La protagonista del racconto è Momo, fata che vi ho presentato circa un anno fa (potete leggere QUI la sua prima storia) e che è, tra i personaggi che mi hanno morso le dita, quello a cui tengo di più.

Buona (si spera) lettura!


IL CUORE DELLE STORIE. 


Idiota, idiota, idiota.
Mi sono fatta fregare da un idiota.
Non ci credo, ancora non ci credo.
E cos'è questo schifo... miglio, puh, non sono un pappagallo, scemo di un cretino. Sono una fata. Una F-O-T-T-U-T-A FA-T-A.
Non mangiamo il becchime.
Noi ci nutriamo di storie.
Uff...
Neanche mi sente 'sto qui.
Potrei benissimo morire di fame e lui continuerebbe a starsene davanti al computer, a giocare a carte.
Che vita da stercorario.
Già immagino i titoli dei giornali: "L'ULTIMA FATA MORTA DI STENTI PER COLPA DI UN IDIOTA ASSUEFATTO AL NULLA". E perché era una cretina.
Oh, ma insomma: non è colpa mia se quando mangiamo, -quando mangiamo bene-, finiamo con l'ubriacarci. E quando ci ubriachiamo finiamo con l'addormentarci. E dormiamo parecchio. Tipo due mesi. Un anno...
Saranno venuti a sgomberare l'appartamento del mio ultimo cibo e questo idiota mi avrà trovata in cucina, addormentata su una chiazza d'unto grande quanto un uomo.
E mi ha fregata.
Mi ha rapita.
E quando mi sono svegliata...
...mi sono ritrovata in una stupida gabbia da canarino, in balìa di un tizio che non capisce che non sono un uccello e che non ha neanche un libro da farmi sgranocchiare.
Demoni, che fame...
Devo trovare il modo di uscire di qui.
E di mangiare.
Soprattutto quello.

E poi mi annoio. Non ho niente da fare. Lui, l'idiota, ogni tanto prova a stuzzicarmi con un coltello, per farmi volare. Ma io questa soddisfazione non gliela darò: l'ho già detto che non sono uno stupido pennuto? Ho una dignità, caspiterina.
Però, demoni, che noia.
Per distrarmi ogni tanto racconto delle storie.
È un po' come per voi fare le puzzette o ruttare. Solo che è più divertente.
Se solo lui, l'idiota, mi stesse ad ascoltare...
Oh... shh... zitti che sta venendo di qua.
Giuro che se prova a darmi ancora il becchime alla prima occasione gli ficcherò la confezione di miglio in gola.
Guardalo... guardalo sembra che mi veda per la prima volta.
Chiudi quella bocca, pesce lessato e vieni più vicino, ho qualcosa da raccontarti.
-Ma tu... che razza di animale sei, tu?
Sono un polpo, non lo vedi? Cosa credi che sia, idiota? Lo vedi o no questo bel paio di gambe? E questo faccino? Lascia stare i denti appuntiti e rispondimi: non sono graziosa?
-Ben svegliata, principessa: ce ne hai messo di tempo per farti due domande! Sono una fata, pezzo di scemo, e...
-Bof, fate!
Cosacosacosa?
-Se non sono una fata, cosa credi che sia?
-Un alieno?
Ma certo. Dovevo immaginarlo: basta vedere le robe sparse qua dentro, tra un "I believe" e il pupazzo di uno sgorbio grigio. All'idiota piacciono gli alieni. E sì che la fantasia non dovrebbe mancarmi... è tutto questo digiuno a farmi perdere colpi. Ho decisamente bisogno di farmi uno spuntino.
-Mi piace la storia dell'alieno. Sì, potrei essere un alieno.
Col cavolo: di certo sono meglio di quel coso con gli occhi grandi e neri come due uova marce. Ma se è questo che vuol sentirmi dire...
-Sei un alieno? Davvero? E che ci facevi nella casa di quel tizio che se ne è andato senza pagare l'affitto?
-Oh, ma non è scomparso.
Vieni più vicino, mio grasso e grosso idiota. Stammi ad ascoltare.
-Ah, no?
-Certo che no: sono un alieno, ricordi? L'ho fatto andare sul mio pianeta. Ci teneva tanto a vedere com'era fatto!
-E come...
-Senti, non credi sia ora di aprire questa gabbia? Tu mi sembri un umano piuttosto civile... parliamone davanti a una tazza di... cos'è che bevete voi terrestri?
-Red-bull. Ma non so mica se mi posso fidare...
-Hai paura di me? Guardami: sono grande quanto un colibrì! Ci metti niente a riprendermi. E poi... queste ali non mi servono a niente: non so volare.

Oh, sia lodato il dio degli idioti! Libera, finalmente! Mentre lui è in cucina ho la possibilità di farmi un giro per la sua insulsa stanza, alla ricerca di qualcosa di decente da sgranocchiare, giusto uno snack. Ma il fatto è che questo tizio legge solo pessime riviste. E a me le pessime riviste fanno venire la diarrea.
Quando torna nella stanza ha in mano una lattina e un pacchetto formato famiglia di patatine. Faccio appena in tempo ad atterrare sulla scrivania, tra la tastiera del pc e un grumo di polvere e briciole.
-Allora-, mi dice, ficcandosi in bocca una manciata di sfoglie fritte, -dimmi un po' come si fa a visitare il tuo pianeta...
-Niente di più semplice-, dico io, e mi siedo sulla barra spaziatrice, -devi solo ascoltare una storia...

"L'uomo che l'aveva messa incinta scomparve dopo quella notte e, allo scadere dei nove mesi, la donna partorì una coppia di gemelli. Sono sempre le coppie di gemelli a dare problemi: sempre. Un maschio e una femmina. Ed entrambi avevano qualcosa di strano... La bambina aveva una voglia rossa, a forma di farfalla, dietro la schiena, proprio sulle scapole. Tutto sommato non era una grande stranezza e la madre pensò che era una cosa che si poteva nascondere. Ma il bambino... Qualcosa in quel bambino spaventò la madre senza che lei riuscisse a dare un nome al suo spavento. Era un bambino sano, normalissimo, eppure era come se un'ombra, un grumo scuro di orrore vi si annidasse dentro. Non riuscì neppure a prenderlo in braccio, quando la levatrice glielo porse. E non ci riuscì i giorni seguenti. I due neonati stavano nella stessa culla, abbracciati l'uno all'altra, ma lei allattava solo la femmina e lasciava che del maschio se ne occupasse una balia.
Finché..."

-E questo cosa c'entra con...
-Per gli undici Demoni dei nove inferni, vuoi concentrarti e ascoltarmi? C'entra eccome, ma devi stare zitto!

"...Una notte si fece coraggio. Aveva visto altre notti quello che accadeva al bambino e ne era terrorizzata, ma la paura che provava per sè non riusciva a superare quella che provava per la piccola. Quella cosa che diventava suo figlio, quando l'oscurità calava sulla casa come la lama di una ghigliottina... Non poteva permettere che facesse del male alla sorella. Così, quella notte, raccolse il suo coraggio e afferrò il bambino per una delle estremità, vincendo ogni repulsione, e lo infilò in una cesta decisa ad abbandonarlo di fronte alla casa dei più ricchi della Città. Che se ne occupassero loro. O i topi."

Alla faccia della bevanda energetica: guarda come dorme il lardone... Oh, beh, meglio così: posso andare al cuore della storia.

"La polvere viene spostata dal vento caldo e violento che soffia senza sosta. Un tempo non era così:
un tempo quel pianeta era un fertile rigogliare di piante ed erbe. La carcassa di un animale mostra alle poche stelle superstiti le ossa spolpate e corrose. C'è un silenzio impenetrabile che mette la morte addosso. Lontano, affondando gli occhi nell'orizzonte, si intravvedono i resti sbreccati di una città in rovina. E niente di vivo. La terra è dura, arida, solcata da spacchi profondi ed eterni. Non piove da anni. L'acqua che rimane è stagnante e putrida. Quel mondo sta morendo e i superstiti resistono nascosti tra le crepe, nel sottosuolo, affamati, in attesa che qualcuno apra di nuovo il varco, verso un nuovo mondo da digerire e inseminare. L'uomo con la maglietta oversize di Superman, -che, nonostante la taglia, gli sta un po' stretta-, si guarda intorno, incerto. Un po' di polvere gli entra negli occhi e se li strofina con la mano, arrossandoli ancora di più.
-Ehi, fata: dove diavolo...?
Si chiede.
E sono quattro parole di troppo.
Dalla crepa nel terreno un paio di antenne fa capolino. Lunghe e mobili, assaggiano l'aria che porta novità.
Una piccola ma succosa novità.
E l'uomo, tanto grasso quanto idiota, si avvicina a quelle cosine flessibili lunghe quanto lui, curioso.
-Cosa...
cibocibocibocibocibocibo
La terra si spacca in due e la cosa si arrampica fuori, sfruttando le grandi zampe ruvide di spine. Le mandibole scattano lucide di bava.
L'uomo si volta e inizia a correre, più che correre, a barcollare. Uno degli arti anteriori del divoratore scatta e lo afferra senza fatica, stritolandolo appena un po'. Prima ancora che lui capisca, ha già avvicinato il cranio alla fila di mandibole e ha iniziato a mangiargli la testa..."

... e mentre la creatura sgranocchia il suo snack, anche la piccola fata scambiata per un alieno può avere il suo meritato pasto cominciando, com'è giusto, dal cuore del suo rapitore.

Demoni, che goduria: ci voleva proprio. Mmm... e che sonno... chissà quanto tempo ci vorrà, prima che mi... ahunn... svegli di nuovo...


Sono curiosa di leggere i vostri commenti!
E, come sempre, Buone letture ♥

Restiamo in contatto? InstagramTwitterGoodreadsFacebook

About. Appassionata lettrice, nonchè abituale frequentatrice di mercatini, biblioteche e altri luoghi polverosi, vado a caccia di libri muffiti e storie dimenticate. Ho scritto per Kipple, LaPiccolaVolante, Hypnos, Altrisogni e DelosDigital. Mi occupo di narrativa (di genere e non) e delle stranezze del passato.
Facebook Twitter Goodreads Instagram

6 commenti:

  1. A me il disegno piace! *_* E il racconto mi è piaciuto ancora di più, complimenti!!!!! :)

    RispondiElimina
  2. Grazie infinite per la segnalazione!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Di nulla Gianluca: il tuo Vapore Nero sembra davvero interessante!

      Elimina
    2. Mi fa piacere che ti interessi. Se lo leggi, fammi sapere che ne pensi :)

      Elimina
  3. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina

I tuoi commenti sono una parte importante del mio blog. Lascia un messaggio. Grazie ♥