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I vivi e i morti, una graphic novel dal racconto di Maurizio de Giovanni

Buon pomeriggio, cacciatori di libri!
Oggi vi parlerò di fumetti.

Ma prima vorrei ricordarvi che, se il blog langue causa tempo da dedicare neccessariamente alle necessità di Sammy, questo non vuol dire che la cacciatrice di libri sia scomparsa dai social. 

Accantonata, per il momento, l'idea di aprire l'ennesima pagina Facebook, ché tanto non avrei tempo di seguirla (semi cit. da rigo precedente), mi trovare attiva e vitale su Instagram (ora che ho scoperto come funziona, lo adoVo), twitter (e qui trovate principalmente i post su IG) AnobII e Goodreads.

Sto valutando, non so quanto seriamente per la verità, di aprire un canale su YouTube.
Considerata la mia cara timidezza/introversione, non posso dire se l'idea avrà un seguito o no. Io comunque ve la butto lì: magari riusciamo a fare un canale condiviso tra bookbloggers, chi lo sa ;)

Instagram resta, al momento, il mio social preferito. Ho scoperto che è la piattaforma perfetta (per me, s'intende) per parlare di libri e riesco a caricare una foto-post praticamente ogni giorno.
Manca, a mio parere, una maggiore interazione tra utenti (a fronte di un tot numero di like, ho ricevuto pochissimi commenti), ma ci si può lavorare su.
Quindi, se siete su IG, sarebbe bello parlare di libri anche lì :D

Ma veniamo a noi.
Come accennato nell'introduzione, il post di oggi è dedicato alla "nona arte".


Il fumetto di cui voglio parlarvi è una graphic novel pubblicata da Star Comics. Una piccola chicca, trovata per caso in edicola (la domenica è il mio edicola-party #sapevatelo) che ha per protagonista il commissario Luigi Ricciardi, personaggio di Maurizio de Giovanni che ritengo tra i più belli (e unici) nel panorama giallistico contemporaneo.

Alessandro di Virgilio ha riadattato, per tavole e china, il racconto "I vivi e i morti" di de Giovanni, strutturandolo in modo da trasformare la storia nell'antefatto del primo romanzo avente per protagonista Ricciardi, Il senso del dolore.
Per questo motivo, in I vivi e i morti troviamo alcune scene e riferimenti al romanzo appena citato e brandelli del passato di Ricciardi.



Vale la pena leggerlo?

Secondo me, sì. Non soltanto perché, se siete fan di de Giovanni e di Ricciardi in particolare, farvelo scappare potrebbe perseguitarvi a lungo, ma anche perché il fumetto in sé merita moltissimo. 
Le tavole di Emanuele Gizzi sono fantastiche. 


La pioggia che martella costantemente Napoli nel corso dell'indagine è qualcosa di tangibile, che quasi inzuppa il foglio. 

I tratti sono nervosi, crudi, impregnati di un realismo estremo.
E i primi piani di Ricciardi ti stregano, ti scavano dentro.


Se la storia già di per sé è resa molto bene, quindi, la parte grafica ti cattura dalla prima all'ultima tavola.
Insomma, se vi capita tra le mani, tenetevelo stretto.

Alla prossima!

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