Passa ai contenuti principali

SONNO - Haruki Murakami

TITOLO: SONNO
AUTORE: Murakami Haruki
EDITORE: Einaudi
ANNO: 2014
PAGINE: 77
PREZZO: 15,00€
eBOOK: si

SINOSSI.
Una donna attraversa la routine di giorni tutti uguali finché qualcosa di inaspettato irrompe nella sua vita: smette di dormire. Quello che all'inizio sembra un dono diventa la porta di accesso a una realtà segreta e inquietante.
RECENSIONE.


Sonno è un racconto lungo originariamente apparso in raccolta e riproposto da Einaudi in un nuovo formato, impreziosito dalle splendide illustrazioni di Kat Menschik

Si tratta di un racconto che, come per ogni altra opera narrativa di Murakami, si sviluppa sul doppio piano della realtà e dell'illusione, senza che vi sia una netta distinzione tra i due livelli. 

La vita della protagonista è una piatta e inerte routine, fatta di gesti e frasi che si ripetono sempre uguali nel tempo: 

"Ogni tanto mi chiedevo che razza di vita fosse quella. Ma non per questo mi sentivo insoddisfatta. Ero solo stupita. Del fatto che le mie giornate fossero tutte uguali. Che le mie orme venissero spazzate via dal vento in un baleno, prima che avessi il tempo di riconoscerle." 

E forse è proprio la consapevolezza di essere intrappolata in un mondo che non si muove, in cui le giornate sono identiche le une alle altre tanto che le si potrebbe scambiare e non ci si accorgerebbe della differenza, che porta la protagonista, all'improvviso, a non avere più bisogno di dormire. 

"Scambiandoci quelle battute verifichiamo la realtà. Ci assicuriamo di essere ancora vivi. Per noi è un rito importante."

Perché "Sonno" non è affatto un racconto sull'insonnia. La mancanza di sonno della protagonista di cui non sappiamo nulla, neanche il nome, è la porta su una nuova dimensione dell'esistenza. Un'opportunità. 
Eppure, è come se la trappola in cui vive di giorno non si fosse aperta, ma soltanto estesa alla notte. 

Avverti l'angoscia, leggendo questo racconto. 
Un' angoscia che ti sfiora appena, che ti osserva, mentre prosegui nella lettura. 
Forse perché è facile immedesimarsi nella protagonista: una vita ordinaria, senza eccessivi colpi di scena; un marito, un figlio. Una vita casalinga fatta di spese, piccole commissioni e tempo libero. 
L'angoscia si manifesta in questa routine fatta di rituali stereotipati, giorni che cambiano solo sul calendario. 
E affiora l'idea che quello che stiamo leggendo non sia il resoconto di una strana insonnia, ma la vita vuota e piatta di uno spettro. 
La protagonista, suo marito, suo figlio, sono vivi? O sono semplicemente dei morti costretti a ripetere, all'infinito, le stesse azioni? 

Come al solito, come per tutte le opere di Murakami, non ci è possibile rispondere alla domanda che il finale aperto lascia latente e in sospeso.

"E se fosse questa la morte? Cosa devo fare, se morire significa restare eternamente sveglia a guardare il buio?" 

Come se non bastasse, le belle illustrazioni di Kat Menschik ampliano la forza onirica del racconto, mescolando e confondendo nelle tavole in bianco e nero i piani della realtà e dell'immaginario.

Sonno è un bel racconto, con un finale che mette i brividi. 
Un racconto che non è solo narrazione ma vera analisi introspettiva. 

Nel racconto, la protagonista legge Anna Karenina tre volte, trovando ogni volta nel romanzo di Tolstoj un elemento nuovo, una nuova interpretazione degli eventi. 
Possiamo leggerlo come un esplicito invito di Murakami a rileggere la novella,  a raccogliere i piccoli pezzi che l'autore ha disseminato lungo la narrazione, come i sassolini di Pollicino. 
Ma, con la consapevolezza che, quando andremo a mettere le mani nelle tasche, i sassolini saranno scomparsi.  

Insomma, se avevate qualche dubbio, io vi consiglio di rimuoverlo e mettere SONNO nella vostra Wishlist.

Commenti

Post popolari in questo blog

INTERVISTA A VITO DI DOMENICO. PRIMA PARTE. ALTRISOGNI E IL RUOLO DEL CURATORE DI ANTOLOGIA

Dopo aver partecipato alla realizzazione e al lancio di Altrisogni vol. 3, antologia digitale edita da dbooks.it (e che vedete nella colonnina a destra del blog), ho più volte pensato che sarebbe stato interessante fare quattro chiacchiere con Vito Di Domenico, che dell'antologia è il curatore, sui suoi molteplici ruoli inAltrisogni.

Poi le cose si sa come vanno, e le quattro chiacchiere si sono trasformate in un bel discorso sull'editoria, dalla nascita di un progetto tentacolare come Altrisogni, al ruolo di curatore di antologia a quello di editor, passando poi per lo stato della narrativa fantastica italiana per arrivare a ciò che può rendere uno scrittore wannabe uno scrittore senza aggettivi a fargli da coda. 
Mi è sembrato quindi necessario, considerate la densità delle risposte, suddividere l'intervista in due parti. Ché qui vi si vuole coinvolgere, non far fuggire. 
E, credetemi, di cose interessanti da leggere subito dopo il mio vano sproloquio, ce ne sono parecc…

PARANOIAE. Giulio Rincione (batawp) - Recensione

Disclaimer. Se siete tristi, desolati, tutto questo non fa per voi.

(non è da qui che...)Alan ha un mostro nella pancia. Una creatura abominevole che gli sta acquattata nello stomaco e si alimenta di lui, succhiandone la vita un po' alla volta.
Alan vive in un loop, nella routine dell'esistenza, aspetta Emily che prima o poi ritornerà, che forse non se n'è mai andata che forse è già andata via. (Da quando?)
Alan ha chiuso tutti fuori, dentro resta solo lui, lui col suo mostro, e il mangime che gli dà per farlo stare quieto non è più sufficiente. Il mostro ha fame. E vuole che Alan lo liberi. Fuori. Dentro.

MINE-HAHA - Frank Wedekind

In breve: frammenti di una vita confusa con il sogno

Titolo: Mine-Haha ovvero Dell'educazione fisica delle fanciulle Titolo or. Mine-Haha oder Uber di koerperliche Erziehung der junge Maedchen Autore: Frank Wedekind Traduttore: Vittoria Rovelli Ruberl Editore: Adelphi Edizione: 2005 (I ed. 1975) Tipo: romanzo Genere: formazione/fantastico pagine: 124 Prezzo: 8,00€ ISBN:9788845920400 ebook: no
voto: 
Sinossi. In un grande parco, disseminato di case basse coperte di rampicanti, centinaia di fanciulle vengono educate a sentire il proprio corpo, a farne uno strumento di assoluta, armoniosa eccellenza. Il mondo esterno non ha alcun contatto diretto con questo parco, ma lo finanzia, in attesa di accogliere le fanciulle che vi sono ospitate. Perché?
Misterioso e trasparente come il suo titolo – un nome indiano di ragazza, che significa «acqua ridente» –, Mine-Haha è il racconto più perfetto di Wedekind e insieme l’unica opera dove tutti i suoi fantasmi convulsi e invadenti sembrano essersi congiunti e…