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*Topi da Biblioteca* n°1

Lettori :)
Inauguriamo oggi una nuova rubrichetta, pensata per fare una distinzione tra i libri acquistati (o forniti dagli autori e/o dalle CE) e quelli presi in prestito dalla biblioteca pubblica. Topi da biblioteca prende il posto di "la biblioteca in casa", che non mi convinceva molto come titolo. 
En passant, non è che vi andrebbe di darmi qualche consiglio sulla grafica del blog? Inizio a metterci mano troppo spesso e ho paura di finire come le altre volte (che arriva l'insofferenza e l'abbandono XD)


Grazie a Beki di Adesso che faccio (blog che vi consiglio di visitare), che me ne ricordò l'esistenza qualche giorno fa, ho finalmente preso in prestito On writing di Stephen King. C'è da dire che si tratta di un libro cui continuavo a girare attorno come uno squalo, con molta diffidenza e con molta curiosità...cinquanta e cinquanta. Perché? Beh, perché non sono una amante di quei libri in cui uno scrittore mi dice come scrivere. Avevo paura di trovarmi tra le mani un prodotto commerciale e una lezioncina di stile. 
L'ho quasi finito (e dire che l'ho iniziato a leggere ieri ^_^) e tutto posso dire meno che si tratti del solito manuale di scrittura. Bravo King (e scema io per aver perso così tanto tempo prima di decidermi a leggerlo u_u).


Titolo: On Writing. Autobiografia di un mestiere
Autore: Stephen King
Traduttore: Tullio Dobner
Editore: Sperling&Kupfer
ISBN 8820031019

***

Sinossi. Più che un manuale tecnico per aspiranti scrittori, questo libro è un'autobiografia del mestiere in cui la storia personale e professionale del Re (oltre trent'anni di best-seller!) si fondono totalmente. Diario, confessione, chiacchierata... On Writing abbraccia e supera tutti i generi e per lo scrittore in pectore è uno strumento utile e illuminante, ricco di esempi e riferimenti pratici; per l'appassionato una chicca in cui può ritrovare un'infinità di situazioni, storie e personaggi che hanno ispirato i romanzi di King; per tutti, infine, una lettura sempre avvincente e profonda in quello stile inconfondibile, tipico dell'autore, capace di trasformare tutto ciò che tocca in un racconto magistrale.

Una delle caratteristiche che più mi piacciono della biblioteca locale è che ogni tanto gli arrivano titoli nuovi che mettono in bella mostra in una specie di scaffale novità all'ingresso. Grazie a questo sistema, ogni tanto si riescono a noleggiare romanzi che, al contrario, passerebbero un po' in secondo piano. Un mondo sinistro di Vladimir Nabokov l'ho preso al volo proprio da questo "scaffale dei nuovi arrivi". E visto che partecipo anche alla Theme Challenge di Divoratori di libri e che il tema di questo mese è la distopia (*O*) e che, {ma guarda un po'}, Un mondo sinistro è proprio un romanzo distopico... diciamo che è stato un prestito azzeccato :3


Titolo: Un mondo sinistro
Autore: Vladimir Nabokov
Traduttore: Franca Pece
Editore: Adelphi
ISBN 9788845928222

***

Sinossi. In un oscuro paese dell'Europa orientale – i cui abitanti parlano ora tedesco ora russo ora una lingua che non coincide con nessuna di quelle esistenti – un filosofo quarantenne, Adam Krug, siede annichilito nell'ospedale dove è appena spirata l'amatissima moglie Olga. Krug è una celebrità internazionale, l'unica che possa vantare il piccolo Stato retto dal regime poliziesco di Paduk, fondatore del Partito dell'Uomo Comune, che propugna una dottrina violenta fondata sul «pensiero u­nico». Per consolidare il suo carisma il dittatore vorrebbe l'appoggio di Krug, ma lo studioso oppone il più deciso rifiuto in nome della libertà di coscienza, esponendosi così alla più feroce delle rappresaglie. Concepito nel 1941 e portato a termine tra il 1945 e il 1946, in singolare ed evidente contrappunto con il 1984 di Orwell, Un mondo sinistro è, insieme aInvito a una decapitazione, il romanzo più politico di Nabokov, nutrito com'è dell'orrore che i regimi totalitari avevano scatenato negli anni precedenti. Per Krug, infatti, la coscienza è «l'unica cosa reale al mondo e il mistero più grande»: un prodigio, un arcano, una sfida incessante, e un paradosso, giacché è sinonimo di curiosità illimitata, di sentimenti illimitati all'interno (krug in russo significa «cerchio») di un'esistenza per sua natura finita. Ma, come sempre in Nabokov, questo romanzo è anche altro: una selva di virtuosismi stilistici, di suggestioni, di fantasmi, in mezzo ai quali la mente dello scrittore si aggira sovrana, intessendoli nella narrazione come segreti segnali.

E voi? Cosa state leggendo di bello?

Commenti

  1. Grazie per lo sponsor ;) eh eh...
    On Writing è davvero bello, particolare e ricco di veri consigli! La parte iniziale sulla grammatica con i suoi esempi mi ha fatta morire dal ridere (tra l'altro sono errori in cui incorro spesso '-.- )
    Per la grafica io sono peggio di te...eterna insoddisfatta :(
    A me la grafica del tuo blog piace molto :) e il tuo nuovo titolo è davvero bello, attira l'attenzione, è semplice ma d'impatto. Se devo essere sincera, non saprei che consigli darti perché è già bello così! Anche i contenuti laterali ai post sono messi al punto giusto...
    Si accettano consigli sul mio ;)

    Evviva le biblioteche!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ehi Beki, hai finito di leggerlo? Impressioni? Non parliamo di grafica, guarda: tra i blog che seguo ce ne sono di meravigliosi, così ordinati *_*
      Il tuo, per esempio, è un blog ordinatissimo, io tempo qualche settimana e incasino qualunque tipo di template XD

      Comunque sì: WWW le biblioteche pubbliche! <3

      Elimina
  2. Ma che carina questa rubrica! Mi piace!!! *___*
    Quello di King incuriosiva anche me, anche se continuo ad esitare perché a me King proprio non piace (e lo so che sembra un'eresia, ma non ci posso far niente :P).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. EhEh, King pure a me piace a giorni alterni (come le taghe XD), però On writing è una lettura veloce, per nulla didattica (aborro quelle lezioncine noiose su come scrivere >_<) e con la parte biografica che è una vera perla. Ci trovi l'infanzia, gli inizi, le lettere di rifiuto, la madre, l'incontro con la moglie e l'incidente. Perché King se ne andò quasi al creatore nel 1999, quando era a metà della scrittura di questo libro. Leggere le ultime pagine è un continuo dolore di ossa. A me è servito per capire alcune cose, soprattutto mi ha dato conferma di una cosa che già facevo, ma che per qualcuno era sbagliata. Adesso ho l'alibi XD

      Grazie per essere passata Sian, e bentornata! <3 è sempre un piacere leggerti

      Elimina

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