28 febbraio 2014

Spazio fravaglia. Ovvero: cose che non sono libri ma sono belle lo stesso

Per il titolo più lungo di sempre, una rubrica che non lo è: lo Spazio Fravaglia, dove si parla di tutto tranne che di libri. 

Oggi, per esempio, che è venerdì (e venerdì grasso, per giunta, e ultimo del mese, perdincibacco) voglio parlarvi di un fumetto che ho letto e di un anime che ho visto.

Iniziamo con il fumetto che è A panda piace l'avventura, vol. 2 - Ansia e io, bimestrale pubblicato dalla Panini Comics. Su chi sia Panda, il panda (ma va?) disegnato da Giacomo Keison Bevilacqua, non credo ci sia molto da dire (cioè: davvero non lo conoscete?!? O_o). 
Nato come striscia web sul portale pandalikes.com, è diventato, in breve, fenomeno virale e se volete saperne ancora di più basta cliccare sul link al sito.

Dicevo. L'altro giorno, alla ricerca del Ratman gigante che ancora non si trova ç_ç mi è capitato per le mani il fumetto di Keison.
questa la copertina

Vedete, è un periodo un po' di merda cacca, questo che sto attraversando ultimamente. A tratti va su, a tratti va giù, e tutto quello che mi lascia il bioritmo è un felicissimo mal di mare. Il titolo del secondo volume, Ansia e io, nonché le immagini della copertina, li ho trovati adattissimi al mio stato d'animo del momento, così l'ho comprato.
Soldi ben spesi.
Pensavo che Panda finzionasse solo nelle strisce di poche vignette, invece mi sbagliavo (come al solito) e se non ci credete, leggetevi questo estratto u_u

la (mia) principale fonte d'ansia: la burocrazia burocratica 

A maggior ragione ho adorato il personaggio di Ansia, che Keison raffigura come se fosse un animale domestico, con dei sentimenti (se ti si appiccica addosso è perché ti vuole bene u_u) e la consapevolezza che è un animale domestico che abbiamo tutti, solo che non tutti hanno ansie così affettuose, e che ci segue da quando eravamo bambini (un po' come i daimon di un certo Pullman ^_^). 
Poi, ecco, il personaggio di Godfrey (che potete importunate su twitter @godfreybelly) manda in vacca tutte le riflessioni filosofiche, e tu ridi come una scema mentre fai colazione e l'ansia, puff, svanisce. E, insomma, ve lo consiglio vivamente. A me è piaciuto talmente tanto che, diamine, credo che ad aprile comprerò il terzo volume XD
Lupin III - Il castello di Cagliostro, invece, lo stavo aspettando da tanto tempo. 
Sono, è bene che lo sappiate, una fan del personaggio di Monkey Punch, soprattutto della prima serie, quella settantottina. Sono, allo stesso tempo, una fan di Hayao Miyazaki e tutti, -tutti-, mi parlavano di quanto fosse bello il film fatto da questo su Lupin III.

Mercoledì, finalmente, sono riuscita a vederlo.


Che dire. Potrei commentare anche solo con una faccina, questa: *__________________________*

A prescindere dal fatto che amo la tecnica e lo stile di Miyazaki, le linee fluide e i movimenti altrettanto elastici delle sue animazioni, è la caratterizzazione dei personaggi e la storia che mi ha appassionata.
Goemon c'è e quasi non si vede, Jigen, invece, parla più di una serie intera di episodi ^_^ (e forse l'unica cosa che disturba è il doppiaggio, per chi lo associa ormai alla voce di Sandro Pellegrini :,( )
Anche Zenigata non è solo una macchietta comica, come accade negli ultimi OAV sul ladro giapponese =_=, ma un dignitoso ispettore di polizia scaltro e intelligente. Magari non sarà in grado di pilotare un elicottero a razzo, ma sa mettere in scacco l'ONU, se ne trova la ragione ^_^, e se per farlo deve allearsi con la banda di Lupin, non ci pensa due volte :)



Fujiko qui non è solo una fanciulla molto procace che non sa cavare un ragno da un buco, ma una tostissima guerrigliera che nel film usa l'intelligenza e le sue abilità  di killer per raggiungere il suo obiettivo.

e anche un bel po' di ironia

Che dire poi della scena più bella di tutte: l'inseguimento iniziale sulla 500 gialla e truccata come una Ferrari? No, davvero, che dire? (se non che anche Spielberg si emozionò a guardarla?)



C'è tanto Miyazaki anche e soprattutto nella meccanica del castelli di Cagliostro, ricco di marchingegni, stanze segrete, ponti mobili e botole che fanno precipitare in catacombe da cui è impossibile sfuggire. E nelle armature polimorfiche delle guardie del corpo del conte.



Per finire, citazioni a gogò e rimandi al cinema (per es. la scena di Lupin che finisce negli ingranaggi del mulino) e alla mitologia (Nausicaa e Ulisse). Amore, magia, mistero, avventura e un finale strappalacrime con Zazà che ha la più bella battuta che gli sia mai stata data :,)



Diretto nel 1978, il film non accusa un anno, e lo consiglio a tutti :)


Qui il link a Wikipedia, per saperne di più ;)
Docmanhattan ne ha parlato (meglio di me) qui

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