Passa ai contenuti principali

La cattiva notizia che un po' ci aspettavamo

Lo saprete già in molti perché in rete le notizie circolano con la velocità spaventosa di un bob su una pista di ghiaccio secco, ma visto che questo è un blog che parla di libri ed è dedicato ai lettori mi sembrava doveroso fare il punto della situazione. 
A dicembre ci venne detto che, a partire dal 2014, al momento di compilare la dichiarazione dei redditi avremmo potuto ottenere una detrazione del 19% sui libri acquistati (solo per quelli cartacei e acquistati in librerie fisiche). 
Il massimo di detrazione possibile sarebbe stata di duemila euro a persona, da dividere al cinquanta percento tra libri per uso "personale" e libri ad uso scolastico. La norma, che norma ancora non era, aveva scatenato reazioni varie (io avevo delle perplessità al riguardo, soprattutto per alcune zoppie della proposta), ma venne accolta con generale favore e vista come un incentivo alla lettura oltre che una sorta di "bonus" di incoraggiamento per i librai indipendenti maggiormente colpiti dalla recessione.
Ci si raccomandava di farsi fare una fattura o una ricevuta fiscale in attesa che anche le librerie rilasciassero lo scontrino parlante (quello, per intendersi, che fate in farmacia se acquistate un medicinale) e di tenere tutto a portata di mano in vista del prossimo 730.
Tutto bene?
No. Tutto male, perché qualche giorno fa, a dispetto delle false speranze e delle illusioni ci ha pensato l'on. Marco Causi (PD) a farci capire che si era scherzato, che non ci sono i soldi che, insomma, i libri sono una cosa da ricchi (beato ottocento).
Scrive l'on. sul suo sito
L´articolo 9 del decreto "Destinazione Italia" introduce un credito d´imposta per l´acquisto di libri, stanziando a questo fine 50 milioni. Intento lodevole, ma attuazione impossibile a causa dell´esiguità di risorse. I contribuenti Irpef italiani potenzialmente beneficiari dello sconto fiscale (al 19 per cento) sono 29 milioni. Quindi lo sconto fiscale massimo, se tutti ne volessero usufruire, sarebbe pari a 50 diviso 29 milioni: 1,27 euro. Impossibile, allora, gestire le potenziali perdite di gettito, contenendole all´interno dello stanziamento previsto.
E qui ci sarebbe da contestare la visione prettamente contabile dell'on. che parte dal presupposto che tutti i 29 milioni di contribuenti Irpef, una volta approvata la norma, sarebbero corsi in libreria per beneficiare del bonus. Nel Paese che sta riscoprendo l'analfabetismo di ritorno, che in libreria c'entra solo per chiedere dov'è il negozio di telefonini o per regalare il nuovo ricettario dell'illustre sconosciuto visto in Tv, che ogni tanto ai libri ci dà pure fuoco o suggerisce ai dipendenti di una libreria di bruciare tutto.... siamo davvero sicuri che ci sarebbe stata questa "corsa al libro" che avrebbe ridotto sul lastrico (ah!ah!) lo Stato?

E quindi?
E quindi ora l'emendamento proposto dal gruppo PD alla Commissione Finanze e accolto dal Governo parla di "buono sconto destinato all'acquisto di libri di lettura (anche in formato digitale) presso librerie per gli studenti degli istituti secondari di secondo grado".

In pratica, come scrive il Sole 24ore:
"a beneficiarne saranno solo gli esercizi commerciali. A patto che riconoscano uno sconto del 19% agli studenti delle superiori che si presenteranno con un buono lettura rilasciato dai presidi".
Si escludono dalla possibilità di bonus i testi scolastici, vengono esclusi dallo stesso bonus gli universitari e si impone alle librerie indipendenti di riconoscere, loro prime, lo sconto allo studente che presenta il buono lettura, per ottenere, in seguito, il rimborso dello sconto fatto (lettura alla buona, ma il succo è questo).

Quanto sarà la spesa dello Stato per studente? 20€ l'anno.

Vogliamo fare una colletta?

Commenti

  1. Buffoni!!! D'altronde un paese ignorante come il nostro.. Quando mai valorizza la cultura?!


    bah!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda Serena, è una corsa al ribasso dell'intelligenza. Ha ragione Anna Marchesini quando dice che si ammazza la cultura perché chi sta al potere ci rimanga ben saldo, senza temere valide e concrete opposizioni u.u

      Elimina

Posta un commento

I tuoi commenti sono una parte importante del mio blog. Lascia un messaggio. Grazie ♥

Post popolari in questo blog

INTERVISTA A VITO DI DOMENICO. PRIMA PARTE. ALTRISOGNI E IL RUOLO DEL CURATORE DI ANTOLOGIA

Dopo aver partecipato alla realizzazione e al lancio di Altrisogni vol. 3, antologia digitale edita da dbooks.it (e che vedete nella colonnina a destra del blog), ho più volte pensato che sarebbe stato interessante fare quattro chiacchiere con Vito Di Domenico, che dell'antologia è il curatore, sui suoi molteplici ruoli inAltrisogni.

Poi le cose si sa come vanno, e le quattro chiacchiere si sono trasformate in un bel discorso sull'editoria, dalla nascita di un progetto tentacolare come Altrisogni, al ruolo di curatore di antologia a quello di editor, passando poi per lo stato della narrativa fantastica italiana per arrivare a ciò che può rendere uno scrittore wannabe uno scrittore senza aggettivi a fargli da coda. 
Mi è sembrato quindi necessario, considerate la densità delle risposte, suddividere l'intervista in due parti. Ché qui vi si vuole coinvolgere, non far fuggire. 
E, credetemi, di cose interessanti da leggere subito dopo il mio vano sproloquio, ce ne sono parecc…

MINE-HAHA - Frank Wedekind

In breve: frammenti di una vita confusa con il sogno

Titolo: Mine-Haha ovvero Dell'educazione fisica delle fanciulle Titolo or. Mine-Haha oder Uber di koerperliche Erziehung der junge Maedchen Autore: Frank Wedekind Traduttore: Vittoria Rovelli Ruberl Editore: Adelphi Edizione: 2005 (I ed. 1975) Tipo: romanzo Genere: formazione/fantastico pagine: 124 Prezzo: 8,00€ ISBN:9788845920400 ebook: no
voto: 
Sinossi. In un grande parco, disseminato di case basse coperte di rampicanti, centinaia di fanciulle vengono educate a sentire il proprio corpo, a farne uno strumento di assoluta, armoniosa eccellenza. Il mondo esterno non ha alcun contatto diretto con questo parco, ma lo finanzia, in attesa di accogliere le fanciulle che vi sono ospitate. Perché?
Misterioso e trasparente come il suo titolo – un nome indiano di ragazza, che significa «acqua ridente» –, Mine-Haha è il racconto più perfetto di Wedekind e insieme l’unica opera dove tutti i suoi fantasmi convulsi e invadenti sembrano essersi congiunti e…

DINOSAURIA, Aa. Vv. - Recensione e Intervista agli autori

A chi non piacciono i dinosauri? Creature gigantesche, per certi aspetti ancora misteriose, che si portano appresso un nome sbagliatissimo, ora che sappiamo con ragionevole certezza che con le lucertole c'entrano ben poco.

Il mio primo incontro con un dinosauro è al cinema. Me ne sto tranquilla a ingozzarmi di dolci quando vedo, nella tenda alle spalle di mio fratello, profilarsi la sagoma di un velociraptor. E, all'improvviso, divento tutt'uno con la gelatina che sto mangiando. Be', forse non ero proprio io...
Pur con le sue falle scientifiche, Jurassic Park è quel film che ha cresciuto orde di ragazzini nel sogno di diventare paleontologo (con la segreta speranza di ritrovarsi, un giorno, faccia a faccia con un raptor), salvo poi scontrarsi con realtà che, come suo solito, mentre viaggiate spensierati sulla strada dei desideri vi ci costruisce a tradimento un bel muro di mattoni belli pesanti, e si mette di lato osservando come i vostri sogni vanno in frantumi.
Succede…