9 febbraio 2014

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La cattiva notizia che un po' ci aspettavamo

Lo saprete già in molti perché in rete le notizie circolano con la velocità spaventosa di un bob su una pista di ghiaccio secco, ma visto che questo è un blog che parla di libri ed è dedicato ai lettori mi sembrava doveroso fare il punto della situazione. 
A dicembre ci venne detto che, a partire dal 2014, al momento di compilare la dichiarazione dei redditi avremmo potuto ottenere una detrazione del 19% sui libri acquistati (solo per quelli cartacei e acquistati in librerie fisiche). 
Il massimo di detrazione possibile sarebbe stata di duemila euro a persona, da dividere al cinquanta percento tra libri per uso "personale" e libri ad uso scolastico. La norma, che norma ancora non era, aveva scatenato reazioni varie (io avevo delle perplessità al riguardo, soprattutto per alcune zoppie della proposta), ma venne accolta con generale favore e vista come un incentivo alla lettura oltre che una sorta di "bonus" di incoraggiamento per i librai indipendenti maggiormente colpiti dalla recessione.
Ci si raccomandava di farsi fare una fattura o una ricevuta fiscale in attesa che anche le librerie rilasciassero lo scontrino parlante (quello, per intendersi, che fate in farmacia se acquistate un medicinale) e di tenere tutto a portata di mano in vista del prossimo 730.
Tutto bene?
No. Tutto male, perché qualche giorno fa, a dispetto delle false speranze e delle illusioni ci ha pensato l'on. Marco Causi (PD) a farci capire che si era scherzato, che non ci sono i soldi che, insomma, i libri sono una cosa da ricchi (beato ottocento).
Scrive l'on. sul suo sito
L´articolo 9 del decreto "Destinazione Italia" introduce un credito d´imposta per l´acquisto di libri, stanziando a questo fine 50 milioni. Intento lodevole, ma attuazione impossibile a causa dell´esiguità di risorse. I contribuenti Irpef italiani potenzialmente beneficiari dello sconto fiscale (al 19 per cento) sono 29 milioni. Quindi lo sconto fiscale massimo, se tutti ne volessero usufruire, sarebbe pari a 50 diviso 29 milioni: 1,27 euro. Impossibile, allora, gestire le potenziali perdite di gettito, contenendole all´interno dello stanziamento previsto.
E qui ci sarebbe da contestare la visione prettamente contabile dell'on. che parte dal presupposto che tutti i 29 milioni di contribuenti Irpef, una volta approvata la norma, sarebbero corsi in libreria per beneficiare del bonus. Nel Paese che sta riscoprendo l'analfabetismo di ritorno, che in libreria c'entra solo per chiedere dov'è il negozio di telefonini o per regalare il nuovo ricettario dell'illustre sconosciuto visto in Tv, che ogni tanto ai libri ci dà pure fuoco o suggerisce ai dipendenti di una libreria di bruciare tutto.... siamo davvero sicuri che ci sarebbe stata questa "corsa al libro" che avrebbe ridotto sul lastrico (ah!ah!) lo Stato?

E quindi?
E quindi ora l'emendamento proposto dal gruppo PD alla Commissione Finanze e accolto dal Governo parla di "buono sconto destinato all'acquisto di libri di lettura (anche in formato digitale) presso librerie per gli studenti degli istituti secondari di secondo grado".

In pratica, come scrive il Sole 24ore:
"a beneficiarne saranno solo gli esercizi commerciali. A patto che riconoscano uno sconto del 19% agli studenti delle superiori che si presenteranno con un buono lettura rilasciato dai presidi".
Si escludono dalla possibilità di bonus i testi scolastici, vengono esclusi dallo stesso bonus gli universitari e si impone alle librerie indipendenti di riconoscere, loro prime, lo sconto allo studente che presenta il buono lettura, per ottenere, in seguito, il rimborso dello sconto fatto (lettura alla buona, ma il succo è questo).

Quanto sarà la spesa dello Stato per studente? 20€ l'anno.

Vogliamo fare una colletta?

About. Appassionata lettrice, nonchè abituale frequentatrice di mercatini, biblioteche e altri luoghi polverosi, vado a caccia di libri muffiti e storie dimenticate. Ho scritto per Kipple, LaPiccolaVolante, Hypnos, Altrisogni e DelosDigital. Mi occupo di narrativa (di genere e non) e delle stranezze del passato.
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2 commenti:

  1. Buffoni!!! D'altronde un paese ignorante come il nostro.. Quando mai valorizza la cultura?!


    bah!!!

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    1. Guarda Serena, è una corsa al ribasso dell'intelligenza. Ha ragione Anna Marchesini quando dice che si ammazza la cultura perché chi sta al potere ci rimanga ben saldo, senza temere valide e concrete opposizioni u.u

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