17 gennaio 2014

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Chi l'ha letto? ENRICO MOROVICH

Mi piacerebbe {si nota il condizionale? Bene}
Dico, mi piacerebbe fare di questa "rubrica" un appuntamento mensile. Un po' come quelle altre due o tre rubriche che ho in mente...
Tuttavia, riconoscendo in me una tra le maggiori esponenti del "rossellismo" (domani è un altro giorno, qualcuno lo farà per me, oggi 'un c'ho voglia... you know?) sono la prima a non metterci la mano sul fuoco. Cominciamo e vediamo come si va.
Si va?


Intro. Qui non si parlerà di autori gggiovani, né di bestsellers in prima mostra sugli scaffali delle librerie (fisiche o virtuali). Qui non troverete gli scrittori che vanno di moda, gli "autori del momento". Parliamo di scrittori che hanno fatto il loro tempo. Morti o semplicemente ignorati. Possono essere stati famosi, un tempo, ma ora pochi li conoscono. Meritevoli o no di questo silenzio?
L'unica cosa che importa è che ci sono autori che hanno scritto pagine che pochi leggeranno e molti ignoreranno. Che in questo momento prendono la muffa sulle bancarelle "tutto a un euro". E magari vi state perdendo delle buone letture. E non lo sapete.


L'AUTORE SCOMPARSO DI GENNAIO è Enrico Morovich.

Enrico Morovich nasce a Pecine (già Sussak, sobborgo di Fiume e territorio appartenente al Regno d'Ungheria) nel novembre 1906 e muore a Lavagna il 29 ottobre 1994.
Si diploma in ragioneria e poi lavora prima presso la Banca D'Italia e, successivamente, presso i Magazzini Generali.
Ha appena ventitrè anni quando inizia la collaborazione con le riviste Solaria e  La Fiera Letteraria  grazie all'interessamento di Alberto Carocci. Le sue prime opere sono racconti, genere che sembrerà preferire per tutto il corso della sua carriera. Pubblica un ultimo romanzo, L'abito verde, nel 1949 e per quasi tredici anni interrompe la sua carriera. Condizionato anche dalla situazione instabile dei territori in cui vive (nel 1947 Fiume passa alla Jugoslavia).
Nel 1950 emigra in Italia e nel '58 si stabilisce a Genova.
Nel 1964 interrompe il suo silenzio di tredici anni e dà alle stampe un nuovo romanzo, Il baratro  e avvia una collaborazione con Il Mondo.
Il suo ultimo romanzo, pubblicato poco prima di spegnersi nella sua nuova abitazione in Chiavari-Lavagna, è l'autobiografico Un italiano di Fiume (1994), rievocazione delle sue vicende di "italiano di frontiera".

Morovich è un autore "magico". Lo scrivo senza ridere. Magico perché padroneggia con la sapienza di un druido le parole. Magico perché i suoi personaggi, le situazioni che descrive, gli ambienti bucolici e campestri in cui i suoi protagonisti si muovono... tutto, in pratica, ha il potere di condizionare la fantasia del lettore, trascinandolo materialmente nel libro. Morovich è, stilisticamente parlando, un surrealista e i suoi scritti mescolano la realtà all'immaginazione, il sogno alla vita quotidiana, come favole moderne e malinconiche in cui spesso l'uomo compie le scelte più disastrose solo per incapacità di ammettere i propri errori.

Morovich l'ho scoperto qualche mese fa, e l'ho scoperto per errore: il classico scambio di persona. Ero in biblioteca e volevo leggere un romanzo di Moravia che non avessi ancora letto;  tra le mani (magicamente, appunto) mi capita un breve romanzo, intitolato Il baratro. Non ho letto il nome dell'autore, ma mi lascio sedurre dalla trama, convinta che sia un giallo surreale, un esperimento di Moravia. E quando ho scoperto che avevo sbagliato autore, ero già fuori dalla biblioteca.
Un colpo di fortuna.
Davvero. 
Il baratro è stato un romanzo breve e delizioso che faccio fatica a restituire (prima o poi dovrò farlo ^_^)
E grazie a Morovich mi sono resa conto che ci sono così tanti autori praticamente snobbati dal pubblico di lettori solo perché non sono esposti, non sono pubblicizzati, non sono "nuovi", che ho sentito come la missione di togliere loro di dosso un po' di polvere.

Una sua intervista e l'omaggio del comune di Genova



Bibliografia*.

L'osteria sul torrente, Firenze, Solaria, 1936
Miracoli quotidiani, Firenze, Parenti, 1938
I ritratti nel bosco, Firenze, Parenti, 1939
Contadini sui monti, Firenze, Vallecchi, 1942
L'abito verde, Roma, Lettere d'oggi, Roma 1949
Il baratro, Padova, Rebellato, 1964 (ripubblicato da: Torino, Einaudi 1990)
Gli ascensori invisibili, Genova, Unimedia, 1981
La nostalgia del mare, Genova, Unimedia, 1981
La caricatura, Genova, Lanterna, 1983 (ripubblicato da: Milano, Rusconi Editore, 1994)
I giganti mariniGenova, Unimedia, 1984 (ripubblicato da: Palermo, Sellerio, 1990)
Notti con la luna, Genova, Unimedia, 1986
Miracoli quotidiani (Non si tratta dello stesso testo pubblicato nel 1938, bensì di un'antologia di racconti estratti da: L'osteria sul torrenteMiracoli quotidianiI ritratti nel bosco), Palermo, Sellerio, 1988
Piccoli amanti, Milano, Rusconi Editore, 1990
Un italiano di Fiume, Milano, Rusconi Editore, 1993


*le informazioni bibliografiche sugli scritti di Enrico Morovich sono estrapolate da Wikipedia

About. Appassionata lettrice, nonchè abituale frequentatrice di mercatini, biblioteche e altri luoghi polverosi, vado a caccia di libri muffiti e storie dimenticate. Ho scritto per Kipple, LaPiccolaVolante, Hypnos, Altrisogni e DelosDigital. Mi occupo di narrativa (di genere e non) e delle stranezze del passato.
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