Passa ai contenuti principali

Buio come una cantina chiusa. Luceri Enrico. LaRecensione

Ci siamo un po' persi di vista, lo ammetto. 
Quasi due mesi di assenza da questa isola di cose lette viste o vissute. E forse riprendere ad Agosto, quando mancano una manciata di giorni al ferragosto, non è il massimo. Ma ci si prova. Perché sennò questo sarà l'ennesimo blog ucciso dalla mia sfacciata pigrizia. E la mia coscienza ha già annunciato che non lo sopporterebbe. 
Dunque.
Facciamo finta che non sia successo nulla e ripartiamo da qui e precisamente dal GialloMondadori n.3082 Buio come una cantina chiusa di Enrico Luceri.


Condensato in centoquarantasei pagine, questo di Luceri è un giallo "classico" che per trama, stile e ambientazioni ricorda molto i film gialli degli anni settanta (dei quali santa wikipedia vi offre una bella filmografia -> click). 
Alfredo Zardi, il protagonista della storia, è un ricco possidente che nasconde, dietro un carattere all'apparenza freddo e distaccato, il trauma di una infanzia vissuta nella paura di un padre che non l'ha mai amato. 
A un anno esatto dal suicidio di quest'ultimo, strani fatti iniziano ad accadere. Alfredo, che ha intenzione di restaurare la villa paterna, inizia ad essere perseguitato da qualcuno che sembra suo padre: entità paranormale, allucinazioni o davvero, come sostiene la polizia, Giacomo Zardi ha solo finto il suo suicidio per vendicarsi del figlio? 
In un crescendo di situazioni che mettono a repentaglio la vita e l'equilibrio mentale di Alfredo, l'intreccio si risolve con un duplice colpo di scena, tra desideri di vendetta e impulsi venali.

Dicevo, Buio come una cantina chiusa è un solido giallo ad enigma, con una trama ben calibrata e dotata di indizi che lavorano con la precisione di ingranaggi bene oliati sebbene in alcuni punti gli incastri sembrino scricchiolare un po'. 
Senza voler spoilerare troppo (lo spoiler in un giallo è una zozzeria da capestro) vorrei far notare come la giustificazione del delitto sul finire della storia ha, a mio parere, poca congruità o, se vogliamo, è meno giustificabile di quanto non voglia farlo apparire l'autore. Perché si possono sollevare un paio di obiezioni a quanto addotto dall'assassino come spiegazione e, in effetti, quell'omicidio appare più funzionale all'intreccio della storia (e quindi all'autore) che alle ragioni dell'omicida.
Ho detto troppo? Spero di no.
Tutto sommato, Buio come una cantina chiusa è un romanzo breve godibile, da leggere in un paio d'ore sotto l'ombrellone con i piedi a mollo nella sabbia. 

Bonus Track: in appendice a questo GialloMondadori n.3082 troverete l'elenco completo in ordine alfabetico degli autori pubblicati fin'ora nella collana.

Qualche nota sull'autore: 
immagine da
blog.librimondadori.it
Enrico Luceri sale alla ribalta del panorama giallistico italiano quando, nel 2008, vince il Premio Tedeschi con Il mio volto è uno specchio (pubblicato in Il GialloMondadori n. 2967), anche se nel frattempo aveva già accumulato riconoscimenti e premi letterari qua e là. Classe 1960, laurea in ingegneria e impiego in una società di impiantistica, è uno specialista (specializzando?) di letteratura e cinema gialli. Ha scritto e scrive romanzi, racconti e saggi. In rete lo trovate cercandolo con attenzione, ma se volete saperne qualcosa di più, potete consultare la sua bio su wikipedia (click qui)

Commenti

Post popolari in questo blog

INTERVISTA A VITO DI DOMENICO. PRIMA PARTE. ALTRISOGNI E IL RUOLO DEL CURATORE DI ANTOLOGIA

Dopo aver partecipato alla realizzazione e al lancio di Altrisogni vol. 3, antologia digitale edita da dbooks.it (e che vedete nella colonnina a destra del blog), ho più volte pensato che sarebbe stato interessante fare quattro chiacchiere con Vito Di Domenico, che dell'antologia è il curatore, sui suoi molteplici ruoli inAltrisogni.

Poi le cose si sa come vanno, e le quattro chiacchiere si sono trasformate in un bel discorso sull'editoria, dalla nascita di un progetto tentacolare come Altrisogni, al ruolo di curatore di antologia a quello di editor, passando poi per lo stato della narrativa fantastica italiana per arrivare a ciò che può rendere uno scrittore wannabe uno scrittore senza aggettivi a fargli da coda. 
Mi è sembrato quindi necessario, considerate la densità delle risposte, suddividere l'intervista in due parti. Ché qui vi si vuole coinvolgere, non far fuggire. 
E, credetemi, di cose interessanti da leggere subito dopo il mio vano sproloquio, ce ne sono parecc…

MINE-HAHA - Frank Wedekind

In breve: frammenti di una vita confusa con il sogno

Titolo: Mine-Haha ovvero Dell'educazione fisica delle fanciulle Titolo or. Mine-Haha oder Uber di koerperliche Erziehung der junge Maedchen Autore: Frank Wedekind Traduttore: Vittoria Rovelli Ruberl Editore: Adelphi Edizione: 2005 (I ed. 1975) Tipo: romanzo Genere: formazione/fantastico pagine: 124 Prezzo: 8,00€ ISBN:9788845920400 ebook: no
voto: 
Sinossi. In un grande parco, disseminato di case basse coperte di rampicanti, centinaia di fanciulle vengono educate a sentire il proprio corpo, a farne uno strumento di assoluta, armoniosa eccellenza. Il mondo esterno non ha alcun contatto diretto con questo parco, ma lo finanzia, in attesa di accogliere le fanciulle che vi sono ospitate. Perché?
Misterioso e trasparente come il suo titolo – un nome indiano di ragazza, che significa «acqua ridente» –, Mine-Haha è il racconto più perfetto di Wedekind e insieme l’unica opera dove tutti i suoi fantasmi convulsi e invadenti sembrano essersi congiunti e…

DINOSAURIA, Aa. Vv. - Recensione e Intervista agli autori

A chi non piacciono i dinosauri? Creature gigantesche, per certi aspetti ancora misteriose, che si portano appresso un nome sbagliatissimo, ora che sappiamo con ragionevole certezza che con le lucertole c'entrano ben poco.

Il mio primo incontro con un dinosauro è al cinema. Me ne sto tranquilla a ingozzarmi di dolci quando vedo, nella tenda alle spalle di mio fratello, profilarsi la sagoma di un velociraptor. E, all'improvviso, divento tutt'uno con la gelatina che sto mangiando. Be', forse non ero proprio io...
Pur con le sue falle scientifiche, Jurassic Park è quel film che ha cresciuto orde di ragazzini nel sogno di diventare paleontologo (con la segreta speranza di ritrovarsi, un giorno, faccia a faccia con un raptor), salvo poi scontrarsi con realtà che, come suo solito, mentre viaggiate spensierati sulla strada dei desideri vi ci costruisce a tradimento un bel muro di mattoni belli pesanti, e si mette di lato osservando come i vostri sogni vanno in frantumi.
Succede…