6 agosto 2013

Buio come una cantina chiusa. Luceri Enrico. LaRecensione

Ci siamo un po' persi di vista, lo ammetto. 
Quasi due mesi di assenza da questa isola di cose lette viste o vissute. E forse riprendere ad Agosto, quando mancano una manciata di giorni al ferragosto, non è il massimo. Ma ci si prova. Perché sennò questo sarà l'ennesimo blog ucciso dalla mia sfacciata pigrizia. E la mia coscienza ha già annunciato che non lo sopporterebbe. 
Dunque.
Facciamo finta che non sia successo nulla e ripartiamo da qui e precisamente dal GialloMondadori n.3082 Buio come una cantina chiusa di Enrico Luceri.


Condensato in centoquarantasei pagine, questo di Luceri è un giallo "classico" che per trama, stile e ambientazioni ricorda molto i film gialli degli anni settanta (dei quali santa wikipedia vi offre una bella filmografia -> click). 
Alfredo Zardi, il protagonista della storia, è un ricco possidente che nasconde, dietro un carattere all'apparenza freddo e distaccato, il trauma di una infanzia vissuta nella paura di un padre che non l'ha mai amato. 
A un anno esatto dal suicidio di quest'ultimo, strani fatti iniziano ad accadere. Alfredo, che ha intenzione di restaurare la villa paterna, inizia ad essere perseguitato da qualcuno che sembra suo padre: entità paranormale, allucinazioni o davvero, come sostiene la polizia, Giacomo Zardi ha solo finto il suo suicidio per vendicarsi del figlio? 
In un crescendo di situazioni che mettono a repentaglio la vita e l'equilibrio mentale di Alfredo, l'intreccio si risolve con un duplice colpo di scena, tra desideri di vendetta e impulsi venali.

Dicevo, Buio come una cantina chiusa è un solido giallo ad enigma, con una trama ben calibrata e dotata di indizi che lavorano con la precisione di ingranaggi bene oliati sebbene in alcuni punti gli incastri sembrino scricchiolare un po'. 
Senza voler spoilerare troppo (lo spoiler in un giallo è una zozzeria da capestro) vorrei far notare come la giustificazione del delitto sul finire della storia ha, a mio parere, poca congruità o, se vogliamo, è meno giustificabile di quanto non voglia farlo apparire l'autore. Perché si possono sollevare un paio di obiezioni a quanto addotto dall'assassino come spiegazione e, in effetti, quell'omicidio appare più funzionale all'intreccio della storia (e quindi all'autore) che alle ragioni dell'omicida.
Ho detto troppo? Spero di no.
Tutto sommato, Buio come una cantina chiusa è un romanzo breve godibile, da leggere in un paio d'ore sotto l'ombrellone con i piedi a mollo nella sabbia. 

Bonus Track: in appendice a questo GialloMondadori n.3082 troverete l'elenco completo in ordine alfabetico degli autori pubblicati fin'ora nella collana.

Qualche nota sull'autore: 
immagine da
blog.librimondadori.it
Enrico Luceri sale alla ribalta del panorama giallistico italiano quando, nel 2008, vince il Premio Tedeschi con Il mio volto è uno specchio (pubblicato in Il GialloMondadori n. 2967), anche se nel frattempo aveva già accumulato riconoscimenti e premi letterari qua e là. Classe 1960, laurea in ingegneria e impiego in una società di impiantistica, è uno specialista (specializzando?) di letteratura e cinema gialli. Ha scritto e scrive romanzi, racconti e saggi. In rete lo trovate cercandolo con attenzione, ma se volete saperne qualcosa di più, potete consultare la sua bio su wikipedia (click qui)

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