4 aprile 2013

Il taccuino di Hector Belascoaran. Paco Ignacio Taibo II. LaRecensione

Mentre in casa si continua a dar fuoco alla legna (il camino acceso ai primi di Aprile credo sia un record), sul comodino languono romanzi già finiti che aspettano la dovuta recensione.
E' il caso di Il taccuino di Hector Belascoaran, che non è proprio un romanzo ma una raccolta di tre romanzi brevi che hanno per protagonista Hector Belascoaran Shayne, detective messicano indipendente, che parte come ingegnere e finisce a dividere uno studio investigativo nel DF (Città del Messico) con un tappezziere e un idraulico che occasionalmente lo aiutano nelle sue indagini. 

Titolo: Il taccuino di Héctor Belascoaran
Autore: Paco Ignacio Taibo II
Editore: Il Saggiatore
Genere: giallo messicano
Tipo: raccolta di romanzi
Pagine: 261
Prezzo: 10€
ISBN 9788856503302

Come dicevo, Il taccuino non è un romanzo ma una raccolta di tre differenti romanzi che hanno come protagonista l'investigatore orbo e claudicante creato da Taibo II. 
Il primo romanzo è Fantasmi d'amore (Amorosos fantasmas in lingua originale): la storia si sviluppa attorno a una doppia indagine, la ricerca dell'omicida di un luchador e la ricerca della verità sul suicidio di una ragazzina troppo idealista per poter vivere nel DF.
Il secondo romanzo, Sogni di frontiera (Sueños de frontera), vede Belascoaran impegnato a seguire dentro e fuori la frontiera con l'America una sua vecchia amica del liceo, attrice di telenovelas, per conto della figlia di lei.
Con l'ultimo, Svaniti nel nulla (Desvanecidos difuntos), Belascoaran riceve l'incarico di trovare un morto, un morto che cammina ma che non è uno zombie piuttosto la vittima di un omicidio che non c'è mai stato e per il quale è finito in carcere un insegnante membro del sindacato.

Se dovessi fare una graduatoria dei romanzi letti metterei sicuramente Sogni di frontiera sul gradino più basso del podio: è lento e vagamente inconcludente, e sebbene l'inconcludenza sia una delle caratteristiche che amo di più nella serie di Belascoaran Shayne, quella particolare storia è stata più scialba e piatta delle altre. 
Sia Fantasmi d'amore  che Svaniti nel nulla, invece, mi hanno lasciato un buon ricordo, oltre a farmi passare con piacevolezza un paio d'ore. Il primo è ricco di pessimismo filosofico, quello che porta Shayne a vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto ma a considerarlo un "dato di fatto", una sorta di sfondo messicano impossibile da cancellare. Svaniti nel nulla termina, invece, con [SPOILER] una inaspettata vittoria (forse una delle prime vere vittorie di Belascoaran) [/SPOILER]

Paco Ignacio Taibo II è uno degli scrittori che apprezzo di più, anche se in realtà credo che sia l'essere scrittore e messicano a dargli quello stile che te lo rende subito amico e che ti fa rimpiangere sempre di essere arrivato alla parola fine di uno dei suoi romanzi. L'ironia, lo humor nero, il pessimismo filosofico sempre declinato in chiave ironica sono gli elementi portanti dei romanzi di Taibo II e, in particolare, degli scritti che hanno come protagonista il suo detective.

Ricordandovi che questi romanzi sono "gialli", ma in senso molto libero, perché servono principalmente a Taibo II per denunciare, descrivere e irridere la corruzione, la povertà, quel particolare legame tra narcotrafficanti e polizia e potere che atterra il Messico e lo inchioda alla frontiera, vi invito a leggerne anche solo uno: non ve ne pentirete (...almeno spero ;))

Il giudizio complessivo è...




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