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I ragazzi del massacro. Giorgio Scerbanenco. LaRecensione

L'ultima volta dicevamo del freddo di qua e del camino acceso ad Aprile di là. Finché non arriva il sole a tradimento, e una certa aria di primavera che sembrava dovessimo dimenticare. Io, che sono diffidente per natura, mi fido poco di questo timido affacciarsi della primavera, anche se voglio crederci fortissimamente. 
C'entra qualcosa con la recensione di oggi, questa premessa?
No. Visto che la storia raccontata in I ragazzi del massacro si svolge in autunno, ma in qualche modo dovevo pure iniziarla questa benedetta recensione. 

Titolo: I ragazzi del massacro
Autore: Giorgio Scerbanenco
Editore: Garzanti
Collana: Elefanti
Anno: 2012 (ottava ristampa)
Prima edizione: 1968
Formato: romanzo
Genere: giallo
Pagine: 231
Prezzo: 9,50€
ISBN 9788811669562
Come scrivevo in una precedente recensione una delle caratteristiche di Scerbanenco è la totale assenza, propria del suo stile, di imprecazioni e parole "cattive" nei suoi romanzi. Caratteristica che, considerato l'oggetto dell'indagine di questo romanzo, è qualcosa di stupefacente.
La trama in breve: Duca Lamberti, investigatore per la Questura di Milano ed ex-medico, radiato dall'albo per aver praticato un'eutanasia, viene incaricato di indagare sul brutale omicidio di Matilde Crescenzaghi, giovane insegnante presso la scuola serale "Andrea e Maria Fustagni", un luogo pericoloso, dove vengono raggruppati ragazzi che provengono da famiglie problematiche e/o dal riformatorio. La maestrina è stata violentata, massacrata di botte e lasciata in fin di vita nell'aula dove stava tenendo lezione. I suo abiti sparsi ovunque, disegno osceni sulla cattedra. Muore poche ore dopo il ritrovamento in ospedale. Gli undici ragazzi presenti nell'aula, una scala cronologica che passa dai tredici ai venti anni, interrogati separatamente, si difendono sostenendo di non aver partecipato all'omicidio, ma di aver visto gli altri aggredire l'insegnante. Per Duca Lamberti la difesa adottata dai ragazzi è troppo ben studiata e inizia a sospettare che dietro l'omicidio della maestrina si nasconda qualcos'altro.
Terzo dei quattro romanzi che narrano le avventure di Duca Lamberti, I ragazzi del massacro è un romanzo avvincente, con un protagonista così ben costruito, così vero, che è impossibile non innamorarsene. Duca Lamberti è un investigatore atipico, che grazie alla sua particolare storia passata, entra nell'indagine da una strada alternativa, conduce gli interrogatori con la durezza propria degli investigatori dei poliziotteschi anni settanta, batte piste inusuali e arriva alla verità con la precisione di un chirurgo. Duca è un uomo contraddittorio con i tratti tipici della mentalità anni sessanta (tra cui una leggera omofobia), un personaggio dall'animo nero e tormentato cui ci si affeziona per forza di cose, e si rimane affascinati dalla sua personalità.
Parlando del romanzo in sé, la trama è strutturata con efficacia, tutti i personaggi che agiscono nella storia sono funzionali ad essa e con una personalità coerente. Un cinque alto per Mascaranti, agente che affianca Duca nelle sue indagini, il secondo personaggio che ho amato di più in questo romanzo.
Riguardo alla straordinarietà del "linguaggio da educanda" di Scerbanenco, è necessario leggere tutto il romanzo fino ad arrivare alla descrizione delle fasi dell'omicidio della maestrina. Senza usare una sola volta una imprecazione, Scerbanenco riesce a trasmettere al lettore l'emozione negativa e sgradevole dello stupro di gruppo, come se stessimo effettivamente assistendo all'aggressione della maestrina, come se avvertissimo di fatto le urla, le risate e la puzza di anice stellato attorno a noi. Da quando ho occhi per leggere, credo che questa sia la scena meglio descritta di un omicidio violento. è una descrizione disturbante, un pugno alla bocca dello stomaco, eppure una meravigliosa prova di scrittura.
Scerbanenco è stato il principe del noir italiano. Una penna che avrebbe dovuto lasciarci molte più cose scritte.

Il giudizio complessivo è: 



Come per le altre avventure di Duca Lamberti, anche da I ragazzi del massacro è stato tratto un film che ho sulla lista delle cose da vedere/recensire.

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