27 marzo 2013

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Quando il rosso è nero, Qiu Xiaolong, recensione

La recensione di questa settimana ha come protagonista un romanzo giallo scritto da Qiu Xiaolong, poeta, traduttore e esiliato in America dal 1989, quando finì sul libro nero delle guardie rosse. Dici: un cinese che scrive gialli? Per l'appunto.
Ma lasciamo stare il mix di colori e concediamoci di analizzare perché vale la pena leggere (e se vale la pena leggere) questo romanzo.
Ma prima la biblioscheda.

Titolo: Quando il rosso è nero
Autore: Qiu Xiaolong
Editore: Marsilio
Genere: giallo
Tipo: romanzo
Pagine: 285
Prezzo: 12€
ISBN 9788831708692

Nella Shanghai dei primi anni del nuovo millennio, con la Cina ormai aperta all'economia di consumo, l'ispettore capo Chen integra il magro stipendio statale con la traduzione di romanzi gialli. Un ricco imprenditore, legato alle triadi, gli propone di tradurre per lui i progetti di un piano edilizio.  Nel frattempo una scrittrice, Yin Lige,  ex guardia rossa poi finita vittima della Rivoluzione culturale viene trovata assassinata nel microscopico appartamento della shikumen in cui vive. In congedo per completare la sua traduzione, Chen incarica il collega Yu di seguire le indagini. Si è trattato di un omicidio politico? E che legame c'è tra la morte di Yin, una raccolta di poesie e la vita degli inquilini della shikumen?

L'ispettore capo Chen è un poeta che ha scelto la strada della "scodella di ferro", come in Cina chiamano i lavori statali. Ama la poesia, conosce l'inglese, ha una corrispondenza abbastanza libera con una giornalista americana ed è un appassionato di buona cucina.Come ritmo il romanzo si sviluppa lentamente, con diversi stacchi dall'indagine di Yu nella shikumen, la sua vita familiare, il rapporto tra Chen, l'imprenditore Wu e la "piccola segretaria" Nuvola Bianca. Chen è un poeta filosofo, che descrive quello che accade recitando poesie antiche e moderne. Non è un romanzo facilissimo, per un occidentale, proprio per questa sua lentezza, questo narrare gli eventi dal punto di vista del bradipo. Ma la trama è solida e avvincente. La soluzione del caso è legata strettamente ai mutamenti della Cina contemporanea, quindi la descrizione dei nuovi usi e costumi cinesi ha un suo movente, non solo scenico, ma anche funzionale alla trama.

E poi c'è questa cosa che a leggere il romanzo di Xiaolong si imparano nuove ricette, come la "sauna di gamberi", le interiora fritte di passero o la testa di anatra senza cranio, per dire...

si: una volta cotta l'effetto sul commensale sarà più o meno
 questo qui


trivia: il titolo fa riferimento all'appellativo dato ai seguaci di Mao (i rossi) e ai membri dell'economia di mercato (i neri). 

Il giudizio complessivo è:


About. Appassionata lettrice, nonchè abituale frequentatrice di mercatini, biblioteche e altri luoghi polverosi, vado a caccia di libri muffiti e storie dimenticate. Ho scritto per Kipple, LaPiccolaVolante, Hypnos, Altrisogni e DelosDigital. Mi occupo di narrativa (di genere e non) e delle stranezze del passato.
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