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Criminologia portami via... L'enciclopedia dei serial killers voll. 3 e 4


Facevi la figa, dicendo a tutti che da grande avresti studiato criminologia. Ti sentivi originale a sognarti in lotta contro kattivi dalla faccia pulita, che sembravano buoni ed educati e colti figli della buona società; a tracciare profili geniali di serial killer e a contribuire a mettere dietro le sbarre quei sadici figli di una donna promiscua. In questo delirio aiutata da Bonelli (rip) e Berardi che nel frattempo ti piazzavano in edicola gli albi della criminologa Julia Kendall


che, oltre ad accaparrarsi un intero scaffale tra i Diabolik e i Dylan Dog, contribuiva a far crescere in te la voglia smisurata di iscriverti a un master in criminologia.
Voglia miseramente avvizzita quando: 1) hai saputo il costo del master, 2) hai chiesto in giro e ti è stato detto che i criminologi e profiler in Italia non campano bene, e non lavorano come ti era sembrato di capire dai fumetti e dai film ammerigani, 3) ti sei resa conto che, su 1000 ragazze tue coetanee, 999 hanno come obiettivo la criminologia, e ti sei sentita un attimino poco originale e molto pecorella bianca tra decine di pecorelle bianche.
E quindi niente, hai accantonato questa idea di dare la caccia al cattivo per davvero, ma ti è rimasta la voglia di impicciarti dei crimini passati, di capire "chi, come e quando", ti è rimasta la curiosità, insomma, di fare la criminologa per finta, indagando su finti crimini commessi dai tuoi personaggi.

state indietro talk show del pomeriggio
E quindi da oggi, a fasi alterne, quando mi gira, parlerò dei libri, saggi e dizionari del crimine che stanno appollaiati in libreria, come i piccioni sul cornicione delle cattedrali.

Primi per una serie di ragioni. Perché primo acquisto di libri che trattavano l'argomento pazzi omicidi, che ancora oggi mi serve da valido spunto quando ho bisogno di una storia su cui ricamare un racconto veloce. E poi perché sono stati tra i primi libri comprati da me quattordicenne senza l'intercessione di un adulto (ho vissuto una infanzia lunga).
che oggi ho tipo scoperto che valgono un frappo di soldi, se solo non li avessi sgualZiti e affogati nella CocaCola...
Questi volume 3 e 4 dell'Enciclopedia dei serial killers, edita da Flamingo (rip) e curata da Andrea G. Pinketts, li comprai, uno (il vol. 4) in un autogrill, di ritorno da una gita scolastica (dell'autogrill in questione ricordo con affetto i bagni senza porte e la donna enorme e inquietante la cui sola presenza ti suggeriva di dargli tutto quello che avevi in tasca). L'altro lo trovai in un'edicola, due anni dopo la pubblicazione dell'enciclopedia: stava al sole, tutto sgualZito e scolorito. Entrambi se ne sono stati buoni buoni chiusi nel mio cassetto privato, lontano dalle mani isteriche di mia madre fino al raggiungimento della maggiore età.
Il bello di quest'enciclopedia è che tratta una serie di casi che non ho mai più trovato negli altri volumi poi acquistati. Casi di omicidi efferati vaporizzati nel tempo, o di donne che assoldano un killer perché faccia fuori la ragazzina che ha soffiato il posto da cheerleader alla figlia. Si tratta di istantanee sintetiche di più di 300 assassini seriali (e non, ci sono anche spree killers, mass murderer, e assassini su commissione) distinte in ordine alfabetico, cui seguono, in appendice, approfondimenti sui serial killer più famosi della storia corredati dagli scatti delle scene dei crimini.

Che uno oggi basta che faccia una ricerca a tema su google immagini per avere una panoramica delle foto delle vittime, ma nel 1997 internet era ancora una lenta utopia, Google non aveva ancora assunto il monopolio del web e certe cose o studiavi criminologia o le spizzavi da volumi come questi.

Che, per inciso, sono anche la prima cosa che ho letto di Pinketts, prima ancora di Gioventù cannibale.

si, lo so: devo rimediare e leggermi quella valanga di roba che non ho ancora letto...





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